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Nerone tra politica e sepolture

La rinascita politica dell’imperatore Nerone ha visto come protagonista il presidente del Gruppo Storico Romano, associazione di rievocazione storica della Roma antica, che si è presentato come candidato a Sindaco di Roma con una lista civica apartitica chiamata appunto “Lista Nerone”. Al netto del risultato politico, abbiamo scelto questo mese di indagare sulle credenze relative alla sepoltura dell’imperatore Nerone, vissuto a cavallo della metà del I secolo d.C.

Un certo Lucio Domizio Enobarbo nacque ad Anzio nel 37 d.C., figlio di Gneo Domizio Enobarbo, parente alla lontana dell’imperatore Augusto e di Agrippina Minore, sorella dell’attuale imperatore Caligola. Quando quest’ultimo morì, Agrippina, rimasta già vedova, riuscì a sposare il nuovo imperatore e suo stretto parente Claudio Cesare Augusto, il quale adottò Lucio Domizio Enobarbo ormai conosciuto col nome di Nerone. Proprio lui nel 54 d.C. divenne il nuovo imperatore, ultimo della dinastia Giulio-Claudia. L’imperatore Nerone Claudio Cesare Augusto Germanico ebbe un’educazione infantile molto spiccata verso le arti (fu il filosofo e politico Seneca ad occuparsi della sua istruzione adolescenziale). I primi anni di principato di Nerone furono proficui per l’Urbe, in quanto c’era al potere un adolescente guidato dalla madre e dal tutore Seneca; i problemi sorsero quando Nerone incappò in una serie di scandali per i complotti di corte e peripezie amorose, come con Poppea Sabina, sua seconda moglie dopo un primo divorzio molto criticato dal popolo romano. Successivamente al famoso incendio di Roma, per il quale molti storici accusano Nerone ed altrettanti studiosi lo scagionano a sfavore dei cristiani, Nerone si adoperò in opere di edilizia e urbanistica pubbliche. Costruì la Domus Aurea, la sua residenza privata, e grazie a una serie di fortunati eventi il suo è ricordato come un periodo di pochissime guerre e scaramucce con i popoli esterni (è famosa le battaglia contro la britanna Boadicea) e le genti interne ai confini dell’Impero. La morte di Nerone arrivò nel 68 per sua stessa mano quando, a causa della sua poca popolarità tra le fila dell’esercito, alcuni generali si ribellarono a lui finché anche il Senato non decise di dichiararlo hostis publicus (nemico pubblico), dando inizio ad un periodo in cui i nuovi imperatori furono scelti tra i generali. La più famosa “Tomba di Nerone” è ormai la zona dove sorge un monumento sepolcrale che non è in realtà dell’imperatore Nerone ma di un personaggio della scena politica romana del II secolo d.C., Publio Vibio Mariano e della sua famiglia. Questo monumento, che sorge sulla via Cassia, internamente e vicino al Grande Raccordo Anulare, a ridosso della Riserva Naturale dell’Insugherata, durante il medioevo venne erroneamente attribuito a Nerone. Nella realtà il corpo di Nerone venne cremato ed esposto in un´urna di preziosa roccia di porfido nel mausoleo sepolcrale dei Domizi, proprio sotto Piazza del Popolo; questo mausoleo venne distrutto da Papa Pasquale II, che voleva cancellare ogni notizia dell’imperatore Nerone, a favore della costruzione dell’allora piccola cappella di Santa Maria del Popolo nel 1099. Ma nonostante gli sforzi di questo Papa, Nerone e la sua storia sono divenuti immortali, tanto da ritornare anche nell´attuale politica di Roma.

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Veronica Loscrì

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