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GIUSTO UN PO’ PIÙ IN LÀ

Tratto da Urlo n.202 giugno 2022

Qualche giorno fa il figlio di un vicino (da due anni al liceo dopo gli esami di terza media in DAD e non poche difficoltà) mi ha chiesto se era vero che il Sindaco aveva vietato di festeggiare la fine dell’anno scolastico nei parchi. Tralasciando il mea culpa che noi operatori dell’informazione dovremmo fare sul come le notizie vengono erroneamente veicolate ai giovani, gli ho spiegato che questo era solo il tema di una lettera di alcune associazioni della Capitale che da anni si occupano del verde e che hanno chiesto maggiori controlli da parte della Polizia Locale. Una precauzione insomma, un modo per evitare che (in particolare le ville storiche) possano essere sporcate o danneggiate, persino per allontanare l’ipotesi che qualche maleducato voglia fare il bagno in una fontana.

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La risposta di questo ragazzo mi ha spiazzato e mi ha fatto riflettere: “Quindi basta non andare in centro. Nei parchi in periferia tanto non controlla nessuno, poi al massimo se mettono i vigili nei parchi, noi festeggiamo in strada fuori dalla scuola, tanto qui da noi è tutto sporco e non interessa a nessuno”. Sulla lunghezza d’onda di ‘fatta la legge, trovato l’inganno’. Ma dietro queste parole c’è tanto, c’è troppo. C’è la velleità di una richiesta di maggior controllo nelle ville storiche al termine dell’anno scolastico, disinteressandosi del resto della città. Così come c’è la percezione di abbandono che è forte e presente persino nei tanto vituperati “giovani d’oggi”. La nostra narrazione li vuole rinchiusi a giocare ai videogiochi, oppure con lo sguardo basso sul cellulare. Ma forse, tenendolo così basso assimilano prima di noi lo sporco e l’abbandono delle nostre strade, dei nostri parchi pubblici, dove l’erba alta nasconde le panchine e altri arredi semi-distrutti.

In più nelle parole di questo ragazzo c’è un altro tipo di abbandono. La consapevolezza che le Istituzioni, la Polizia, lo Stato (quello che preferite) non possa arrivare dappertutto, e che di certo non si spreca ad arrivare “da noi in periferia”. Qui non si vale abbastanza, qui nemmeno le richieste di proteggere i parchi dai giovani hanno senso. Certo è che se si porrà in questo frangente particolare attenzione alle Ville Storiche, lasciando però ancora all’abbandono il resto della città, non si può di certo criticare l’escamotage di spostarsi altrove. Questo perché la sola repressione non è mai educazione e di certo non genera rispetto.

Leonardo Mancini

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