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Pup Ettore Rolli: ancora tutto fermo

In attesa dell’udienza di ottobre al Tar, nuove controversie tra Comune e privato

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Tratto da Urlo n.179 Maggio 2020

PORTUENSE – Non trova ancora fine la storia del Pup di via Ettore Rolli. Nell’area, dove un tempo c’erano il mercato e il parco Ghetanaccio, dovrebbe sorgere un parcheggio. L’opera è collegata al progetto per la realizzazione di una zona all’interno della quale spostare il vecchio mercato dislocato nel frattempo a lungotevere degli Artigiani per consentire i lavori. Il cantiere però è fermo da anni per una serie di questioni che hanno coinvolto Comune e Parkroi, la ditta costruttrice. Ad agosto del 2019 il Dipartimento Mobilità di Roma Capitale (l’ente comunale competente in materia di Pup, ndr) ha revocato la concessione alla Parkroi, la quale ha per questo presentato ricorso al Tar. L’udienza, inizialmente programmata per marzo, è però stata rimandata a ottobre.

LA REVOCA DELLA CONCESSIONE

La convenzione tra Comune e Parkroi venne firmata nel 2007 e aggiornata nel 2010. Nel 2011 è arrivato il permesso a costruire, rinnovato poi tre anni dopo. Ad oggi però l’opera non è ancora conclusa. Sono molte infatti le controversie che vedono coinvolti Parkroi e Comune di Roma su questa vicenda da anni: divergenze circa lo stato degli oneri concessori ma anche questioni legate al progetto per il nuovo mercato e alla fidejussione bancaria richiesta alla ditta per il rinnovo del permesso a costruire, che è scaduto per la seconda volta nel 2016 e non è stato rinnovato. Da qui lo stop al cantiere e il conseguente mancato completamento dell’opera hanno portato il Comune di Roma, lo scorso anno ad agosto, a revocare la concessione alla Parkroi, che ha presentato ricorso al Tar. L’udienza, ci ha detto Alessandro Galletti, Assessore alla Mobilità del Municipio XII, era stata fissata per il 18 marzo, ma è stata rinviata al 7 ottobre. Nel frattempo, per mettere in sicurezza la zona, alla fine dello scorso anno, ci diceva sempre Galletti, il Municipio ha chiesto a Parkroi l’arretramento dell’area di cantiere su via Portuense (dove un tempo c’era il mercato, ndr).

LE POSIZIONI DELLA DITTA

La ditta però non ha provveduto a quanto richiesto e ha fatto ricorso al Tar anche su questo punto. È stata la Parkroi stessa a spiegarci le motivazioni: “A novembre il Municipio ci ha chiesto di provvedere a interventi volti a ripristinare lo stato ante opera del tratto stradale di via Portuense ed eliminare l’esistente recinzione di cantiere. La richiesta però è in contraddizione con quanto stabilito dal Comune – ci dice la ditta. Il Dipartimento Mobilità infatti, a seguito della decadenza della concessione, ha imposto a Parkroi di garantire la sola gestione e vigilanza del cantiere, con l’impossibilità di eseguire alcun intervento. Inoltre – seguita la nota – Parkroi ha risposto al Municipio che per quanto disposto dal Dipartimento le opere chieste non sono conformi a quelle previste dal progetto approvato e che le condizioni di sicurezza sono, come sono sempre state, garantite. Su tali basi Parkroi ha ricorso nuovamente davanti al TAR indicando le ragioni per le quali non può realizzare opere bloccate da un altro organo dello stesso Comune e allegando una perizia super partes fatta eseguire a sue spese da tecnici specialisti in materia di sicurezza”. Entrambe le questioni quindi (decadenza della concessione e richiesta di ripristino della strada) saranno discusse davanti al giudice a ottobre. Intanto Parkroi, conclude la nota, “chiede al Comune chiarezza: da una parte questo infatti impone di non eseguire alcun lavoro, dall’altra per voce del Municipio pretende di imporre a Parkroi, in assenza di titolo, di fare esattamente il contrario, chiedendo prima lavori di ripristino stradale in difformità al progetto vigente e poi in seguito, recentemente, non più il ripristino ma il solo spostamento della recinzione (richiesta alla quale la ditta si è comunque opposta per le stesse ragioni indicate sopra, ndr). Parkroi – si legge nella conclusione della nota – come ormai da anni ripete e scrive al Comune, ritiene che l’unica via possibile sia quella di definire con un accordo tra le parti quali siano i compiti e le attività che ciascuna parte deve porre in essere per terminare l’opera e restituire le aree ai cittadini”.

IL MUNICIPIO

Alla luce di queste dichiarazioni abbiamo quindi interpellato il Municipio che però si è dimostrato fermo sulla sua posizione. Ne abbiamo parlato sempre con Galletti che, in merito al “no” della società di arretrare l’area di cantiere tramite lo spostamento della recinzione, ha detto: “In seguito a diversi sopralluoghi abbiamo constatato che la sicurezza sulla strada adiacente al cantiere non è garantita e che se ce ne fosse la necessità non passerebbero né un’ambulanza né un mezzo dei Vigili del Fuoco. Per questa ragione abbiamo chiesto a Parkroi di intervenire. Se poi la ditta ritiene di essere nel giusto, sarà il giudice ad ottobre a decidere”.

I COMMENTI

La realizzazione dell’opera in tempi brevi è fondamentale per il consigliere municipale Lorenzo Marinone (Pd): “Quello del Pup di Ettore Rolli è un tema importante e l’opera deve essere terminata al più presto. La sua realizzazione assume ancora maggiore rilevanza in seguito al piano per la riqualificazione di piazza Flavio Biondo (un restyling della piazza antistante alla Stazione Trastevere, ndr). Il progetto infatti – ha detto Marinone – prevede l’eliminazione di una parte dei posti auto presenti oggi sulla piazza e questo renderà ancora più fondamentale la presenza di parcheggi per la cittadinanza nel quadrante”. Molto dure sono invece le parole di Giovanni Picone e Marco Giudici (Lega), entrambi consiglieri in Municipio XII, che nel commentare tutta la vicenda che riguarda la costruzione del parcheggio, hanno detto: “Intorno al quadrante del Pup si è consumato uno scempio che ha coinvolto centinaia di residenti. L’approssimazione con cui è stata gestita la concessione sta creando ora ancora più disagi per altro prevedibili. L’allungamento fisiologico dei tempi pone ora un grosso punto interrogativo su tutta questa opera a danno del territorio”.

Anna Paola Tortora