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Pup da Vinci: sulla via della revoca della concessione

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Viene confermata la volontà di bloccare il Pup anche dal Comune, ma bisogna ancora capire come

Come avevamo anticipato nello scorso numero, pare che il Pup che dovrebbe sorgere su via Leonardo da Vinci, un cantiere aperto e fermo da molti anni, lasciato all’incuria e al degrado proprio tra i palazzi e plessi scolastici nel quartiere San Paolo, ha ottime possibilità di essere bloccato definitivamente. Il Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci, durante una conferenza stampa tenutasi a metà novembre, ha assicurato che l’Assessore alla Mobilità e Trasporti di Roma Capitale, Guido Improta, ha garantito che verrà avviato l’iter per la revoca della concessione al costruttore del Pup, la Ascogen, rea di non aver presentato la documentazione richiesta di recente dal dipartimento competente del Comune. Dunque il parcheggio non si dovrebbe più fare, ma ancora non si ha alcuna risposta in merito. È comunque “in programma un incontro con l’Assessore Improta – ha detto recentemente Catarci – per avere delle novità in merito. Si conferma la volontà di revoca della concessione ed il ripristino dell’area, ma bisognerà capire le modalità attraverso cui agire. In tal senso ci sarà una sinergia tra Roma Capitale ed il Municipio VIII”.

Questa buona notizia è stata raccolta con favore da tutti, in particolare dal Comitato No Pup Indignati che, in una nota, ha espresso la sua soddisfazione: “Apprendiamo con enorme soddisfazione questa notizia, che sarebbe l’epilogo concreto e positivo dopo anni di battaglia e contrasto a questo progetto. Con i cittadini e i residenti restiamo in attesa, insieme al Municipio, della restituzione dell’area cantierizzata da oltre 4 anni che è diventata, in modo esponenziale, un simbolo di degrado e di inutilità di questo tipo di interventi. Sottolineando – continua la nota – che questo Piano Urbano Parcheggi deve essere cancellato e che i parcheggi devono essere inseriti unicamente dentro un piano mobilità sostenibile, ci auguriamo che la revoca della concessione del Pup da Vinci sia l’inizio simbolico di una nuova politica e di un modo nuovo di amministrare il territorio”.
Un territorio, in questo caso, martoriato non solo dal cantiere in sé, ma dallo sporco da esso derivato, dalle situazioni poco limpide che avvengono tra le sue recinzioni, e che ha come aggravante la vicinanza con un importante plesso scolastico, l’Istituto Comprensivo Padre Semeria, che al suo interno contiene le scuole Principe di Piemonte e Leonardo da Vinci. Istituti che stanno molto a cuore all’Assessore alla Mobilità e alla Scuola del Municipio VIII, Paola Angelucci, che durante la succitata conferenza stampa ha evidenziato anche un’altra problematica, ovvero quella dei pochi fondi per le scuole che negli scorsi anni sono stati stanziati da Roma Capitale e che si spera vengano aumentati, invece, dalla Giunta Marino. Nella Leonardo da Vinci, infatti, “sussistono due padiglioni, uno che va abbattuto in quanto vecchio e obsoleto, ed un altro gemello dove oggi sono ospitati i bambini in attesa che vengano trasferiti nella nuova scuola in costruzione, sempre a viale Leonardo da Vinci, che è ancora uno scheletro”. Per far ciò, ha sottolineato l’Assessore, si ha bisogno di “un piano di investimento che non è mai stato fatto negli ultimi 5 anni, limitandosi alla sola manutenzione ordinaria. Anche questo, nonostante non abbia nulla a che fare con il Pup se non per vicinanza territoriale, incide sul quadrante, perché è sempre la stessa fetta di cittadinanza a subire dei disagi”.

I residenti di via Leonardo da Vinci, per il momento, possono comunque tirare un sospiro di sollievo, anche se, come sottolinea Simone Foglio, Consigliere Pdl al Municipio VIII, che si è sempre opposto alla costruzione del parcheggio fin dal principio, “questi sono stati 10 anni buttati, che hanno creato un danno ambientale, psicologico, materiale ed economico a tutti i residenti. Noi, 10 anni fa, l’avevamo detto, il Pup non si doveva fare. C’erano troppi campanelli d’allarme che dovevano far capire all’allora giunta di centrosinistra, comunale e municipale, che era un’opera che non doveva essere realizzata: dalle problematiche relative al terreno alla vicinanza con la scuola, dai disagi sopravvenuti sulla viabilità al fallimento del vicino Pup di Don Giacomo Alberione. Oggi, se ci fosse veramente una revoca – ha concluso Foglio – noi saremmo comunque contenti e guarderemmo con estrema gioia questa decisione. Ma chi risarcirà i cittadini di tutti questi anni trascorsi con il cantiere sotto casa?”.

(pubblicato su Urlo n. 110 – dicembre 2013)

Serena Savelli

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