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Garbatella: al CTO torna il Punto di primo intervento h24

Dopo la riduzione del servizio nel 2020 e l’Ordinanza del Consiglio di Stato, la Asl ripristina il servizio e punta sul CTO come IRCCS

Tratto da Urlo n.199 marzo 2022

GARBATELLA – Il 21 febbraio è tornato attivo il Punto di primo intervento (Ppi) all’interno dell’ospedale CTO. Il servizio è aperto al pubblico h24 sette giorni su sette e avrà il compito di gestire i pazienti cronici e di stabilizzare le emergenze per il trasporto al Pronto Soccorso. Una iniziativa che si affianca all’avvio del percorso per il riconoscimento del CTO come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere scientifico, viste le competenze specialistiche che permettono l’erogazione di prestazioni con carattere di eccellenza in campo ortopedico e traumatologico. Senza dimenticare il Pronto Soccorso Ortopedico, che però rispetterà l’orario diurno (8.00 – 20.00).

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LA RIAPERTURA DEL PPI

I dati sull’accesso al Pronto Soccorso Ortopedico, ha spiegato la Direzione della Asl Roma 2 in una nota, fanno rilevare la prevalenza degli accessi nelle ore diurne (80%), “mentre in orario notturno (20.00-08.00) si registra una media di 10/12 accessi di pazienti con codici non di urgenza”. Sempre la Asl ha comunicato che visti i dati si è deciso per il ripristino del Ppi h24, un servizio attivo anche all’interno dell’l’istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, realtà mono-specialistica verso la quale si guarda per il futuro del CTO. Un cambio di passo rispetto a quanto sostenuto dalla stessa Asl nell’aprile del 2020, quando venne comunicata l’apertura del Pronto Soccorso Ortopedico e la riduzione del Ppi, avvenuta poi nel mese di ottobre (il giorno 23). Nello stesso periodo (22 ottobre) il Consiglio di Stato aveva accolto a scopo cautelare il ricorso presentato da alcuni medici del CTO, sottolineando che sarebbe stato necessario analizzare se il Pronto Soccorso Ortopedico fosse utile a fronteggiare tutta la casistica degli accessi, anche in funzione salvavita. Il Consiglio di Stato il 24 novembre del 2021 era tornato a sottolineare l’inadempienza della Asl, invitandola ad adempiere alle disposizioni a tutela della salute dei pazienti, “non sempre – si legge – portatori di morbilità coerenti con la vocazione mono-specialistica della struttura”. Prima del ripristino del Ppi, l’inerzia della Asl era stata poi richiamata ancora una volta il 21 dicembre scorso con un’ordinanza del Consiglio di Stato, che parlava della necessità di riqualificare il Pronto Soccorso dato che la mono-specializzazione non permette la corretta assistenza.

IL DIBATTITO IN MUNICIPIO VIII

Un passaggio che non è passato inosservato in Municipio VIII, dove gli esponenti di Fdi hanno chiesto un’interrogazione all’Assessora Alessandra Aluigi e presentato contestualmente un atto volto a concertare con tutte le istituzioni il futuro dell’Ospedale CTO. “Dagli atti che abbiamo presentato – spiega il consigliere di Fdi, Maurizio Buonincontro – emerge chiaramente che il Consiglio di Stato ha imposto alla Asl di rivedere le sue decisioni a fronte delle cartelle cliniche presentate dai medici che hanno fatto ricorso, e che si è aspettato fin troppo prima di ottemperare. La politica aziendale e dell’Assessorato regionale è stata bocciata dal Consiglio di Stato e il motivo è semplice: se c’è accesso al Pronto Soccorso ci devono essere medici che possano venire incontro a qualsiasi esigenza – e ancora – Fa sorridere che si proclami a gran voce la riapertura del Ppi e che si motivi questa decisione anche a fronte del percorso verso la specializzazione della struttura, quando invece è solo il ricorso dei medici ad aver fatto tornare la Asl sui suoi passi”. Sempre in Municipio VIII è la consigliera della lista Calenda Sindaco, Simonetta Novi, a sottolineare il ruolo svolto dai medici del nosocomio: “Se i cittadini hanno nuovamente un servizio h24 lo dobbiamo solo e soltanto a 25 medici ortopedici che a spese loro hanno fatto battaglia a colpi di ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato. Non lo dobbiamo alla politica di opposizione e di maggioranza ma solo a questi medici”. Dal Presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri, arriva un’interpretazione diversa dell’operato della Asl in questa vicenda: “La sentenza del Consiglio di Stato, accogliendo il ricorso degli ortopedici, segnala una discrasia che noi stessi più volte abbiamo sottolineato. Ma invece di procedere alla chiusura del Pronto Soccorso ortopedico, si è raccolta l’indicazione e la voce del territorio riaprendo il Ppi e proseguendo sul rilancio del CTO”.

IL PNRR E LA SANITÀ TERRITORIALE

Nel frattempo il dibattito sulla sanità territoriale in Municipio VIII tiene conto degli investimenti previsti dal Pnrr. Dovrebbero infatti arrivare tre Case della Comunità, un Ospedale di Comunità e un Centro Operativo Territoriale. Le Case della Comunità saranno ospitate in via San Nemesio (assieme al Centro Operativo Territoriale), in via Malfante e in via Casale de Merode (negli spazi del San Michele). Sempre nel San Michele dovrebbe arrivare l’Ospedale di Comunità, che ospiterà pazienti che necessitano di interventi a bassa intensità clinica, per lo più garantiti da infermieri. “È attivo un tavolo permanente al quale il Municipio è presente – spiega il minisindaco Ciaccheri – per continuare a monitorare il cronoprogramma per il rilancio del CTO e per la realizzazione dei progetti di sanità territoriale espressi grazie ai fondi del Pnrr”. Fondi che secondo il consigliere di Fdi Buonincontro dovrebbero anche essere sfruttati per “il rilancio da subito del Pronto Soccorso multi-specialistico e a breve e medio periodo dell’intero nosocomio quale struttura ospedaliera di riferimento per il territorio. Questo – conclude – è ciò che è necessario per rispondere alle esigenze del territorio. Continuare a perseguire la sola vocazione ortopedica del CTO rischia di essere un’ostinazione che pagheremo molto cara in termini di deficit sanitario territoriale”.

Leonardo Mancini

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