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San Paolo: il TAR accetta il ricorso della Lazio Nuoto contro il bando del Campidoglio

Nei prossimi giorni la pubblicazione delle motivazioni

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SAN PAOLO – Il TAR del Lazio ha accolto il ricorso presentato dalla Lazio Nuoto, gestore della piscina di via Giustiniano Imperatore a San Paolo, sul bando di assegnazione dell’impianto avviato da Roma Capitale. Nonostante la gestione trentennale della piscina, assieme ad un medagliere di tutto rispetto, la Società sportiva si è classificata soltanto seconda, dovendo quindi lasciare l’impianto ai nuovi gestori. Questo impianto è stato tra i primi ad essere stato messo a bando (tra quelli con assegnazione scaduta) proprio per le ottime condizioni della struttura, nonostante altre palestre e piscine avessero assegnazioni scadute da molto tempo prima.

IL RICORSO AL TAR

Le critiche al bando emanato dal Campidoglio riguardavano principalmente i punteggi assegnati, che attribuivano scarso valore alla storia e ai meriti sportivi della Società, premiando invece l’offerta economica. “È stato pubblicato il dispositivo della sentenza che ha dato ragione alla Lazio, sconfitta da un bando che, come più volte sostenuto, non premiava la storia, i valori tecnici e il sociale – affermano dalla Società – In attesa della pubblicazione delle motivazioni, si tratta in ogni caso di un grande successo per la Lazio Nuoto che dopo mesi di proteste e a volte critiche feroci, ha vinto la propria battaglia legale, infatti l’accoglimento del ricorso significa che è stata annullata l’aggiudicazione del bando”. Soddisfazione per l’accoglimento del ricorso è arrivata anche dal Presidente della Società biancoceleste, Massimo Moroli: “Siamo felici anche in funzione della difesa dei nostri valori che rischiavano di essere cancellati”.

LA POSIZIONE DEL CAMPIDOGLIO

Dal Campidoglio è l’Assessore allo Sport, Daniele Frongia, in prima linea su questa vicenda nei mesi scorsi, a prendere la parola per commentare in prima battuta la notizia: “Il ricorso presentato sulla validità dell’avviso pubblico in questione era già stato rigettato dal Tar, a sottolineare il buon operato di questa Amministrazione – ha commentato l’Assessore su Facebook – Su tale ultimo ricorso il Tar si era riservato di valutare se la dichiarazione di fatturato presentata dalla società concorrente arrivata prima fosse adeguata ai fini dell’affidamento. Attendiamo i 30 giorni per leggere le motivazioni e dare seguito alla sentenza del Tar, nel nuovo atto di affidamento che sarà adottato dal Dipartimento Sport nel rispetto della stessa”. L’assessore ha comunque voluto rivendicare il lavoro svolto dal Campidoglio nella predisposizione del bando: “Ricordiamo che, come ribadito da più sentenze negli ultimi anni, aver bandito un avviso pubblico per una concessione scaduta è, e sarà sempre, la modalità più giusta di agire, per preservare la correttezza e la trasparenza dell’azione amministrativa”.

RIVEDERE I MODELLI DI PROMOZIONE SPORTIVA

Intanto anche dal territorio del Municipio VIII sono arrivati i primi commenti positivi all’operato dei Giudici Amministrativi: “Le motivazioni devono essere ancora depositate ma il segnale a Roma Capitale arriva forte e chiaro e riapre la partita sul modello di promozione sportiva che merita la nostra città – commenta in una nota il Presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri – Gli ultimi anni ci hanno visto sul fronte contro la scelta sconsiderata del Campidoglio di considerare lo sport come uno strumento per far cassa e le società sportive come la controparte. Serve una rivoluzione culturale per cambiare questa prospettiva e questo primo risultato oggi non può essere ignorato”. Dal Pd è il consigliere comunale Marco Palumbo, Presidente della Commissione Trasparenza, ad esprimere soddisfazione per questa notizia: “In quello spazio, la Lazio nuoto pagava regolarmente l’affitto e non aveva alcuna pendenza giudiziaria. Eppure, l’Amministrazione aveva deciso di pubblicare un nuovo bando per l’assegnazione dello spazio: un bando – spiega Palumbo – che non premiava la storia della società, né tantomeno il suo valore tecnico e sociale”.

LE CRITICHE DEL CENTRODESTRA

Sono poi gli esponenti di Fdi, Andrea De Priamo capogruppo in Campidoglio e Alessandro Cochi responsabile dipartimento Sport Fdi Roma, a sottolineare come “fin dall’inizio abbiamo segnalato le nostre perplessità sulla gara. Dubbi non certo relativi all’indizione meritoria da parte dell’Amministrazione capitolina del bando pubblico ma in merito al fatto che a fronte di decine di impianti sportivi pubblici con concessioni scaduti si sia emanato un’unica gara che, di fatto, ha messo fuori gioco la storica e gloriosa Società sportiva Lazio Nuoto”. Mentre dalla Regione è la consigliera Chiara Colosimo di Fdi ad attaccare l’operato della Giunta Capitolina: “Ancora una volta la giunta Raggi, e in particolare l’assessore Frongia, che in tempi non sospetti aveva etichettato il ricorso della Lazio pallanuoto come ‘una causa persa’, hanno dimostrato la propria incapacità a governare la città. Ma forse – conclude Colosimo – se ne sono resi conto anche loro visto che, come reso noto dagli organi di stampa, l’assessore allo Sport sta già cercando una via di fuga”.

LeMa