Home Municipi Municipio IX

Ruspe al Luneur: iniziano i lavori per la riapertura del parco

SHARE
luneurlavori

Al via le opere di bonifica del lunapark, ma restano ancora delle questioni aperte

 

Molti diranno uno spassionato “era ora” e non avrebbero tutti i torti. Sono passati più di 5 anni dalla chiusura del Luneur ed oggi, dopo svariati tira e molla su possibili inaugurazioni puntualmente disattese, ecco che iniziano a comparire ruspe ed operai, dentro e fuori i confini del parco. A settembre, infatti, sono partite le prime operazioni di bonifica dell’area con conseguente sopralluogo dei vertici di Eur Spa, di Luneur Park e del Presidente del Municipio IX, Andrea Santoro. Come recita una nota congiunta di Eur e Municipio, è stata espressa “soddisfazione per i lavori di bonifica dell’area e per l’inizio della cantierizzazione”. Inoltre la visita è stata l’occasione per “verificare il progetto ed il cronoprogramma, che prevede la fine dei lavori per la tarda primavera del 2014. Eur Spa e Municipio IX si sono ripromessi di effettuare ulteriori accessi all’area in modo da monitorare periodicamente lo stato dei lavori”.

Santoro conferma questa notizia raccontando che il “sopralluogo è andato molto bene. Sono iniziati i lavori per tutto ciò che riguarda la parte impiantistica. Ancora non c’è nulla del parco da 0 a 12 anni che verrà realizzato. Abbiamo intenzione di monitorare l’andamento dei lavori e di effettuare sopralluoghi per seguire il cantiere. Quello che dobbiamo fare – continua il Presidente – è restituire alla città il miglior progetto possibile. Ci sono state delle segnalazioni che stiamo seguendo anche dal gabinetto del Sindaco, e nei prossimi giorni faremo un ulteriore incontro per vedere se le esigenze di Cinecittà e quelle dei sub concessionari possano coincidere”.

Il progetto di riqualificazione di cui tanto si è disquisito in queste pagine, quindi, è finalmente stato reso noto, almeno al Municipio. Carte che Saverio Pedrazzini, portavoce degli ex operatori del Luneur, ha sempre lamentato di non aver potuto mai vedere. Ma la questione ora è un’altra: “Che fine ha fatto il contenzioso aperto da Cinecittà nei confronti di Eur Spa?” si domanda Pedrazzini. Ricordiamo brevemente la vicenda. Qualche mese fa Cinecittà iniziò una querelle contro Eur Spa, poi affidata al Tribunale di Roma, in quanto sosteneva che le operazioni di bonifica non sarebbero venute a costare solo 800mila euro, come scritto nel bando di gara, ma ben 15 milioni di euro. Come sia finita questa storia non c’è dato di saperlo, ma Pedrazzini si interroga su questa anomalia: “Se c’è un contenzioso aperto, come possono iniziare i lavori? Vuol dire che Eur Spa ha accettato le condizioni di Cinecittà? Quali accordi di fondo ci sono? Ho fatto appello al Sindaco: se vuole portare avanti un processo di legalità e trasparenza deve prendere atto della situazione e dare delle risposte”. Gli affari di due società private potrebbero non interessarci, ma non è questo il caso. Infatti Eur Spa, lo ricordiamo, è una società controllata per il 90% del Ministero dell’Economia e per il 10% del Comune di Roma. Le sue decisioni, idealmente, riguardano quindi un po’ tutti.

Oggi, però, la notizia è tratta e ci si focalizza più sulla riapertura di questa vasta area dell’Eur, per anni lasciata nell’incuria e nell’abbandono, come ricorda Alessandra Agnello, Consigliere M5S al Municipio IX: “Questa zona è nel degrado da svariati anni, in cui non si è fatto nulla. Ciò non è un buon biglietto da visita per la città”. Accolgono favorevolmente l’inizio dei lavori anche Gino Alleori e Marco Pomarici, consiglieri Pdl rispettivamente al Municipio IX e Roma Capitale: “Questo ci fa ben sperare che in tempi relativamente brevi si venga a capo di questa situazione, attraverso una riqualificazione del Parco ed una riconsegna dello stesso alla città di Roma e con la restituzione dei posti di lavoro alle famiglie che lavoravano al suo interno”.

Infatti la questione degli ex operatori del Luneur resta drammaticamente aperta. E c’è amarezza nelle pur combattive parole di Pedrazzini, che ha speso la sua vita nel Parco, contribuendo, come altri, a renderlo quel simbolo di Roma tanto millantato oggi. Se non ci fossero stati i giostrai, con le loro attività e la loro esperienza, forse il Luneur sarebbe rimasto un semplice parco dei divertimenti domenicale, senza arte né parte, freddo e meccanico, privo di un’anima pulsante. E l’umanità vale più di qualsivoglia avveniristica attrazione.

Serena Savelli