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Rotatorie Ardeatina: i difetti spuntano col tempo

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rotatorie ardeatina 1

Marciapiedi, fermate dell’autobus e strettoie, questi i principali problemi dell’intervento

Tratto da Urlo n.129 novembre 2015

ARDEATINA – Nelle scorse settimane abbiamo raccolto l’invito di molti comitati e associazioni per il monitoraggio del traffico e delle criticità rilevate dai cittadini sulla nuova rotatoria all’incrocio tra l’Ardeatina, Vigna Murata e Tor Carbone. Allo stesso tempo è stata indetta una Commissione Mobilità Capitolina per ascoltare le istanze dei cittadini stessi e valutare le possibilità tecniche per la modifica dell’intervento. A parlare della riunione del 22 ottobre scorso è la Consigliera Sel e Presidente della Commissione, Annamaria Cesaretti: “I rappresentati dei comitati dei quartieri interessati, nell’esprimere la loro soddisfazione per un’opera attesa da molti anni e che consente la decongestione del traffico del quadrante, hanno però evidenziato alcuni aspetti critici che potrebbero compromettere la finalità del progetto e la conseguente fluidità del traffico che si incanala”.

Sono i cittadini del Comitato di Borgata Tor Carbone, con il loro Presidente Carlo Petrini, a sottolineare l’accavallamento dei flussi di traffico. Sentiti dal nostro giornale hanno voluto dimostrarci facilmente come i flussi, prima distinti, siano oggi incanalati tutti assieme. La dimostrazione è semplice, basta immaginare tre automobili provenienti dal GRA e dirette rispettivamente su via Ardeatina in direzione del centro, su Vigna Murata in direzione Metro Laurentina e su Tor Carbone verso Quarto Miglio. Prima dell’intervento queste tre automobili all’incrocio del Dazio, dopo aver fatto anche allora i loro immancabili minuti di fila, prendevano ognuna la direzione desiderata. Adesso la situazione è cambiata notevolmente. Tutte e tre le vetture saranno incanalate in un’unica direzione transitando sulla rotatoria fino ad incontrare il loro svincolo. Elemento preoccupante soprattutto se si considera che, a quel punto, andranno ad incrociarsi, in uno spazio di manovra ristrettissimo, con altre provenienti dalla rotatoria stessa: questa sovrapposizione avviene per ognuna delle direzioni, contemporaneamente. “Da quando è stata aperta la rotatoria incontriamo traffico in orari insoliti – ci dicono i cittadini di Tor Carbone – troviamo code molto più lunghe del normale”. Ci sarebbero difficoltà anche sulle immissioni nella rotatoria, dove gli angoli troppo stretti creano problemi soprattutto al transito dei mezzi pubblici: “Abbiamo evidenziato le criticità soprattutto nelle immissioni in direzione via di Tor Carbone da via della Cecchignola, da via Vigna Murata e da via Ardeatina/Millevoi – spiega Carla Canale del CdQ Vigna Murata – Dovrebbero sempre esserci due corsie – aggiunge Fernando Reynoso del Comitato No Tag – Un grave errore per lo snodo più importante del quadrante. Sicuramente ci sarà più spazio quando si toglierà il cantiere, ma non basterà”.

Oltre ai flussi, altri elementi critici rilevati riguardano i marciapiedi e le fermate degli autobus: “L’esempio è il 765 che viene dall’Appia, gira sulla rotatoria, prende Vigna Murata e arriva a Laurentina. C’è una fermata oltre la rotatoria ma non alla destra del Dazio – ci spiegano da Tor Carbone – Sarebbe stato un grande valore accorpare nelle fermate le linee che transitano nell’incrocio”. Questo anche per limitare gli attraversamenti della rotatoria da parte dei pedoni che, al momento, non sembrano avvenire in sicurezza: “Quello che più ci preoccupa – seguitano dal Comitato – è la mancanza del marciapiede sul tratto di via di Tor Carbone subito dopo il Dazio”. In questo punto mancherebbe il nullaosta della Sovrintendenza, a causa del vincolo paesistico presente sul Parco dell’Appia. Una mancanza che potrebbe trovare una soluzione, come ci ha spiegato la consigliera Pd in Municipio VIII, Antonella Melito: “Abbiamo avuto rassicurazioni per una fascia di protezione del pedone allo stesso livello della strada. Per quanto mi riguarda non basta, il marciapiede sarebbe la soluzione migliore. Questa non può essere una questione politica, servono risposte ai cittadini e più attenzione alle loro attuali esigenze, soprattutto con un progetto di 10 anni fa”.

Sul tema della sicurezza stradale e dei pedoni resta alto l’impegno e la richiesta di soluzioni da parte dall’Assessorato municipale ai Lavori Pubblici: “Come può un vincolo superare la sicurezza delle persone? – si domanda l’Assessora Paola Angelucci – Abbiamo fatto crescere a dismisura la città con tanti metri cubi di cemento e poi abbiamo problemi per un marciapiede o per una fermata dell’autobus? Vogliamo leggere il vincolo della Sovrintendenza per arrivare ad una soluzione condivisa per la sicurezza stradale”. L’Assessora seguita con le richieste avanzate dal Municipio VIII: “Abbiamo chiesto che venga realizzata tutta la segnaletica, anche in relazione all’agibilità pedonale e ciclabile della rotatoria. Ci sembra inopportuno che in un progetto cosi non sia previsto un percorso ciclabile”.

Nella riunione di commissione capitolina del 22 ottobre, uno degli elementi riportati all’attenzione dei tecnici e della politica è la possibilità di aprire la città militare della Cecchignola (per l’ennesima volta, ndr) al traffico veicolare, così da ridurre la pressione sulle rotatorie e sui quartieri limitrofi. La proposta, che sarebbe stata una sperimentazione eccellente soprattutto nel periodo di attività dei cantieri, è arrivata dal Comitato No Tag Castello della Cecchignola, dall’Associazione Cecchignola Vivibile e dal CdQ Vigna Murata: “Il problema è una progettazione vecchia che non è stata aggiornata. Abbiamo un traffico selvaggio nel quadrante e nella città militare si edificheranno 400.000 mc, una nuova popolazione che influirà sulla viabilità, quindi tutti devono fare la loro parte”. Anche la stessa Cesaretti è tornata sul tema: “Chiederò allo Stato Maggiore dell’Esercito di collaborare con il Comune di Roma nell’accogliere le istanze dei cittadini consentendo l’apertura del traffico veicolare privato all’interno della Cecchignola”.

In definitiva la discussione, tra i cittadini del quadrante, si è focalizzata sulla possibilità che questa serie di interventi non migliori la situazione del traffico in maniera così sensibile. E tra i motivi alla base di questo ragionamento c’è l’altra criticità storica della zona: l’incrocio tra via di Grotta Perfetta e via Ardeatina. Un punto focale del traffico che difficilmente, nonostante la fluidificazione dovuta alle rotatorie, trarrà sollievo dall’intervento. “Il progetto, seppur valido, avrebbe dovuto superare l’imbuto di via Grotta Perfetta – afferma il capogruppo di FdI-An in Municipio VIII, Glauco Rosati – in questo punto va studiata una soluzione diversa, alternativa, per fluidificare realmente il traffico. Non sarà certamente la rotatoria su Vigna Murata, nonostante i lavori non siano ancora finiti, a risolvere il problema”. Una questione dibattuta spesso anche in passato, come durante l’approvazione del Toponimo di Cava Pace. In quell’occasione fu la consigliera Melito a interessarsi: “Facemmo delle verifiche e scoprimmo che la Sovrintendenza non si era espressa positivamente per una rotatoria in quel punto, a causa di reperti sotterranei. Purtroppo l’incrocio non rientra nel piano delle Rotatorie dell’Ardeatina. Speriamo in uno studio di fattibilità legato alla Delibera su Cava Pace o perlomeno in una revisione della segnaletica che permetta di diminuire il traffico”.

A quanto ci viene riferito i lavori all’incrocio del Dazio dovrebbero essere completati per la metà di novembre, mentre per la fine dell’anno si punta a concludere la realizzazione delle altre rotatorie previste. La speranza è che in queste poche settimane ci sia ancora la possibilità di intervenire positivamente su questo progetto, dando seguito ad alcune delle considerazioni avanzate dai cittadini. Resta comunque ferma la convinzione che la fretta, nel rincorrere la scadenza giubilare, possa aver perlomeno fiaccato la volontà di intervenire fattivamente nella realizzazione di un progetto che fosse definitivo.

Leonardo Mancini