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Ponte di Ferro: si guarda al modello Morandi

Tratto da Urlo n.195 novembre 2021

OSTIENSE – È passato poco più di un mese dall’incendio che, nella notte tra il 2 e il 3 ottobre scorso, ha danneggiato il Ponte dell’Industria. L’infrastruttura, che collega i due quartieri di Ostiense e Marconi e con essi i Municipi VIII e XI, da quel momento risulta chiusa al transito, in attesa del termine delle indagini e del dissequestro per concludere le analisi strumentali.

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A seguito dell’incendio, infatti, la Procura di Roma ha aperto un’indagine contro ignoti. Con molta probabilità, anche se saranno le indagini a darne conto, le fiamme sarebbero partite da un fornelletto all’interno di una baracca al di sotto del ponte (sul lato della riva del Municipio XI) utilizzata da alcuni senza fissa dimora. Sarebbero delle immagini nelle mani delle Forze dell’Ordine a far guadagnare punti a questa ipotesi. D’altronde non è la prima volta che si assiste ad un episodio simile, infatti un primo incendio avvenne (quasi nello stesso punto) nel 2013. Allora il ponte venne chiuso al traffico per procedere al ripristino dei cavi elettrici che passano lungo la struttura.

Purtroppo al momento non è facile dare indicazioni chiare sui tempi per la riapertura del Ponte di Ferro. Già nelle ore immediatamente successive all’incendio è stato messo in piedi un coordinamento per valutare i danni, mentre in queste settimane sono già state effettuate alcune verifiche, ma solo quando si potrà intervenire in maniera strumentale sull’acciaio e il cemento si stabilirà l’entità dei danni. Poi servirà una relazione strutturale e un progetto di ripristino, oltre ai tempi per indire ed effettuare i lavori.

Da più parti in queste settimane, soprattutto dai due territori coinvolti da questa chiusura, si sono chiesti interventi rapidi e straordinari per ripristinare la viabilità ed evitare ulteriori disagi ai cittadini. Dal Municipio VIII la richiesta avanzata è che su questa vicenda si segua il modello del Ponte Morandi di Genova, con il Governo che indichi il Sindaco Gualtieri come Commissario per realizzare gli interventi necessari a riaprire il ponte nel minor tempo possibile. Senza questo passaggio potrebbero servire perlomeno sei mesi per un bando europeo. Intanto tra le ipotesi ci sarebbe anche l’allargamento delle due carreggiate, con lo spostamento dei passaggi pedonali all’esterno delle travi che delimitano la struttura. In questo modo il ponte, una volta riaperto, potrebbe addirittura permettere il transito dei mezzi pubblici, ai quali fino ad ora era precluso.

Leonardo Mancini

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