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L’ex Ospedale Forlanini potrebbe ospitare il Bambin Gesù

L’ipotesi, che finirà al vaglio del prossimo Governo, metterebbe la parola fine alla sequela di proposte per il rilancio della struttura

Forlanini 154 - Febbraio 2018

Tratto da Urlo n.205 ottobre 2022

PORTUENSE – Si apre una nuova idea progettuale per l’ex nosocomio di via Ramazzini. Il Forlanini infatti potrebbe ospitare il nuovo Ospedale Bambino Gesù, con l’idea di creare una vera e propria ‘cittadella della salute’ in stretta sinergia con il San Camillo e lo Spallanzani. Per portare avanti questa progettualità nelle prossime settimane la Regione Lazio e il Comune di Roma (assieme naturalmente alla struttura ospedaliera vaticana) firmeranno un protocollo d’intesa che metta nero su bianco il progetto. In ogni caso la decisione finale su questo spostamento, sull’utilizzo quindi dei locali dell’ex Ospedale Forlanini, sarà demandata al nuovo esecutivo che si insedierà dopo la formazione del Governo. Un primo passo dunque, anche se in passato siamo già stati spettatori di altre ipotesi (più o meno realistiche), per la riqualificazione e la rifunzionalizzazione di questi spazi dopo la chiusura del 2015.

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I VANTAGGI PER LA STRUTTURA

La ricerca di un’area più grande per l’Ospedale Bambino Gesù ha portato a guardare in direzione dell’ex nosocomio che potrebbe fornire spazi doppi rispetto all’attuale sede di Sant’Onofrio al Gianicolo. “C’è un doppio vantaggio da questa operazione: intanto si recupera patrimonio pubblico e si lascia il Forlanini alla missione originaria, quella dell’assistenza – ha dichiarato l’Assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, nel commentare il possibile spostamento – Ma si crea anche un quadrilatero europeo della salute con due Ircss. Il beneficio è sia per le cure ai pazienti, per esempio al San Camillo è presente un reparto di ostetricia che manca al Bambino Gesù, sia sul fronte della ricerca”.

I TEMPI DELL’OPERAZIONE

Secondo quando si apprende, qualora il prossimo Governo dovesse avallare questa ipotesi, si dovrebbe aprire una conferenza di servizi, una volta conclusa la quale servirebbero circa 36 mesi per completare il trasferimento del Bambino Gesù. I tempi, ma soprattutto i costi di questo trasferimento, non sarebbero di poco conto. Infatti per tornare ad utilizzare l’ex Forlanini come ospedale si dovranno prevedere investimenti ingenti. Basti pensare che nel pieno dell’emergenza sanitaria, quando non erano mancate le voci che indicavano questa struttura come luogo ideale in cui ricavare nuovi posti ospedalieri da dedicare ai reparti Covid, la risposta arrivata dalla stessa Regione Lazio (per bocca dell’Assessore D’Amato) av20eva bollato come irricevibili tali proposte, proprio a causa dei tempi e dei costi necessari per riaprire l’ospedale.

IL PLAUSO DEI MUNICIPI

Anche dai territori immediatamente coinvolti da questo possibile spostamento arriva il plauso nei confronti dell’iniziativa. Sono infatti i due presidente dei Municipi XI e XII, Gianluca Lanzi ed Elio Tomassetti, a commentare in una nota congiunta questa possibilità per il futuro del nosocomio al confine tra i due territori: “L’apertura del Bambin Gesù nella struttura del Forlanini rappresenta la realizzazione di quanto chiedevamo da anni, ovvero il mantenimento della vocazione socio-sanitaria del plesso e il trasferimento di una funzione di altissimo lustro nel nostro quadrante – affermano – Anni di battaglie per richiedere la riapertura del Forlanini sembrano ora finalmente centrare il loro obiettivo sanando così una ferita aperta. L’area, tra i Municipi XI e XII, ha una destinazione specifica se vista con la presenza del San Camillo, dello Spallanzani e del polo della Croce Rossa – e ancora – Un’operazione importante di cui ringraziamo la sinergia tra Governo, Regione Lazio e Roma Capitale, che deve essere realizzata in piena collaborazione con il territorio”.

I VECCHI PROGETTI

Intanto sarà da capire che fine faranno i progetti annunciati (e più o meno avviati) all’interno dell’ex ospedale. Nel luglio 2021 si è parlato della possibilità di rendere alcuni spazi la sede del Politecnico di Roma, un nuovo polo universitario promosso da Unindustria. Appena pochi mesi prima, nel febbraio 2021, dall’Assessorato regionale si era parlato invece di servizi con funzione socio-sanitaria, con la realizzazione all’interno del complesso immobiliare di una RSA pubblica e di una Casa della Salute. Infine (sempre nello stesso periodo) era stata proposta, con una delibera regionale, la candidatura della struttura a sede della costituenda Agenzia europea della ricerca biomedica. Tutto questo solo per parlare delle ultime idee avanzate.

IL FLASHMOB DI FDI

Nelle scorse settimane gli esponenti locali di Fdi hanno manifestato il dissenso nei confronti dell’operato della Regione Lazio, soprattutto in merito alle varie ipotesi di utilizzo della struttura avanzate dal 2015 ad oggi. “In più occasioni, con atti nelle assemblee istituzionali e con manifestazioni, abbiamo ribadito la necessità per la Sanità del Lazio di rimettere in funzione il nosocomio, per il suo notevole valore storico e scientifico – affermano durante un recente flashmob Giancarlo Righini, consigliere regionale, Federico Rocca, consigliere comunale, Valerio Garipoli, Capogruppo in XI Municipio, e Gianni De Lucia, Capogruppo in XII Municipio – Per anni la Giunta regionale di sinistra ne ha ostacolato la rinascita, avanzando surreali proposte di riuso prive di qualsiasi logica. I veti espressi dal Pd hanno sottratto ai pazienti una importante risorsa che sarebbe stata utilissima durante la pandemia”.

Andrea Calandra

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