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Dpcm: palestre, piscine e centri sportivi nel mirino delle chiusure

Cochi – Rocca (FdI): “Governo mortifica sport di base”. Diario (M5S): “Petizione a Conte contro possibile chiusura”.

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ROMA – È senza dubbio il settore dello sport, in particolare quello di palestre, piscine e centri sportivi al centro del mirino dell’ultimo DPCM varato dal Governo. “Per quanto riguarda le palestre c’è stato un intenso dialogo anche con il Comitato Tecnico Scientifico. Abbiamo notizie varie e contrastanti: molto spesso i protocolli di sicurezza, lo dico molto francamente, sono rispettati puntualmente. Altre volte ci giungono notizie che non sono adeguatamente rispettati. Allora daremo una settimana per adeguare protocolli di sicurezza e per verificarne il rispetto: se questo avverrà, ovviamente con il coinvolgimento del competente giudizio del Cts, non ci sarà ragione di sospendere e chiudere le palestre. Altrimenti, lo preannuncio con molta chiarezza, saremo costretti a sospendere anche l’attività sportiva che si svolge nelle palestre e nelle piscine” è stato l’annuncio di Conte durante la presentazione delle nuove misure in diretta televisiva il 18 ottobre scorso.

L’ATTESA DEI GESTORI

Un vero e proprio ultimatum per i gestori di un settore che, negli ultimi mesi, ha dovuto affrontare ingenti spese per adeguare i propri spazi ai protocolli di sicurezza. Ed ora, in maniera praticamente indiscriminata rischiano di dover chiudere le proprie porte a soci ed iscritti, con ulteriori ed ingenti perdite. Una posizione, quella del governo sulle strutture sportive, considerata particolarmente ingiusta se si considera che l’ultimo DPCM non ha previsto decisioni ferree per nessun settore (se non la previsione della chiusura alle 24 delle attività di ristorazione) mentre su palestre piscine e centri sportivi, il pugno è decisamente più fermo. Tanto che, invece di parlare di controlli e chiusure per chi non ha rispettato i protocolli, si prospetta la possibilità di uno stop generalizzato se i controlli messi in atto nel corso di questa settimana non dovessero portare risultati soddisfacenti.

LA DENUNCIA DI FDI

“Nell’ultimo DPCM il Governo Conte prende ancora una volta a schiaffi in faccia lo sport di base, quello dilettantistico, i tanti circoli sportivi, le palestre e gli impianti pluridisciplinari come se questi fossero i luoghi del contagio. Al contrario ci risulta che quasi tutti i gestori si stiano attenendo rigorosamente alle prescrizioni e osservino tutti i protocolli previsti”, dichiarano Alessandro Cochi delegato allo sport della Federazione Romana di Fratelli d’Italia e Federico Rocca membro della Direzione Nazionale di FdI. “Questo è un duro colpo ad una categoria che con fatica stava venendo fuori dalla crisi economica causata dal lockdown e che ora, con questo DPCM, rischiano di ricevere il colpo di grazia. Il Governo – proseguono – sta prendendo una decisione sulla base di sensazioni, non di dati certi. Noi in questi giorni abbiamo raccolto le richieste d’aiuto dei gestori che, a seguito dell’ipotesi di una nuova chiusura avanzata dal Governo, stanno già registrando una diminuzione della frequenza dei corsi e un aumento delle disdette da parte degli utenti. Il tutto in assenza di un abbattimento dei costi per i gestori e di adeguate forme di sostegno all’intero settore”, denunciano Cochi e Rocca.

IL M5S CONTRO LA POSIZIONE DEL GOVERNO

Che il dissenso sul tema sia quantomeno bipartisan tra le forze politiche, lo si apprende chiaramente dal fatto che anche il M5s romano, tramite Angelo Diario, presidente della Commissione capitolina Sport, annuncia la sua contrarietà alle ipotesi di chiusura ipotizzate dal Presidente Conte, ponendosi quindi in aperto contrasto con il governo a cui politicamente appartiene. “Oltre mille firme raccolte in poche ore è un risultato straordinario, la petizione online che ho lanciato questa mattina dimostra quanto sia sensibile la cittadinanza a questa tematica e quanto sia condiviso in messaggio in essa contenuto – è quanto dichiara – La paventata chiusura di tutte le palestre e tutte le piscine, quando tutte le evidenze statistiche e scientifiche dimostrano che non sono luoghi dove si sviluppano focolai, lascia interdetti. Occorre invero aumentare i controlli, affinché tutte le strutture rispettino i protocolli, ed eventualmente sanzionare e chiudere chi non è in regola. Fermare lo sport amatoriale non farebbe altro che peggiorare lo stato di salute pubblica degli italiani, invece che tutelarlo”.

Marta Dolfi