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Monte Stallonara e Ponte Galeria: qual è il futuro dei Piani di Zona?

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Persistono i problemi a Monte Stallonara, mentre a Ponte Galeria gli abitanti ottengono giustizia

Tratto da Urlo n.125 maggio 2015

MUNICIPIO XI – Cosa accomuna i Piani di Zona Ponte Galeria e Monte Stallonara? Primo, la vicinanza; secondo, i problemi, anche se di differente natura. Monte Stallonara attende da anni la conclusione delle opere di urbanizzazione primaria (strade, fogne e servizi primari), il cui completamento era previsto per febbraio 2014 e il cui avvio era stato ottenuto a marzo 2013 dopo moltissima attesa. A parlare delle difficoltà è Monica Polidori, Presidente del Comitato di Quartiere: “La chiusura del primo stralcio dei lavori è messa a rischio dal perdurante stato di insolvenza di alcuni operatori che hanno portato al fermo per 7 mesi, senza che nessuno intervenisse. Innumerevoli sono stati gli incontri ma le promesse dell’Amministrazione e della politica, si sono rivelate vuote. La Commissione di Vigilanza sui lavori, alla cui nomina il Comune si era impegnato come sancito dalla Convenzione che regola la realizzazione delle opere a scomputo da parte del Consorzio degli operatori, è stata istituita solo a dicembre 2014, con estremo ritardo, e gli esiti delle verifiche e delle eventuali responsabilità, non sono ancora noti”. Altra difficoltà è il problema dell’invarianza idraulica che sta assumendo connotati preoccupanti: essa non sarebbe garantita perché il fosso di S. Cosimato, individuato per lo scolo delle acque chiare, non è a norma. Per renderlo tale sarebbe necessario estubarlo e costruire delle vasche di laminazione: “Il progetto manca – dice la Polidori – e con esso assenti sono anche i fondi. Un’ipotesi paventata in fase di sopralluogo è stata quella di finanziare la messa a norma del sito con i soldi delle opere di urbanizzazione primaria, fatto questo inaccettabile”, dice la Presidente del Cdq, che seguita: “Il problema dello smaltimento delle acque bianche e dei relativi nullaosta è noto sin dalla Conferenza di Servizi tenutasi nel 2009, alla quale non venne invitato il Consorzio di Bonifica (l’ente competente in merito al fosso, ndr), pertanto ci chiediamo chi ha sbagliato e chi continua a sbagliare”.

La somma di tutti i problemi del PdZ ad oggi ha portato a un fortissimo ritardo nella conclusione dei lavori che si traduce nell’impossibilità per gli inquilini di entrare in possesso delle proprie case. Sono pochi i fortunati che vi hanno potuto fare ingresso, proprietari delle abitazioni per le quali è stato predisposto l’allaccio a fogne già esistenti. A Monte Stallonara mancano inoltre gas, servizi telefonici, strade e illuminazione. “Acea Rete Idrica è finalmente entrata nel PdZ e, se tutto va come deve, i lavori dovrebbero concludersi a luglio”, dice Monica Polidori. “Chi fa le spese di tutto sono sempre i cittadini, condannati a rimanere ostaggio di un quartiere fantasma, un’enorme pozzanghera priva di fogne, strade, scuole e verde. Pretendiamo di vedere il PdZ e le opere finiti nel più breve tempo possibile”, conclude la Presidente annunciando per il 25 maggio una manifestazione davanti all’Assessorato all’Urbanistica.

Della questione si è interessato il Consigliere comunale Marcello De Vito (M5S), autore di una richiesta di accesso agli atti: “Siamo un movimento che raccoglie e si fa portavoce delle istanze dei cittadini. Abbiamo richiesto al Comune l’escussione delle fideiussioni per gli operatori insolventi. Adesso dobbiamo verificare i documenti ottenuti che, probabilmente, dovranno essere integrati con un’ulteriore richiesta di accesso”. Sulla faccenda abbiamo interpellato anche Maurizio Veloccia, Presidente del Municipio XI: “Il Comune ha finalmente istituito una Commissione di Vigilanza che sta vagliando i documenti per individuare le possibili inadempienze, azione importante per ricondurre i lavori in un alveo di legalità e trasparenza”. Il Presidente ha ricordato poi l’impegno del Municipio a seguire la questione, seppur non di competenza diretta dell’ente: “I nostri interventi non potranno essere risolutivi fino a quando non sarà risolto il problema del progetto di invarianza idraulica. Una nota positiva è il proseguimento dei lavori per la creazione del ponte di collegamento del PdZ che permetterà il passaggio dei sottoservizi ed il prossimo allaccio in fogna di via Senorbi. Le altre problematiche sono tutte in piedi e questo costituisce un lascito gravoso”, ha concluso Veloccia ricordando come il Municipio nei mesi scorsi abbia bocciato qualsiasi ipotesi di nuove cubature nella zona. Della situazione del PdZ si sta occupando anche il Consigliere regionale Fabrizio Santori, autore di un esposto in Procura, che ci ha detto: “Nonostante tutti i solleciti fatti ai dipartimenti competenti e all’Isveur (Istituto che sta portando avanti i lavori di urbanizzazione del PdZ, ndr), continuano ad esserci ritardi. Molti futuri inquilini non possono prendere possesso delle case e chi è riuscito sta affrontando difficoltà enormi. Prima di procedere con la costruzione dei Piani di Zona si dovrebbe garantire ai cittadini la presenza dei servizi. Questo non è avvenuto in nessuna parte di Roma e in maniera particolare a Monte Stallonara. Credo sia stato opportuno presentare l’atto in cui chiedo alla Procura di indagare sui fatti. Auspico che si possa aprire un’indagine, gli elementi a mio avviso ci sono. Sono intenzionato ad andare avanti, ad oggi però non ho ancora ricevuto risposte”.

Novità invece sono arrivate per il PdZ Ponte Galeria. Alcuni degli appartamenti del Piano B39 nacquero per essere destinati a membri delle Forze dell’Ordine. Non tutte le abitazioni vennero assegnate e gli appartamenti liberi vennero affittati a civili. Quelle di cui parliamo sono case costruite in edilizia convenzionata grazie al contributo finanziario del Ministero delle Infrastrutture per le quali tutti gli inquilini avrebbero dovuto godere di canoni d’affitto agevolati, ma così non è stato. In seguito alla revisione dei prezzi massimi di cessione operata da Roma Capitale, nel 2014 prima e nel 2015 poi, le società costruttrici hanno fatto ricorso al Tar. Il 28 aprile è uscita la sentenza che rigetta il ricorso. Abbiamo interpellato una delle tre imprese, la Yoda Immobiliare, che ha dichiarato: “Le società hanno preso atto della sentenza per loro negativa e stanno inviando in questi giorni ai propri affittuari le comunicazioni con l’indicazione del nuovo canone da versare; valuteranno comunque se fare appello al Consiglio di Stato”.

“Finalmente anche gli affittuari di Ponte Galeria pagheranno il giusto canone di locazione”, ha dichiarato il Cdq Ponte Galeria, seguitando: “Il Tar del Lazio ha rigettato il ricorso: con la sentenza n. 06142/2015 il Giudice ha stabilito che le tabelle elaborate da Roma Capitale sono legittime e da applicare con effetto ‘Ex Tunc’. Le Imprese dovranno restituire le somme in eccesso pagate dai conduttori per i canoni di locazione”. Il comitato poi annuncia di voler approfondire la questione relativa a questi ultimi: “Ora si dovrà accertare se le tanto sospirate tabelle con i nuovi prezzi massimi di cessione decurtati dei contributi a fondo perduto, siano state elaborate correttamente”. “La sentenza riconosce i diritti dei cittadini”, ha detto Alessio Marini, Consigliere per il M5S in Municipio XI, che seguita: “È un segnale, il suo significato va al di là del fatto singolo. Quello espresso dal Tar è un ‘no’ secco, sono soddisfatto ma questo deve essere il primo di una serie di pronunciamenti da parte delle Istituzioni affinché ai cittadini venga restituito ciò che è stato sottratto loro”. Sulla questione è intervenuto anche Maurizio Veloccia: “Questa sentenza dà ragione alla posizione che abbiamo sostenuto da sempre riguardo la necessità di riconfigurare completamente i canoni di affitto. Si tratta di un’azione che, anche in base a questa sentenza e in assenza di ulteriori atti giudiziari, deve essere esperita al più presto e su cui noi non smetteremo di sollecitare e vigilare”.

Anna Paola Tortora