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I-60: Per il MiBAC il Fosso c’è

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ripristino fosso tre fontane 2

Un documento del Ministero chiede il ripristino del Fosso delle Tre Fontane

IL FOSSO DELLE TRE FONTANE – Il 6 novembre scorso era iniziato il ripristino in danno del Fosso delle Tre Fontane ad opera del Municipio VIII. Questo dopo il dissequestro delle aree su cui avevano posto i sigilli gli uomini del Corpo Forestale dello Stato il 25 luglio del 2014. Come molti lettori ricorderanno è proprio sulla presenza o meno di questo fosso che si giocherebbe una possibile rivisitazione del progetto edificatorio denominato I-60: 400.000 mc di cemento al lato di via Grotta Perfetta. L’intervento di ripristino ha portato ad una diffida da parte dei costruttori e alla consecutiva sospensione della Procura per ottenere un dettagliato progetto di ripristino dell’area. 

LA POSIZIONE DEL MINISTERO – La situazione sembrava essersi fermata, mentre sul lato di Grotta Perfetta le edificazioni proseguivano spedite. Ma un nuovo capitolo della vicenda sembra essersi aperto con l’annuncio di un provvedimento ufficiale (datato 14 luglio) con il quale il Comitato Regionale del MiBAC (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali,) avrebbe riconfermato la rilevanza paesaggistica del Fosso anche nel tratto all’interno dell’edificazione I-60, tra via Grottaperfetta e via Aldo Ballarin. Per esso, come si legge nel provvedimento citato dal Presidente del Municipio VIII Andrea Catarci, “Dovranno essere previste opere di ripristino e di rigenerazione dell’alveo del fosso, nelle parti alterate dagli interramenti, risagomando, secondo modellamento naturale del suolo, le parti attualmente interrate, utilizzando macchine non cingolate di dimensioni limitate, in modo da non disturbare gli habitat presenti, attuando per fasi prestabilite la rigenerazione naturalistica delle sponde”. Il documento inoltre andrebbe in contrasto anche con la Delibera Regionale n. 215 del 2014, con la quale si era inteso eliminare il vincolo paesaggistico rifacendosi ad un Regio Decreto del 1910.

SI GUARDA ALLA REVISIONE DEL PROGETTO – Per la mattinata di domani è stata indetta una conferenza stampa per chiarire i dettagli del provvedimento del Ministero, ma intanto il Presidente Catarci parla di una grande vittoria “del coraggio, dell’ambiente e della legalità, delle Associazioni, dei Comitati, di tanti cittadini della zona e del Municipio VIII. Con il documento del Ministero dei Beni e delle Attività culturali si pone fine alle dispute sul valore del Fosso e si ristabilisce l’esistenza di una fascia di rispetto di assoluta inedificabilità di 150 metri”. Per Catarci questo è il momento per aprire definitivamente la revisione della Convenzione Urbanistica: “La mancata tutela dello storico corso d’acqua, insieme alle altre questioni ancora aperte dei ritrovamenti archeologici e della miracolosa ‘autodistruzione’ dei sei Casali, impongono una radicale revisione della Convenzione urbanistica con cui si sono autorizzati i 400.000 metri cubi dell’edificazione I60, tra via Grottaperfetta e via Ballarin, dove i primi palazzi hanno già preso forma”.

Leonardo Mancini