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Rifiuti: la resa dei conti è solo rimandata

Tratto da Urlo n.191 giugno 2021

RIFIUTI – Si sono ulteriormente allungati i tempi per la resa dei conti tra Regione e Comune. Dopo che il TAR del Lazio, per un difetto tecnico, ha accolto il ricorso del Campidoglio, eliminando l’ordinanza di Zingaretti che imponeva l’indicazione di una discarica di servizio, dalla Pisana si è proceduto con una Delibera di Giunta, secondo la quale il Campidoglio ha 60 giorni (a partire dal 28 maggio scorso) per indicare un sito che possa ospitare la discarica, pena l’attivazione dei poteri commissariali in tema di rifiuti.

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Il Governatore Zingaretti ha commentato così la decisione dei giudici amministrativi: “L’obiettivo primario della Regione Lazio è sempre stato e resta quello di aiutare la Capitale. Vogliamo Roma pulita ed evitare il rischio che le strade siano invase dai rifiuti – spiega Zingaretti in una nota – La delibera quindi non ha come obiettivo di arrivare ad ogni costo al commissariamento, ma è un nuovo tentativo per individuare, sinergicamente con gli altri enti locali ed il Governo, le soluzioni adeguate a sventare l’emergenza rifiuti nella città“.

La Sindaca Raggi a sua volta, sempre in una nota, dopo aver parlato della sentenza del TAR come di una “vittoria per tutti i cittadini“, ha aggiunto: “Roma Capitale aiuterà la Regione Lazio a trovare la soluzione migliore per la gestione dei rifiuti a livello regionale”. E ancora: “Si prende atto positivamente del fatto che, a seguito della sentenza del Tar, lo stesso ente regionale abbia finalmente mostrato la disponibilità a trovare una soluzione condivisa nell’interesse dei cittadini”.

Intanto in queste ultime settimane si è riaffacciata l’emergenza rifiuti, con molte zone della Capitale in cui si sono tornati a segnalare cassonetti stracolmi e rifiuti abbandonati in terra. “L’assenza di discariche nel Lazio si ripercuote sulla raccolta e sulla capacità di trattamento degli impianti – commenta l’Assessora capitolina ai Rifiuti, Katia Ziantoni – In sintesi, Ama è in grado di raccogliere i rifiuti ma non sa dove portarli perché la Regione non ha siti di smaltimento”.

Dopo gli incontri degli ultimi giorni saranno quindi i tecnici del Ministero della Transizione ecologica, con Campidoglio e Regione, che dovranno cercare di trovare una soluzione. Naturalmente l’identificazione dei siti per due nuove discariche (per la città metropolitana e per il Comune) non servirà ad una risoluzione immediata, ma potrebbe far accettare altre regioni a ricevere ancora per un po’ di tempo i rifiuti laziali, in attesa che i nuovi impianti vengano realizzati.

Si tratta di un compito non facile, soprattutto perché dal Campidoglio è chiara la linea di non accettare nuovi impianti nel territorio comunale. Dalla Regione la linea è però molto diversa: Roma si dovrà dotare di due discariche, una per l’hinterland è una per la Capitale.

Da molti territori, già in passato indicati tra quelli titolati ad ospitare una discarica, ci si prepara ad una nuova stagione di barricate, così come successe già nel 2019 (e prima ancora nel 2013) in Municipio IX e non solo.

LeMa

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