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M5s Roma: al via la raccolta firme contro il termovalorizzatore

Lombardi: “Azione non concordata. C'è chi vuole essere ricordato per il no e basta e c'è chi lavora per il sì al futuro”

ROMA – è partita nella giornata di domenica la raccolta firme messa in piedi dal M5s capitolino e dalla Lista Civica Virginia Raggi contro il progetto per il termovalorizzatore da 600mila tonnellate l’anno annunciato nelle scorse settimane dal Sindaco Gualtieri.

PRONTI ALLO SCONTRO

I penta-stellati romani si dicono pronti alla battaglia contro l’impianto, anche a costo di portare il primo cittadino in tribunale. In una nota congiunta i gruppi capitolini M5S e lista civica Raggi hanno infatti dichiarato: “Il nostro ‘no’ all’inceneritore è netto e irreversibile. Abbiamo iniziato ieri una raccolta di firme che farà tappa a Santa Palomba – dove potrebbe trovare posto l’impianto Ndr – Studiamo poi un’azione legale nei confronti del Campidoglio finalizzata a bloccare la realizzazione dell’inceneritore da 600 mila tonnellate – e ancora – Ribadiamo l’assoluta necessità di un processo di transizione ecologica e di economia circolare per la nostra città. Ci batteremo in ogni sede per tutelare il diritto alla salute dei romani e la salubrità dell’ambiente in cui viviamo“.

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AZIONE “NON CONCORDATA”

È in questo modo che l’Assessora regionale alla Transizione ecologica Roberta Lombardi ho bollato l’iniziativa della Raggi in una intervista rilasciata ad Adnkronos. Nei giorni scorsi la Lombardi si era detta positiva sulla vicenda dopo l’incontro con il primo cittadino dal quale sarebbero emersi spunti di trattativa. “C’è chi vuole essere ricordato per il no e basta e c’è chi lavora per il sì al futuro”, ha poi sottolineato la Lombardi in relazione alla raccolta firma dei penta-stellati romani.

LE CRITICHE

Critiche all’iniziativa dell’ex Sindaca arrivano anche dalla capogruppo della Lista Calenda in Campidoglio Flavia De Gregorio: “Sua la responsabilità di aver ridotto la città una discarica a cielo aperto. Sua e della sua giunta l’incapacità di dare una soluzione all’annoso ritardo accumulato dalla città nella chiusura del ciclo dei rifiuti – e ancora – Ora che una soluzione si intravvede, Virginia Raggi vorrebbe condannare la capitale a restare un immondezzaio indegno di una capitale europea. Dopo aver inviato i rifiuti della capitale nei termovalorizzatori e nelle discariche di mezza Italia e all’estero l’ex sindaca vuole negare alla città di dotarsi di un impianto moderno per chiudere il ciclo dei rifiuti, abbassare la TARI più cara d’Italia ed ottenere un vantaggio economico dal trattamento dell’indifferenziata”.

LeMa

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