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Via del Velabro

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via del velabro

Si estende da via San Teodoro fino a piazza della Bocca della Verità e rappresenta una delle più interessanti zone della Roma antica, una specie di concavità che dal Foro arrivava al Tevere, spesso alluvionata dal fiume stesso e, dunque, resa paludosa.

È infatti questa l’origine del nome “Velabrum”, appellativo dato all’intera zona, proveniente da “velus” ossia “palude”. Durante il basso impero verrà poi chiamata “velum aureum”, ovvero “palude d’oro”, alludendo al colore gialliccio delle sabbie tiberine.

La via, per un periodo, si chiamò anche “di San Giorgio in Velabro”, dalla chiesa omonima che qui sorge. Proprio su questa strada la tradizione assegna il ritrovamento e l’adozione di Romolo e Remo da parte della lupa, che altro non era che una povera donna che si prostituiva con i pastori del luogo. Acca Larentia, la cosiddetta lupa, avrebbe infatti frequentato spesso la palude del Velabro.

Emanuela Maisto