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Afgani: lo spostamento a Tor Carbone è ormai una certezza

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torcarbone 218

Il centro temporaneo per la comunità migrante sarà nell’ex scuola vicino al Dazio

Vi avevamo lasciati con una notizia ufficiosa che ora potremmo definire ufficiale. Dopo il ‘misterioso’ bando di gara per l’assegnazione dell’ex istituto alberghiero a via Tor Carbone 218 che aveva come scopo la destinazione dell’immobile per l’accoglienza di “cittadini immigrati, rifugiati politici, richiedenti asilo, minori non accompagnati o in alternativa qualsiasi attività di natura sociale”, su cui abbiamo indagato negli scorsi numeri, oggi si può dire che il segreto è stato svelato. Il bando, vinto dalla Cooperativa Casa della Solidarietà che aveva già operato all’Air Terminal, dove qualche tempo fa era sistemata la comunità afgana, ora nella tensostruttura del San Michele, aveva lo scopo di decidere – attraverso gara – chi avrebbe gestito i servizi all’interno del nuovo centro temporaneo. Il problema è che le tempistiche, a quanto pare, sono molto lunghe e ancora nulla si muove. La comunità migrante resta quindi al San Michele, ma c’è la volontà di collocarla all’interno dell’ex scuola, anche se la notizia resta detta a mezza bocca. “Non ci sono grandi novità per ora – ha detto Andrea Baccarelli, Capogruppo Pdl al Municipio VIII – Sapevamo che erano in corso dei lavori di adeguamento della struttura e che il Presidente del Municipio, Andrea Catarci, ormai era assolutamente deciso a mandare la comunità afgana lì. Naturalmente tutto questo non è stato ancora ufficializzato, ma ci è stato confermato nuovamente in uno scambio di battute durante un Consiglio municipale. La mia sensazione – ha continuato Baccarelli – è che il silenzio sia dovuto al fatto che si vuole evitare di spargere la voce nel quartiere che potrebbe fare una battaglia contro questa decisione”.

La preoccupazione su come questo nuovo centro potrebbe inserirsi all’interno del quartiere è lecita, ma ormai lo spostamento non sembra più un segreto e anzi, ci si sta attivando per accelerare la procedura, complice anche il fatto che la tensostruttura al San Michele aveva carattere emergenziale e fin da subito si era detto di trovare un’altra collocazione, magari dentro un edificio, per cercare di offrire un servizio migliore. Andrea Catarci racconta che il Municipio “sta sollecitando il Dipartimento Servizi Sociali per portare a conclusione l’iter e la riqualificazione dell’ex scuola, non ancora completata. Questo conferma da parte nostra la volontà di portare a compimento l’operazione e siamo sulla strada che riporterà in buone condizioni l’edificio prima dell’inverno. La tensostruttura al San Michele – ha concluso il Presidente – ha carattere emergenziale e temporaneo perché, appunto, non ha le caratteristiche di un edificio”.

Sull’inadeguatezza del centro di Tor Marancia è concorde anche Claudio Marotta, Assessore alle Politiche Culturali con delega ai Nuovi diritti di cittadinanza del Municipio VIII: “La tensostruttura da principio era una soluzione di estrema emergenza, intesa come intervento provvisorio. Per questo fin da subito abbiamo chiesto l’impegno dell’Assessorato alle Politiche Sociali di Roma Capitale di sistemare la comunità afgana presso la scuola. Ad oggi la macchina amministrativa va molto a rilento e il nostro impegno è quello di velocizzare al massimo questa soluzione perché crediamo che sia la più dignitosa e che possa aprire un nuovo modello a Roma di accoglienza e di politiche reali per l’inclusione”.

Insomma, la volontà di trasferire la comunità afgana c’è e la location ormai è stata confermata. Bisognerà solamente attendere che l’Amministrazione comunale – abbiamo contattato il Dipartimento Promozione Servizi Sociali, mandatario del bando di gara, ma non abbiamo ricevuto risposta, ndr – decida di smuovere questo iter che ormai va avanti da quasi un anno e dia una responso chiaro a questa lunga e ingarbugliata vicenda.

Serena Savelli