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Maximo: tra mozioni e diffide si avvicina l’apertura

Mancano le opere pubbliche, così le opposizioni in Campidoglio chiedono di rivedere l’iter e di sospendere le autorizzazioni, mentre i legali di Euroma2 diffidano l’amministrazione

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LAURENTINA – È ancora fissata per il 28 ottobre l’inaugurazione del nuovo centro commerciale Maximo su via Laurentina, anche se su quest’opera continuano ad addensarsi nuvole nere. Oltre alle opere pubbliche previste e non realizzate (alcune solo in parte), ora sono la mozione presentate dalle forze di minoranza in Capidoglio e la diffida arrivata dai legali di Euroma2 a rendere incerto il futuro di Maximo.

LE OPERE PUBBLICHE

Oltre alla passerella pedonale su via Laurentina, che a quanto si apprende sarebbe contenuta nel PRU Laurentino ma non nella convenzione Urbanistica, sul tavolo ci sarebbero anche diversi locali destinati al Comune, nei quali avrebbe trovato posto la nuova sede del Municipio IX (o altre funzioni ancora da decidere). Su questo frangente il ritardo è palese, infatti si sarebbe ancora ad uno stadio progettuale. Ultima opera all’attenzione dei consiglieri capitolini è la piazza pubblica (15mila metri quadrati) che sarebbe però stata completata al 70%.

LA MOZIONE IN CAMPIDOGLIO

Intanto in Campidoglio sono i consiglieri di minoranza ad aver presentato una mozione per fare luce sulla mancata realizzazione delle opere pubbliche previste. In particolare il documento è indirizzato all’assessore capitolino al Commercio, Carlo Cafarotti, al quale come dichiara il capogruppo del Pd, Giulio Pelonzi, “chiediamo di vigilare e diffidare il dipartimento a dare l’autorizzazione ad aprire. A Roma non si possono aprire cubature commerciali se non vengono fatte prima le opere pubbliche che le giustificano”. Il testo della mozione, firmato anche da De Priamo (Fdi), Celli (Lista Civica), Fassina (Sinistra X Roma) e Grancio (Misto), è chiaro e chiede all’assessore Cafarotti di avviare una ricognizione tecnico amministrativa per verificare la correttezza di tutti gli atti amministrativi. Naturalmente la mozione chiede anche che, in attesa di questa revisione, si sospendano tutte le autorizzazioni, questo perché “il rispetto della convenzione – scrivono i consiglieri – richiede esplicitamente l’obbligo di realizzare prioritariamente, o contemporaneamente, le opere pubbliche”.

LA DIFFIDA DI EUROMA2

Ma sul futuro del nuovo centro commerciale non pesano solo le sacrosante rimostranze dei cittadini della zona e le richieste della politica. Ora sul tavolo arriva anche una diffida all’apertura firmata dai legali di Euroma2, che chiedono all’amministrazione di impedire l’apertura per il mancato rispetto delle prescrizioni contenute nella Convenzione Urbanistica, prospettando anche un possibile danno erariale.

Leonardo Mancini