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Stadio della Roma: tutto da rifare

Il progetto su Tor di Valle è troppo grande e oneroso, la società giallorossa punta a ridimensionare l’intervento e a valutare altre aree

Tratto da Urlo n.188 marzo 2021

ROMA – L’AS Roma non è più interessata al progetto del nuovo Stadio e del business park nell’area di Tor di Valle. I giallorossi lo hanno detto chiaramente il 26 febbraio scorso: “Il CdA, dopo aver esaminato le analisi svolte dagli advisor in merito alle condizioni finanziarie, economiche, giuridiche e fattuali del progetto e del relativo proponente, ha preso atto che tali condizioni impediscono di procedere ulteriormente. Il Consiglio ha constatato, inoltre, che anche la pandemia ha radicalmente modificato lo scenario economico internazionale, comprese le prospettive finanziarie dell’attuale progetto stadio”. In poche parole non ci sono più i presupposti per procedere con un intervento così imponente e sarebbe meglio rivederlo in chiave minore. “La Società conferma l’intenzione di rafforzare il dialogo con l’Amministrazione di Roma Capitale, la Regione e tutte le Istituzioni preposte, le Università di Roma e le Istituzioni sportive, per realizzare uno stadio verde, sostenibile ed integrato con il territorio, discutendo in modo costruttivo tutte le ipotesi, inclusa Tor di Valle”.

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IL CAMPIDOGLIO CORRE AI RIPARI

Naturalmente il passo indietro della società giallorossa rappresenta un boccone amaro per la giunta 5Stelle, impegnata fin dall’inizio del suo mandato nella realizzazione di #UnoStadioFattoBene. Immediata infatti è stata la presa di posizione del Campidoglio: “Prendiamo atto della decisione presa autonomamente questa sera dal Cda dell’A.S. Roma in merito al progetto per la realizzazione dello stadio a Tor di Valle. Si tratta di una valutazione imprenditoriale”. Per poi correre ai ripari, cercando di limitare le ricadute di questa vicenda: “Rassicuriamo i cittadini che le opere pubbliche previste, come il potenziamento della ferrovia Roma-Lido e la realizzazione del Ponte dei Congressi, verranno portate avanti dall’Amministrazione capitolina”. Tra i rischi che porta con sé il fallimento di questa operazione infatti c’è da non sottovalutare l’impatto sulle opere pubbliche che sarebbero arrivate sul territorio. L’allargamento della via del Mare, gli interventi sulla stazione di Tor di Valle, ma anche la trasformazione della Roma-Lido in metropolitana leggera e l’accelerazione sul progetto del Ponte dei Congressi. Tutte opere utili ad un quadrante già fortemente congestionato, ma definite imprescindibili all’apertura dello Stadio e del business park. Si tratta di interventi che i residenti e i tanti pendolari del litorale attendono ormai da troppo tempo e che sicuramente subiranno dei rallentamenti, quando non verranno rimandati a data da destinarsi.

ALTERNATIVE A TOR DI VALLE

Dal Campidoglio è stato l’assessore all’Urbanistica Montuori a segnare la linea interpretativa della vicenda, cercando di mettere a riparo l’operato grillino: “La lettera inviata dal nuovo management della Roma non riguarda le procedure in corso, non parla di ritardi, di disequilibrio di opere pubbliche o di problemi con Roma Capitale – scrive Montuori – La AS Roma ci dice che oggi non ha senso pensare a una operazione che veda altro che uno stadio ridimensionato nella capienza e un atteggiamento più attento all’ambiente”. Così in queste ultime settimane si sono moltiplicate le voci su possibili alternative, anche se dalla società Giallorossa non si è esclusa la possibilità di continuare su Tor di Valle. Si è tornati a parlare delle aree di Tor Vergata, così come di quelle del Gazometro all’Ostiense (difficile vista la necessaria bonifica approfondita dei terreni) e persino l’area in cui sorgeva l’ex Velodromo Olimpico dell’EUR.

CRITICHE DAL TERRITORIO

Naturalmente non sono mancate le critiche da parte delle opposizioni, che hanno identificato nella gestione dell’amministrazione grillina i motivi del passo indietro dell’AS Roma. Anche i cittadini del Comitato Difendiamo Tor di Valle dal Cemento sono intervenuti, puntando il dito contro il business park contenuto nel progetto: “Se qualcuno avesse voluto veramente costruire lo stadio della Roma a Tor di Valle, lo avrebbe potuto fare subito, nel rispetto delle cubature previste dal Piano Regolatore Generale. Invece finanzieri americani e palazzinari romani speravano di trarre profitti milionari – e ancora – Il dovere del Sindaco sarebbe stato impedirglielo dal primo giorno. Ora Tor di Valle deve diventare quel parco fluviale attrezzato previsto dal PRG di cui Roma è ancora priva”.

TUTTO RIMANDATO A DOPO LE ELEZIONI?

Al netto dei contatti al vertice, e delle speculazioni su dove verrà realizzato lo Stadio, ci sarà comunque da fare i conti con l’Eurnova, la società proponente che sarebbe pronta a portare la vicenda in Tribunale. Intanto dai Verdi è arrivato un esposto alla Corte dei Conti per verificare se in questi anni ci sia stato o meno un danno erariale, visto il lavoro sul progetto effettuato dalla pubblica amministrazione. Sembra difficile arrivare ad una soluzione della vicenda prima della prossima tornata elettorale, certo è che il passo indietro dell’AS Roma ha tolto alla Sindica il peso di portare in Assemblea Capitolina la Variante Urbanistica su Tor di Valle ed eventuali scontri con la frangia dissidente interna alla sua maggioranza.

Leonardo Mancini

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