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Garbatella: nasce ‘MEMO’ spazio di storia e memorie

In piazza Bartolomeo Romano arriva l’Archivio Flamigni sul terrorismo, le stragi e l’eversione politica

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GARBATELLA – Nel quartiere Garbatella in Municipio VIII arriva l’immenso patrimonio documentale dell’Archivio Flamigni, uno dei più importanti centri di documentazione nazionali, specializzato nello studio della storia dell’Italia Repubblicana, in particolare degli eventi legati a terrorismo, stragi, eversione politica, mafia e criminalità organizzata. Fondato nel 2005 a Oriolo Romano da Sergio Flamigni, saggista, partigiano, deputato e poi senatore del PCI, e diretto da Ilaria Moroni, l’Archivio è stato trasferito, grazie all’impegno della Regione Lazio, presso “MEMO, Spazio di storia e memorie”, il nuovo spazio regionale in via Bartolomeo Romano ricavato da alcuni locali Ater dismessi.

LO SPAZIO DI PIAZZA BARTOLOMEO ROMANO

La sede di MEMO questa mattina è stata visitata dal governatore del Lazio, Nicola Zingaretti: “Un patrimonio di documenti e materiali difeso con tenacia da Sergio Flamigni, che in caso contrario sarebbe andato perso. È una follia italiana che questi materiali venissero conservati in una casa privata, perché le istituzioni non si erano prese carico di questo patrimonio della Repubblica”. Attualmente, il Centro conserva l’archivio di Sergio Flamigni e i fondi archivistici di: Emilia Lotti, dirigente nazionale dell’Unione donne in Italia e del PCI; Piera Amendola, responsabile dell’archivio della Commissione P2; Aldo Moro, il cui versamento completa e arricchisce il patrimonio archivistico del politico conservato presso l’Archivio centrale dello Stato;  Angelo La Bella, partigiano, dirigente del PCI, studioso della strage di Portella della Ginestra; Giuseppe De Lutiis, storico del terrorismo e dei servizi segreti. L’Archivio Flamigni cura anche il fondo archivistico di Giuseppe Zupo, difensore di parte civile nel processo per gli omicidi Reina, Mattarella e La Torre-Di Salvo, del giornalista RAI Alberto Mentasti e il fondo librario di Giorgio Lotti, tutti di proprietà dell’Istituto di studi giuridici Arturo Carlo Jemolo.

LA STRUTTURA

Lo spazio ospita al piano terra una reception, dove i ricercatori verranno accolti su prenotazione, e una sala lettura da 14 posti per la consultazione dei documenti. Il piano seminterrato accoglierà invece la sala archivio dove sarà conservato il patrimonio documentale. Per la realizzazione dello spazio, la Regione Lazio ha investito oltre 320 mila euro tra fondi europei e risorse regionali ed è previsto un impegno di gestione di circa 120 mila euro all’anno. MEMO sarà aperto per la consultazione dei documenti a partire dal 15 febbraio, su appuntamento, dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 17, sarà gestito dalla società in house LAZIOcrea s.p.a. e vedrà la collaborazione dell’Istituto di studi giuridici Arturo Carlo Jemolo.

PARTONO LE ATTIVITÀ ONLINE

Nei prossimi giorni partiranno le prime iniziative digitali con l’inaugurazione del ciclo “Il documento del mese”, con un documento dedicato alla figura di Aldo Moro, a marzo verrà approfondito il tema del voto alle donne, ad aprile si parlerà della Resistenza mentre a maggio verranno mostrati dei disegni realizzati dai bambini durante i 55 giorni del sequestro Moro.  In programmazione anche, per l’apertura di febbraio dello spazio, l’evento in streaming “Archivio Flamigni: tra carta e digitale”, per conoscere le attività e la storia del centro di documentazione; l’8 marzo è previsto un incontro sul tema “Gli slogan femministi tra le carte d’archivio” mentre il 16 marzo, anniversario della strage di Via Fani, verrà presentato “Il Memoriale di Aldo Moro”, l’edizione critica nata dal lavoro di Francesco Biscione, Miguel Gotor, Sergio Flamigni, Ilaria Moroni, Antonella Padova e Stefano Twardzik coordinati da Michele Di Sivo. Il 25 aprile, per l’Anniversario della Liberazione d’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista, giornata dedicata alla figura di Flamigni con l’evento “Il partigiano Sergio”; il 9 maggio, infine, in occasione del Giorno della Memoria per le vittime del terrorismo, presentazione del sito www.aldomoro.eu e dell’interessante mostra, che è possibile visitare virtualmente, dedicata allo statista pugliese.

Red