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Vent’anni e 200 numeri più in là

Tratto da Urlo n.200 aprile 2022

Ci siamo, Urlo ha compiuto 20 anni! Il duecentesimo numero è lì, tondo tondo, a ricordarcelo. Per noi questo traguardo è anche l’occasione per rinnovare il giornale e migliorarlo per i nostri lettori. Qualche novità grafica c’è stata e qualcun’altra ci sarà nei prossimi mesi.

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Ma il duecentesimo numero del nostro giornale è anche il momento per guardare un po’ indietro e lo abbiamo voluto fare partendo dal nostro ‘numero zero’ che entusiasticamente parlava del prossimo avvio dei lavori per la riqualificazione degli ex Mercati Generali: era il 2002.

Diciamo che nella nostra città non è la velocità a farla da padrona. Non lo è sui lavori pubblici, sulle grandi opere (pensate a quanto c’è voluto per realizzare la Nuvola dell’EUR), ma nemmeno su progetti privati molto sentiti, come per esempio lo Stadio della Roma, che possono rappresentare un’occasione di riqualificazione e di recupero del territorio se gestiti in modo efficiente. E invece dopo anni di parole, attese, progetti, revisioni, alla fine tutto si è concluso con un nulla di fatto, con parola (eventualmente) alle aule di tribunale, e via alla ricerca di un’altra area. E allora il cerchio sembra chiudersi quando, parlando di nuova area, si guarda a quel vuoto urbano di cui parlavamo proprio nel nostro ‘numero zero’ di Urlo, 20 anni fa: gli ex Mercati Generali. Dalla ‘Città dei Giovani’ al grande centro commerciale, dalla ‘Città dei Sapori’ a casa del basket, la struttura è rimasta così, abbandonata e identica, da vent’anni, con in mezzo fiumi di parole di Sindaci, Presidenti, Assessori, comitati, associazioni, riportate pedissequamente da media e giornali come il nostro.

La nostra è una città che alle volte non sa stare al passo con i progetti, le necessità dei territori e le istanze sociali che arrivano dal basso. Roma si trova quindi a rincorrere le iniziative che vengono prese in autonomia, rincorre i cittadini che si occupano del verde (cercando di inserirli in regolamenti che non li tutelano), rincorre chi fa welfare dal basso, chi combatte l’abbandono scolastico e chi attraversa quotidianamente i quartieri cercando, con l’attivismo e il volontariato, di mettere una toppa dove la ‘Lupa’ non arriva. In questi nostri duecento numeri abbiamo spesso voluto raccontare queste iniziative, parlando di associazioni in lotta per il proprio territorio, di comitati che si schierano contro la speculazione edilizia, di scuole popolari, di parchi manutenuti dal quartiere e di cultura fatta dal basso con pochi o senza fondi.

Ora la città si avvia verso le nuove possibilità dettate dai fondi del PNRR e dal Giubileo, ma già siamo in ritardo, un’altra volta. La speranza è non trovarci, come sempre, a rincorrere opportunità che rischiano di sparire e a fare male o a metà qualcosa perché il tempo stava scadendo. 20 anni passano in un attimo.

Leonardo Mancini

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