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Laurentino: ancora nessuna notizia sull’utilizzo dei 2 mln stanziati da Maximo

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Tratto da Urlo n.189 aprile 2021

LAURENTINA – L’apertura del Centro Commerciale Maximo al Laurentino ha dato il via ad una vicenda che farà molto parlare: l’impiego dei 2 milioni di euro (fuori dalla Convenzione) stanziati dai privati per realizzare interventi sul territorio. Una sorta di ‘compensazione’ per i disagi subiti dai cittadini che nulla hanno a che fare con le opere pubbliche previste e ancora da completare.

Al momento non è ancora chiaro come verranno impiegati questi fondi e come saranno scelte le opere da finanziare. Anche il Municipio IX non ha risposto a questa nostra domanda. Nei mesi scorsi si è ipotizzato un processo partecipativo online, sulla falsa riga di quello del 2018 per i fondi derivanti dalle edificazioni di piazza dei Navigatori, ma purtroppo al momento non ci sono state notizie.

Anche i cittadini del Consiglio di Quartiere Laurentino Fonte Ostiense sono tornati a chiedere conto al Municipio IX delle loro proposte e del sistema che si vorrà utilizzare per scegliere gli interventi. “Quando il Municipio ci ha comunicato la presenza di questi fondi abbiamo messo in piedi un sondaggio tra i cittadini – ci racconta il Presidente del CdQ, Maurizio Filipponi – il 18 dicembre abbiamo così protocollato i nostri suggerimenti”.  Tra questi c’è uno Studentato all’Ottavo Ponte, così come l’apertura del Casale di via Gatto per un museo archeologico. Nell’elenco c’è anche il casale sulla rotatoria di via Sapori e la trasformazione della Scuola di via Lipparini in un centro di aggregazione giovanile.

Purtroppo oltre a due incontri – uno del 21 dicembre e uno in Commissione Urbanistica il 29 gennaio, ndr – non abbiamo avuto più comunicazioni dal Municipio”, seguitano dal comitato. È per questo che recentemente i cittadini sono tornati a chiedere conto delle modalità che si intendono adottare per l’utilizzo dei fondi: “Chiediamo che dal Municipio ci rispondano in merito alle nostre proposte – seguita Filipponi – e che si metta in atto un percorso condiviso per la scelta delle opere. Non ci sembra proprio il caso di perdere questa occasione”.

LeMa