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La Corte Costituzionale boccia il Piano Paesistico della Regione Lazio

Il documento varato il 2 agosto del 2019 è stato annullato perché il Mibact non è stato coinvolto nella stesura. Il commento dei Verdi: “Le preoccupazioni che avevamo espresso sono state confermate dalla Corte Costituzionale”

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REGIONE LAZIO – La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 240 depositata oggi, ha annullato il Piano paesistico della Regione Lazio del 2 agosto 2019. Il provvedimento è arrivato dopo il ricorso del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo perché, nella pianificazione paesaggistica, la Regione Lazio non lo avrebbe coinvolto, non interpellandolo nel procedimento di formazione del PTPR regionale.

LA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE

La Corte ha quindi annullato il piano perché, come si legge nella sentenza: “Nella pianificazione paesaggistica, le Regioni non possono fare da sole ma devono coinvolgere il ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo – e ancora – nel procedimento di formazione del piano regionale, è necessario un confronto costante, paritario e leale tra Regione e Stato in funzione di un’intesa di carattere generale che assicuri una tutela unitaria del paesaggio”.

LA REPLICA DELLA REGIONE

Non è tardata la presa di posizione della Pisana che in una nota afferma di prendere atto della pronuncia, ma che “se lascia perplessi il fatto che il Consiglio regionale venga considerato un organo di ratifica di un’intesa fra la Giunta e il Mibact. Nel frattempo, comunque, la Giunta regionale e il Ministero hanno già raggiunto un nuovo accordo sul Ptpr, che è stato sottoscritto lo scorso luglio ed è già stato inviato all’esame del Consiglio – e ancora – La Regione, quindi, è pronta a completare la procedura di approvazione di un Piano paesaggistico territoriale atteso nel Lazio da oltre 20 anni”.

IL COMMENTO DEI VERDI

Le preoccupazioni che avevamo espresso nell’agosto del 2019, quando il Consiglio Regionale del Lazio approvò il PTPR, sono state confermate dalla Corte Costituzionale che ha annullato la delibera della Regione sul piano territoriale paesistico regionale”, ha commentato in una nota il coordinatore nazionale dell’esecutivo dei Verdi Angelo Bonelli. È poi Nando Bonessio, portavoce di Europa Verde Lazio, a sottolineare come “il Consiglio Regionale paghi lo scotto di non avere in maggioranza una vera forza politica ecologista che sia ascoltata e agisca tutelando realmente il patrimonio ambientale, culturale, architettonico e storico della nostra regione”. Tra le critiche avanzate dai Verdi c’è l’assenza di norme prescrittive stringenti sulla città storica di Roma, che conserva un patrimonio monumentale e storico immenso. Inoltre, aggiunge Bonessio, “già in fase di approvazione del PTPR, avevamo suggerito, rimanendo inascoltati, di modificare alcune norme che consentono la cementificazione del litorale laziale”. In particolare si inserirebbe un indice di edificabilità di 0,2 mc per mq: “Praticamente – seguita il portavoce – sulle coste al fine di realizzare stabilimenti balneari, nonché attrezzature ricreative e sportive: ossia su una concessione demaniale di un ettaro si potrebbero realizzare 2.000 mc di volumetrie, ovvero un edificio di 10 metri di altezza con una superficie di base di 200 mq”.

LE RICHIESTE DI CORREZIONE

Sempre dai Verdi arriva l’invito a fare tesoro delle critiche avanzate negli scorsi mesi, così da correggere al più presto il PTPR. Intanto però dalla Regione arriva la notizia che un accordo con il ministero sarebbe già in atto e che il nuovo piano è già stato inviato all’esame del Consiglio Regionale.

LeMa