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Continuano i problemi economici del Santa Lucia

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Ma dalla Regione assicurano: “rilascio dell’accreditamento della struttura entro il fine settimana”

 

CONTINUANO I DISAGI PER LA STRUTTURA – “La Regione Lazio non ci può prendere per il collo e farci chiudere o trasformarci in una Rsa. Deve rispettare le sentenze e pagare i debiti”. Sono dure le parole che il direttore generale della Fondazione Santa Lucia, Luigi Amadio, ha rivolto alla Regione Lazio attraverso l’Agenzia Dire. L’oggetto del contendere, come da molto tempo ormai, sono i debiti (circa 100 milioni di euro) contratti dalla Regione con la struttura sanitaria di via Ardeatina. “Ci sono sentenze del Tar e del Consiglio di Stato che intimano alla Regione Lazio di pagare quanto dovuto alla Fondazione – seguita Amadio – ma da mesi andiamo avanti solo a riunioni inconcludenti con i commissari e i funzionari della cabina di regia. Zingaretti non lo vedo da luglio dello scorso anno – spiega – L’autorizzazione all’accreditamento è ferma da otto mesi e non si muove una foglia. Ci hanno ridotto del 40% l’acconto mensile che era già insufficiente. Finora siamo riusciti a pagare gli stipendi, ma ora non sappiamo più come fare”.

UNA REAZIONE PIÚ CHE GIUSTIFICATA – secondo il Capogruppo di Fi al Municipio VIII, Simone Foglio, che ricorda l’importanza della struttura sanitaria non solo sul territorio municipale: “L’ IRCCS Santa Lucia di Via Ardeatina rappresenta da sempre un polo di eccellenza fondamentale per la città di Roma e per il Municipio VIII in particolare. Mi unisco al grido d’allarme lanciato oggi per l’ennesima volta dal direttore generale dell’Istituto dott. Amadio. Negli anni passati – conclude – avevo incalzato senza sconti la Giunta Regionale di Centrodestra, oggi nessuno pensi che il silenzio e l’inerzia di Zingaretti e compagni possa passare sotto traccia”.

L’IPOTESI DI TRASFORMAZIONE DELLA STRUTTURA – è stata paventata anche dal direttore Amadio, il quale ha riferito di credere che “nelle intenzioni della Regione c’è quella di trasformare il Santa Lucia in una Rsa, ma noi da 53 anni abbiamo un’esperienza sulla riabilitazione di grande complessità. È impensabile – aggiunge – cambiare e gettare tutto alle ortiche. Allora meglio chiudere. Tra l’altro a Roma ci sono tante strutture vuote o inutilizzate che potrebbero assolvere al compito di Rsa, come il Forlanini”.

LA RISPOSTA DELLA REGIONE LAZIO – arriva rapida, per ribadire che l’istituzione “non ha alcun interesse a interrompere la proficua esperienza dell”Irccs S. Lucia. La Regione Lazio si sta muovendo nel rispetto delle regole e non intende infrangerle. Sorprende – seguita la nota – l’attacco del dottor Amadio con parole e toni che travalicano la buona educazione e il rispetto. Ma ciò non cambia il modus operandi di questa Amministrazione, che opera, si ribadisce, nel rispetto della legalità: di conseguenza gli uffici stanno lavorando per il rilascio dell’accreditamento della struttura entro il fine settimana. Nessuno finora aveva completato questa procedura”. La nota cerca poi di far chiarezza anche sull’entità del debito contratto dalla Regione: “Per quanto attiene invece alla questione debitoria, non corrispondono al vero le cifre sostenute dal Dg del S. Lucia: la Regione con il decreto 75 dello scorso 6 marzo firmato dal commissario Zingaretti ha riconosciuto alla struttura, in esecuzione di una sentenza del Tar, 51 milioni per la remunerazione relativa al solo 2007. Gli uffici stanno elaborando gli ultimi controlli anche per verificare quanto di questa somma sia già stato pagato oppure ceduto a banche o finanziarie”.

LA SALUTE È OBIETTIVO IRRINUNCIABILE E COMUNE – in questo modo il Dg del Santa Lucia Amadio ha risposto alla nota della Regione Lazio, chiedendo al Presidente Zingaretti di incontrarlo: “Partiamo da un dato di fatto. La Fondazione Santa Lucia si trova senza più cassa perché il saldo parziale del debito accumulato dalla Regione Lazio, più volte annunciato come imminente anche ai mass media, ancora non si vede. Sono da tempo alla ricerca di un tavolo di chiarificazione al quale sedersi con il Presidente Zingaretti, e non soltanto con funzionari, il cui ruolo rispetto, ma che non sono mai titolari di risposte definitive. Se ci sono equivoci – seguita Amadio – chiariamoli, anche in merito alla vicenda ‘accreditamento’. Se qualcuno si è sentito offeso dalle mie parole mi scuso. Ma come si dovrebbe sentire allora il sottoscritto dopo anni (ripeto: anni!) di comportamenti dilatori della Regione; comportamenti che hanno determinato questa situazione di crisi? Non ho ragione di dubitare della sensibilità sociale del Presidente Zingaretti che è venuto, prima della sua elezione, alla Fondazione e ha potuto toccare con mano la qualità delle cure, della ricerca, della centralità assoluta del paziente”. Amadio conclude poi con la richiesta di incontrare il Governatore: “Proprio in nome dell’obiettivo comune di continuare a garantire la qualità delle prestazioni alle Persone che ne hanno bisogno e di conservare nel Lazio, ma non solo per i cittadini del Lazio, un centro di assoluta eccellenza per la riabilitazione neuromotoria e per la ricerca, torno a chiedere al Presidente Zingaretti un incontro di chiarimento e di dare date certe agli annunciati pagamenti”.

Leonardo Mancini