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A Porta Portese l’arte scansa i vestiti usati e trasforma un banco in una galleria d’arte

“È domenica mattina si è svegliato già il mercato” cantava un giovanissimo Claudio Baglioni nel 1972 e ieri come oggi Porta Portese è un luogo dove si possono trovare delle vere chicche tra modernariato, libri, vestiti usati e improbabili incontri. È l’appuntamento della domenica, il luogo in cui perdersi tra la gente.

Il 19 dicembre un banco del mercato si trasforma in una galleria en plein air. Infatti, sotto l’intuizione di Giacomo Guidi, organizzata da Contemporary Cluster in collaborazione con Drago e Ginnika, va in scena a Porta Portese una maxi-opera di JBROCK. L’artista romano classe 1979 e antesignano della Street Art è riconoscibile per il suo iconico quanto inconfondibile “faccione giallo” che troviamo disseminato sui muri della città. Da qui in poi una domenica al mese il banco di Port-à-Porter\Bubbas, si trasformerà nuovamente in una galleria d’arte proprio in mezzo al mercato, un’eccezione assoluta e da non perdere.

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L’evento proseguirà nel pomeriggio tra le mura di Palazzo Brancaccio dove sarà allestito il banco

di Port-à-Porter\Bubbas con abiti in vendita selezionati con cura per l’evento. L’idea di Guidi, riportata su Artribune, è quella di mettere l’arte laddove non c’era, laddove non c’è, laddove risulta insolita e disturbante.

Occasione che mi riporta alla mente un paio di avvenimenti piuttosto interessanti. Il concetto apprezzatissimo è la fuoriuscita dell’arte dai luoghi deputati. Ne è un esempio lo strappo di Courbet con la creazione nel 1855 del Padiglione del Realismo, contrapposto al Salon ufficiale. Sfruttando questa tendenza è stata la modalità di azione dell’artista Gianni Politi. Un gesto provocatorio per l’esclusione dalla quadriennale di Roma, dove Gianni aveva organizzato sulle mura Aureliane un allestimento di 19 opere, in cui gli esclusi, per mostrare dissenso contro il “Palazzo” si riunivano in un’esposizione collettiva intitolata INSIEME.

Finalmente la città, fin troppo criticata dai megafoni sbagliati, sta mostrando di avere gli attributi grazie all’enorme fermento artistico che Roma sta vivendo. Una compagnia delle arti sempre più interessante, guidata da curatori visionari e ambiziosi, sta facendo di tutto per rendere Roma, grazie all’arte, un posto migliore.

Riccardo Davoli

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