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Maximo: le nuove opere si sceglieranno online

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Tratto da Urlo n.186 Gennaio 2021

LAURENTINO – Dopo la molto discussa inaugurazione del 27 novembre scorso, il centro commerciale Maximo su via Laurentina ha registrato 170.000 presenze solo nella prima settimana.

I FONDI A DISPOSIZIONE

I problemi relativi alle autorizzazioni per l’apertura sono stati superati quando i privati hanno presentato un nuovo ‘atto d’obbligo’ (impegnandosi nei confronti dell’amministrazione) per il completamento delle opere pubbliche (piazza e parcheggi), comprese quelle previste nella seconda fase della Convenzione (la nuova sede del Municipio IX), oltre allo stanziamento di ulteriori 2 milioni di euro (fuori convenzione) per opere da realizzare sul territorio.

LE RICHIESTE DEI CITTADINI

Naturalmente, in attesa che si proceda sulle opere pubbliche, tra i cittadini si è aperto il dibattito sull’impiego degli ulteriori 2 milioni stanziati dai privati. È il Consiglio di Quartiere Laurentino Fonte Ostiense ad aver raccolto le proposte fornendole al Municipio IX. Si parla di uno Studentato all’Ottavo Ponte, con la collaborazione di Roma Tre, così come dell’apertura del Casale di via Gatto, già ristrutturato e che potrebbe ospitare un museo archeologico. Nell’elenco c’è anche il casale sulla rotatoria di via Sapori, conosciuto come il ‘Panettone’, per il quale si parla di ristrutturazione oppure della rimozione della collinetta. I cittadini puntano poi al riadattamento della Scuola di via Lipparini in un centro di aggregazione giovanile, oltre che su una nuova ciclabile da via Levi fino a via Lipparini stessa. Restano poi le richieste per un collegamento diretto con la piazza pubblica (da terminare) davanti all’ingresso del Maximo.

VERSO LA CONSULTAZIONE ONLINE

Ma all’interno del Municipio IX si starebbe pensando ad un metodo per decidere della gestione dei 2 milioni di euro. A quanto si apprende si starebbe valutando un processo partecipativo online. Iniziativa simile a quella del 2018 in relazione agli oneri delle edificazioni di piazza dei Navigatori. La speranza è che le distorsioni, con l’attenzione al numero di click più che al valore dei progetti, possano essere superate, per non penalizzare territori dove la presenza online è meno diffusa.

A.C.