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La Scuola: luogo privilegiato di sostegno alla genitorialità

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Come si legge su Wikipedia: “La scuola è un’istituzione destinata all’educazione e all’istruzione di studenti e allievi sotto la guida di varie tipologie di figure professionali appartenenti al settore dei lavoratori della conoscenza”.

Fino agli anni cinquanta la scuola era ancora un lusso nel nostro paese: era un lusso che purtroppo le classi popolari non potevano permettersi.

La frequenza della scuola da parte della stragrande maggioranza della popolazione si limitava alla licenza elementare, perchè dopo i ragazzi erano avviati a tempo pieno nel lavoro, poichè non c’erano le possibilità in generale per far continuare gli studi anche ai giovani che erano particolarmente dotati, perchè anche loro dovevano portare il loro contributo all’economia familiare. Le scuole superiori e le università erano frequentate solo dai figli dei benestanti e della borghesia.

La “vecchia scuola” era una scuola di élites per ristretti gruppi sociali, era lo strumento dove si formava la nuova classe dirigente.

Dopo gli anni cinquanta e man a mano sempre più giovani hanno cominciato a frequentare le scuole medie, superiori e l’università, con una conseguente trasformazione della vecchia scuola di classe elitaria in scuola di massa aperta a tutti.

Il cambiamento della scuola fu netto, l’istituzione scolastica da allora ad oggi l’ha vista completamente modificata nelle sue strutture e nei suoi compiti. Le intense esperienze di vita concesse ai ragazzi e ai giovani di oggi influenzati dal web, dalla tecnologia, dalla globalizzazione, porta la stessa scuola a vestirsi di un nuovo costume.

La scuola come la famiglia, ma come tutta la società stessa è attraversata da profonde trasformazioni socio-culturali. Il processo di alfabetizzazione della scuola è un fenomeno che riguarda non soltanto gli studenti, ma anche gli insegnanti, che devono essere consapevoli che il loro incontro con il mondo “bambino” sarà un momento importante, in uno spazio chiamato scuola dove ogni giorno si tessono ragnatele di relazioni tra scuola-insegnante-alunno-famiglia, dove esiste uno spazio libero all’ascolto in cui l’uno trasmette empatia all’altro. Un luogo dove si condivide, si osserva, e si prende consapevolezza dei bisogni degli alunni, per questo si dice che la scuola è il luogo di sostegno privilegiato alla genitorialità.

Oggi la scuola non mira soltanto a favorire la piena realizzazione di ogni individuo ma è anche il luogo in cui si trova un sostegno alle famiglie, dove ci si può rivolgere quando si ha un problema con i propri figli.

Sappiamo benissimo che non è affatto facile fare il genitore oggi, dialogo, gestione gruppo genitori, relazioni scuola-famiglia, corresponsabilità educativa e sostegno alla genitorialità per un continuum educativo, il sostegno visto come una risorsa. In quasi tutti gli Istituti Scolastici ormai esistono gli “sportelli di ascolto” spesso gestiti da Psicologi o uno Psicopedagogisti che svolge il ruolo di sostegno proprio alla genitorialità, di comunicazione tra due soggetti: la scuola e la famiglia, in modo da creare una sinergia dove vengono aiutati i genitori a prendere consapevolezza delle proprie potenzialità e capacità di gestire situazioni educative, invece di arrivare a fare degli interventi sui ragazzi nell’età evolutiva.

Concludendo possiamo dire che il rapporto scuola-famiglia può rafforzare l’autonomia e le competenze di singoli genitori, rendendoli capaci di gestire autonomamente i problemi con i loro figli ed ottenere così una migliore qualità della vita.

Monica Del Proposto