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Rifiuti Roma: senza soluzioni ad agosto potrebbe arrivare il commissariamento

Ancora disagi nella raccolta in molti quartieri della Capitale. La Sindaca si dice infuriata e scarica le colpe sulla Regione. Da via C. Colombo replicano: “Accuse surreali”

ROMA – È bastato lo stop a due impianti per gettare nuovamente nel caos il ciclo della raccolta dei rifiuti nella Capitale. Sono infatti i Tmb di Ecologia Viterbo e quello della toscana Cermec ad aver chiuso temporaneamente i battenti per alcuni interventi di manutenzione straordinaria. Ma il delicato sistema dei rifiuti regionali, non ha saputo far fronte a questo imprevisto, lasciando molte zone della città tra i rifiuti.

BOTTA E RISPOSTA TRA COMUNE E REGIONE

Nella giornata di ieri la Sindaca Raggi è tornata sui rifiuti abbandonati in strada. Intervistata su RaiUno ha affermato: “I rifiuti? Sono infuriata su questo argomento. Ora abbiano sistemato il debito di Ama e stiamo assumendo. Sono già in strada i nuovi spazzini. Ci sono i nuovi mezzi e stiamo comprando cassonetti e impianti. Se Ama avesse avuto i conti in ordine avremmo potuto farlo subito. La Regione inoltre non sta facendo il suo dovere“. Naturalmente non è mancata la replica dell’assessore regionale Valeriani: “Solo pochi giorni fa, grazie al sostegno della Regione, sono stati attivati nuovi accordi con diversi operatori in cinque regioni italiane per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti di Roma, che ha permesso di mettere in sicurezza la capitale del Paese per i prossimi sei mesi. Ora il problema è il decoro e la pulizia della città: una situazione di degrado frutto dell’inefficienza gestionale dell’Ama e dell’incapacità amministrativa del Campidoglio“. L’assessore Valeriani respinge quindi al mittente le accuse mosse dalla prima cittadina sull’operato della Regione Lazio: “In cinque anni di mandato – aggiunge Valeriani – la Giunta Raggi non ha realizzato un solo nuovo impianto, la raccolta differenziata è rimasta bloccata, il servizio porta a porta è stato ridotto e l’Ama ha cambiato 7 amministratori in cinque anni, generando una crisi organizzativa dell’azienda. Eppure per provare a nascondere il proprio fallimento – conclude – la sindaca Raggi non riesce a fare di meglio che scaricare le sue responsabilità“.

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LO SPETTRO DEL COMMISSARIAMENTO

Intanto in questi giorni dalla Città Metropolitana si è proceduto ad inviare le cartografie aggiornate che riportano tutte le aree idonee alla realizzazione di impianti di trattamento e discariche. Un’operazione resa necessaria per aggiornare le cartografie al Piano Territoriale Paesistico Regionale recentemente approvato. Stando a quanto riportata nell’ultima Delibera regionale, la Giunta Capitolina avrebbe fino alla fine di luglio per decidere e indicare i siti per realizzare le nuove discariche di servizio (una per la Capitale e una per la Città Metropolitana). Ma la linea tracciata fin qui dal Campidoglio sembra essere quella di non voler scegliere dei siti, una posizione che potrebbe portare la Regione a mettere mano ai poteri sostitutivi, lasciando i rifiuti nelle mani di un commissario. Una soluzione che forse (a così pochi mesi dalle elezioni) potrebbe non dispiacere alle forze politiche in causa.

Leonardo Mancini

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