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Planetario dell’Eur: l’aperura slitta alla primavera 2022

Tratto da Urlo n.197 gennaio 2022

EUR – C’è ancora da attendere per la riapertura del Planetario dell’EUR, chiuso da ormai 7 anni a causa di lavori di riqualificazione considerati inderogabili. Nel settembre scorso, con una presentazione alla stampa, l’amministrazione penta-stellata aveva annunciato la riapertura per l’inizio del 2022, ma ad oggi sulla data non c’è ancora certezza.

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Le uniche notizie arrivano dalla Commissione Capitolina Cultura, con la Presidente, Erica Battaglia, e le consigliere del Pd, Antonella Melito e Claudia Pappatà, che in una nota indicano la prossima primavera come periodo per la riapertura: “Un’ottima notizia non solo per il quartiere dell’Eur ma per tutta la città, alla quale si restituisce finalmente un polo museale e didattico di strategica importanza”. Tempi diversi (certamente più lunghi), invece, per tornare a visitare il vicino Museo della Civiltà Romana, “chiuso anch’esso dal 2014, sul quale lavoreremo con la Commissione con la volontà di restituire ai cittadini un luogo di straordinaria importanza”, dichiara la Presidente Battaglia. Lo sguardo al momento, nell’attesa della riapertura dell’intero polo museale, è alla valorizzazione dell’area con manifestazioni culturali, oltre alla possibilità di “attivare, per l’apertura del Planetario, un ticket integrato ad un percorso di tutto il patrimonio dell’Eur”, concludono.

Resta l’amaro in bocca per le promesse ancora una volta disattese. Già a novembre, dall’attivissimo gruppo Facebook “Riapriamo il Planetario dell’EUR”, commentavano duramente i ritardi palesi nella riapertura, sottolineando che in occasione della presentazione il Planetario fosse apparso perfettamente funzionante e non una zona di cantiere. Tra le critiche c’è lo spreco di risorse, dato che la strumentazione installata è in affitto e inutilizzata, oltre al mancato incasso, visto che il gonfiabile (dislocato in altra sede in questi anni di chiusura) che ha ospitato le iniziative del Planetario ha accolto circa 16mila presone all’anno, con un incasso di 90mila euro: “quanti biglietti potrebbero essere staccati usando una struttura adeguata con una tecnologia moderna?”, si chiedono i responsabili del gruppo.

LeMa

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