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“Roma e’ nostra, riprendiamocela…”

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Tutti con secchio e pennello per celebrare l’Earthday ripulendo le strade di Trastevere.

Lo scorso 22 aprile è giunto alla sua 40° edizione l’oramai celebre Earthday, il Giorno della Terra, manifestazione a livello planetario nata con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle tematiche riguardanti la salute ormai un po’ cagionevole del nostro amato – e alquanto bistrattato – pianeta, per garantire all’umanità un futuro più sostenibile in un mondo vivibile e sano. Numerose le iniziative e i concerti che hanno avuto luogo in ogni angolo della Terra ma, senza voler andare troppo sul sensazionalistico (nessuna superstar della musica vestita di lustrini ha fatto appelli per la salvaguardia del pianeta), proprio qui a Roma, più precisamente nel quartiere Trastevere all’altezza di Ponte Sisto e contemporaneamente sulla Via Cassia, il 17 aprile scorso è stata organizzata un’iniziativa di ripulitura delle strade capitoline dai graffiti che le deturpavano, in puro spirito Earthday.
Retake Rome è il nome più che eloquente dell’iniziativa sponsorizzata dalla fondazione ONLUS Giuseppe Garibaldi con il supporto e la collaborazione di Comune di Roma, AMA e numerosi studenti volontari di scuole e università americane che tutti insieme si sono “ripresi Roma” per riportarla al suo antico splendore con secchi, spazzoloni, pennelli, vernice e soprattutto tanta buona volontà e olio di gomito. E così ecco che per un’intera giornata il quartiere della movida romana si è popolato di giovani e meno giovani armati di tutto punto con guanti di plastica e mascherina da chirurgo, pronti a combattere il degrado a suon di pennellate e a riportare il decoro in nome dello slogan “sì all’arte, no al vandalismo”. Un piccolo ma significativo gesto dal valore pratico ma anche simbolico: oltre ad aver effettivamente ripulito e rivalutato il quartiere, l’iniziativa no profit, nonché totalmente apolitica e apartitica, ha voluto in tal modo sottolineare come il decoro urbano dipenda anche e soprattutto dai cittadini che, abbandonato il ruolo di spettatori, sono diventati protagonisti della pulizia fai-da-te. Certo, un maggiore impegno anche da parte delle amministrazioni sarebbe auspicabile, ma per questa volta un volenteroso gruppo di cittadini ha messo da parte le lamentele e si è rimboccato le maniche.
Presenti a Ponte Sisto e dotati dell’attrezzatura necessaria per ripulire i muri dai graffiti anche i  tre rappresentanti del governo degli Stati Uniti presso lo Stato Italiano, la Santa Sede e le organizzazioni delle Nazioni Unite a Roma, rispettivamente David Thorne, Miguel Diaz e Ertharin Cousin, il delegato del Sindaco di Roma per il centro storico Dino Gasperini e il Sindaco Alemanno, il quale ha tenuto a precisare come l’iniziativa abbia portato nella Capitale una ventata dell’America di Obama grazie al rinnovato protagonismo dei cittadini e alla loro attiva partecipazione.
Sì è ben lontani dal risolvere i problemi della città, ma l’impegno, la partecipazione e un ritrovato quanto insperato – ma ben accolto – senso civico sono un primo passo per riprendersi Roma sul serio. Un ulteriore passo sarà il 4 luglio con il secondo appuntamento di Retake Rome, al Gianicolo. Un’altra volta armati di spazzoloni a ripulire i muri della Capitale per restituirla ai suoi cittadini.

Claudia Pierucci