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Villa Pamphili: sempre la solita inciviltà

Nonostante i cancelli chiusi, ancora atti vandalici ai danni della Villa

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Tratto da Urlo n.178 Aprile 2020

VILLA PAMPHILI – Il patrimonio culturale di Villa Pamphili dovrebbe essere un orgoglio per tutta la cittadinanza romana, e così è in linea di massima, ma non per una minoranza di vandali, che non comprende l’immenso valore storico di un patrimonio che dovrebbe essere difeso e non devastato. Adolescenti irresponsabili o chi siano, non è importante, in tanti abbiamo fatto bravate nella vita, ma questo non autorizza nessuno a distruggere statue, vasi, targhe, fontane o qualsiasi altra bellezza. Così è successo di nuovo, per questo da anni l’Associazione per Villa Pamphili si batte per la tutela delle ricchezze in essa contenute, in difesa di quei valori sia culturali che storici di cui sopra, vanto di Roma e dell’Italia intera.

GLI ATTI VANDALICI

La notte di domenica, tra il 5 e il 6 aprile, con i romani a casa in piena quarantena e parchi e ville chiuse dall’ordinanza della Sindaca causa emergenza Coronavirus, un manipolo di vandali ha deciso di scavalcare la recinzione (la quale, va precisato, ha molte zone d’ombra facilmente scavalcabili) e ha letteralmente ridotto in macerie due statue, tra cui un busto di Nettuno (fortunatamente solo una copia in cemento del 1990) posizionato al centro dell’Esedra che si trova nel giardino storico del Teatro di Villa Pamphili, nella parte Est della Villa. “Questa notte qualche vigliacco ha distrutto due statue all’interno di Villa Doria Pamphili. Un gesto vergognoso, soprattutto in piena emergenza Coronavirus. Ripareremo le opere danneggiate e denunceremo il fatto alla Procura della Repubblica affinché i responsabili vengano puniti”, ha dichiarato la Sindaca Virginia Raggi tramite un tweet. Dura è stata anche la risposta dell’Associazione per Villa Pamphili: “Prendiamo dunque atto, con dolore, che dove un tempo si facevano rappresentazioni teatrali e musicali, oggi nuovi ‘barbari’ sembrano liberi di infrangere la bellezza e la cultura senza che nessuno, ripetiamo nessuno, sembra essere in grado di mettere fine ad una sequenza di scempi, che oramai dura da almeno un paio di mesi”. Pochi giorni prima infatti erano stati devastati alcuni vasi antichi decorativi, dodici targhe toponomastiche e la Targa di viale 8 Marzo Festa delle donne. Ultimo di questa vile serie di gratuita devastazione è il danneggiamento della Fontana di Cupido, avvenuto il 13 aprile. Sono stati distrutti 12 gigli presenti nelle colonne, come è stata costretta a spiegare nell’ennesimo tweet la Sindaca Raggi, che per concludere ha affermato di nuovo: “Un episodio vergognoso, compiuto da veri e propri barbari. Mi auguro che i vandali responsabili di questo scempio siano individuati e puniti”. È il terzo episodio che avviene nello storico parco romano nonostante il lockdown.

LE INDAGINI E LE CONSEGUENZE

Per il momento non è ancora ben chiaro se gli scempi siano opera della stessa mano, ma gli agenti del Gruppo XII di Monteverde della Polizia di Roma Capitale stanno indagando e cercando di aumentare i controlli di vigilanza su tutta l’area della villa (circa 180 ettari), anche grazie a droni usati per difendere il patrimonio culturale. Intanto i Vigili hanno predisposto una denuncia a carico d’ignoti per danneggiamento. Le indagini, come azzardato da Paola Arca sul ‘Messaggero’, sempre in prima linea in difesa della Villa, si spostano su persone che vivono in zona, poiché essendo tutta Roma in quarantena, sarebbe più facile muoversi a piedi dando meno nell’occhio. Gli autori rischiano da tre mesi ad un anno per danneggiamento, una multa fino a 3.000 euro e una denuncia per aver violato un parco pubblico chiuso per le disposizioni di contenimento del Coronavirus.

DENUNCE CONTINUE

Come non ricordare la vandalizzazione che aveva colpito, a fine 2019, il centro Anfass, che assiste persone con disabilità, dove furono distrutte cucina, armadi, tavoli e ogni stanza fu messa a soqquadro, o il ponte Artemisia Gentileschi, riqualificato completamente dopo decenni di abbandono, e vandalizzato con imbrattamento dei muri e rottura dei vetri. Insomma, come denunciato dall’Associazione per Villa Pamphili, è da mesi che si prolunga questa becera vandalizzazione dello storico parco romano, situazione che era sicuramente da condannare prima, ma che in tempi di emergenza diventa ancora più assurda e grave. Ancora più impellente deve essere quindi la soluzione di questi attacchi, sia perché non si può permettere che persone s’introducano nella villa durante il lockdown, sia per la difesa delle bellezze che essa contiene e che piano piano si stanno sbriciolando.

Giancarlo Pini