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I-60, Municipio VIII: Presidente e Assessore rispondono all’interrogazione 5 Stelle

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Cantiere aperto, valorizzazione archeologica e Piano Casa, questi i punti su cui riferisce In Aula la Giunta Catarci

UN CONSIGLIO PARTECIPATO – Dopo tante sedute quasi deserte l’Aula del Consiglio del Municipio VIII nella mattinata del 10 settembre ha visto la presenza di molti cittadini per assistre alle risposte del Presidente, Andrea Catarci, all’interrogazione promossa dai 5 Stelle sull’I-60. Molte le proteste dei cittadini, anche con qualche episodio sopra le righe, per l’ora di ritardo rispetto alla convocazione iniziale del Consiglio. Le lamentele hanno riguardato anche l’orario della convocazione (le 8,30 di mattina) che non garantirebbe una reale partecipazione della cittadinanza interessata all’argomento. Ultima problematica, rilevata dai cittadini già nella serata del 9 settembre, riguarda la mancata pubblicazione sul sito del Comune di Roma Capitale della comunicazione della seduta di oggi. 

L’INTERROGAZIONE – sull’I-60 presentata dai Consiglieri del Movimento 5 Stelle al Municipio VIII, è stata esposta in Aula dal Capogruppo, Carlo Cafarotti, che ha posto direttamente al Presidente Catarci e all’Assessore Miglio le sue domande: “Il cantiere ad oggi attivo, che ha destato allarme fra la popolazione, sta operando nei termini di legge? – seguita Cafarotti – Per mantenere gli impegni presi con le linee programmatiche quali atti concreti si intendono intraprendere, e quale sarà la tempistica? – conclude il consigliere pentastellato – Inoltre quali sono le misure concrete per la valorizzazione dei ritrovamenti archeologici dell’area che ha inserito nelle sue linee programmatiche?”.

LE RISPOSTE – Entrambe le autorità chiamate in causa dall’interrogazione dei 5 Stelle, hanno riferito in aula durante la seduta partendo dall’Assessore all’Urbanistica del Municipio VIII, Massimo Miglio: “Abbiamo fatto vari sopralluoghi e il cantiere agisce in piena legittimità, si stanno facendo le opere di urbanizzazione sotto la vigilanza di Roma Capitale – altro discorso sono i permessi a costruire – che verranno rilasciati dal Dipartimento Urbanistica quando saranno finite queste opere. Abbiamo già fatto, programmandone altri, degli incontri con l’Assessore Caudo, per verificare i margini rispetto alla legge e per intervenire sul progetto, metteremo in campo tutte le iniziative per diminuire le cubature e per rivedere il progetto”. L’Assessore ha poi spiegato che la valorizzazione archeologica va portata avanti in correlazione con la Soprintendenza, con la quale si programmeranno degli incontri per comprendere quali siano gli spazi di manovra. È poi la volta del Presidente Catarci, che ricorda come questa situazione sia stata già affrontata pubblicamente nell’iniziativa di presentazione del progetto sul Parco di Tor Marancia: “Anche in quell’occasione abbiamo assunto l’impegno di rivedere il progetto malgrado l’iter avanzato, come già fatto senza ottenere risultati con l’Amministrazione Alemanno. Abbiamo iniziato a sollecitare l’amministrazione comunale già dai primi di luglio, ottenendo una risposta dialogante sulla revisione del progetto che non considera l’I-60 una partita chiusa – seguita il Presidente – Non serve, da un punto di vista operativo, sbandierare responsabilità che sono sparse su varie Giunte, l’ultima ci avesse parlato di una partita chiusa”. Il minisindaco ha poi risposto in merito alla valorizzazione dei reperti archeologici: “Stiamo cercando di far rivalutare alla Soprintendenza la sua posizione degli ultimi anni. Chiediamo di trovare degli appigli per valorizzare e rivalutare ciò che è venuto alla luce – seguita Andrea Catarci – Bisogna lavorare pezzo per pezzo e non limitarsi al solo Centro Civico”, polo su cui il progetto aveva incardinato la valorizzazione archeologica dell’area. Sono ancora incerti, a detta del Presidente, i tempi per la messa in opera di tutti questi atti: “Tempi non pronosticabili, altrimenti li avremmo scritti sul programma. Dobbiamo stabilire una sinergia forte tra il Consiglio, i Comitati e le forze politiche. Ognuno prosegua come crede se non appoggia questa impostazione, ma lo faccia senza inficiare il lavoro che si sta portando avanti. L’importante – conclude Catarci – è ottenere dei risultati, non chi li ottiene”.

IL PIANO CASA – Il Capogruppo 5 Stelle ha definito insoddisfacenti le risposte ottenute con questa interrogazione, rilanciando con la vicenda dell’aumento di cubature che sarebbe stato richiesto dai costruttori in virtù del Piano Casa: “Nell’ultima commissione Urbanistica ho sollevato la seguente domanda: credo che il consorzio, e le ditte costruttrici, non siano nelle condizioni oggettive per promuovere una istanza del genere a norma del Piano Casa. Questo perchè tale facoltà – cioè l’aumento delle cubature del 30% – è prevista soltanto per edilizia esistente e per eventuali cantieri aperti ed in possesso di regolare titolo edilizio abilitativo. In quell’occasione il responsabile dello Sportello Unico per l’Edilizia, il dott. Pasquarelli, mi diede ragione e aggiunse che il Piano si applica solo ad edifici già presenti sul territorio entro il settembre 2010 – seguita Cafarotti – Dunque, se fosse vero che il consorzio ha presentato tale istanza di aumento di cubatura, questo equivarrebbe chiaramente ad un bluff, ad una boutade, insomma un tentativo di falsare le posizioni e sedersi ad un negoziato con più forza di quella che non si possegga”. Anche sul Piano Casa sono intervenute entrambe le autorità chiamate in causa dall’interrogazione dei 5 Stelle: “Il consorzio assicura di non aver fatto richiesta per le cubature del Piano Casa – spiega Catarci – ma non può assicurarlo per i singoli appartenenti. Abbiamo spiegato all’Assessore Caudo che, quello dell’I-60, non è un contesto in cui il Piano Casa sia ammissibile, una spada di Damocle che pende su tutta la città – conclude Catarci – Le forze politiche e le istituzioni dovrebbero eliminare uno strumento che può ampliare cubature in tutta Roma mentre si cerca di andare nella direzione opposta”. Anche l’Assessore Miglio, come prima di lui il Presidente, ha spiegato che i tempi delle azioni di contrasto all’edificazione sono dettate dalle norme e dalla presentazione dei progetti. Sul Piano Casa ha aggiunto che, nonostante si possa escludere l’aumento indiscriminato: “è possibile in ogni caso tentare di ottenere aumenti di cubature. Stiamo portando una delibera Giunta per ottenere l’analisi delle richieste che ci giungono in relazione al Piano Casa. Cioè – conclude Miglio – chiederemo di visionare anche l’istruttoria fatta dal Comune di Roma Capitale, quella dell’I-60 non è assolutamente una partita persa, ma va giocata”. 

UN CONSIGLIO TEMATICO – L’interrogazione si è conclusa con la proposta, da parte del Presidente Catarci, di indire un Consiglio Municipale sul solo tema dell’I-60. Altro appuntamento atteso dai comitati è la riunione, annunciata dall’Assessore Miglio in una intervista ad Urlo, con i costruttori per la presentazione del progetto. Intanto sono i comitati del Coordinamento Stop I-60, al pari dei Consiglieri 5 Stelle, a dirsi per nulla rassicurati dalle risposte fornite dalle autorità municipali: “Vogliamo una data certa per il Consiglio sull’I-60 e che venga fatto di pomeriggio per permettere ai cittadini di partecipare – spiega a margine dell’incontro la portavoce del Coordinamento, Giuseppina Granito – In quella sede vogliamo prendere la parola anche noi, per spiegare al meglio le nostre ragioni. Inoltre vogliamo incontrare la Soprintendenza per capire se c’è compatibilità tra queste opere e il vincolo. Sarebbe utile – conclude il la portavoce – Che il Sindaco Marino riqualificasse anche dei ‘fori periferici’, come ricucitura tra il centro di Roma e la periferia”.

LA PARTECIPAZIONE – I Consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno poi aggiornato i cittadini sulla vicenda dell’I-60 con un video postato su Facebook, nel quale hanno denunciato anche molte mancanze nell’organizzazione delle sedute del Consiglio e delle Commissioni: “Proporremmo diretta streaming delle sedute del Consiglio come avviene nel Municipio IX – spiegano i consiglieri – inoltre chiederemo che almeno due sedute al mese vengano svolte in orario pomeridiano e che in queste occasioni si trattino argomenti di particolare rilievo per la cittadinanza”.

Leonardo Mancini