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Animal House

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Quarant’anni fa usciva uno dei film più irriverenti e comici di tutta la storia del cinema, “Animal House”. Il film, che lanciò definitivamente John Belushi (maledettamente scomparso troppo presto a causa della sua vita di eccessi) nell’olimpo cinematografico mondiale, è il manifesto del politically s-correct e il capostipite di un genere, quello della commedia demenziale americana, che negli anni ha avuto migliaia di, celebri, imitatori. Il film di John Landis (The Blues Brothers e Una poltrona per due), che mandò un bigliettino al suo protagonista con scritto “ti adoro, hai benedetto il mio film e la mia vita”, racconta le scanzonate vicende di Bluto e del club dei Delta nel college di Faber all’inizio degli anni Sessanta tra scherzi, (toga) party ed esagerazioni di ogni tipo. Il Newsweek alla sua uscita, nel 1978, lo definì un film dotato di “un umorismo basso di alto livello”. Quarant’anni dopo non si può non notare quanto avessero ragione.

Regia: John Landis
Sceneggiatura: Harold Ramis
Interpreti: John Belushi, Tim Matheson, John Vernon, Verna Bloom, Tom Hulce

(USA 1978)

Marco Etnasi