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Ponte di Ferro: ciclabile chiusa, ma non per tutti

Dopo la riapertura al transito del ponte la ciclabile sottostante resta ancora interdetta, mentre non mancano gli abbandoni di rifiuti e gli insediamenti abusivi

MARCONI – Il ponte di ferro è stato riaperto il 12 dicembre scorso a 70 giorni dall’incendio che lo ha colpito nella notte del 2 ottobre 2021. Inoltre nelle ultime settimane è stato reso noto uno stanziamento di circa 5 milioni di euro (inseriti a bilancio capitolino) per la ristrutturazione del ponte e per la realizzazione di interventi migliorativi della viabilità. Ma nonostante la rapida riapertura al traffico e lo stanziamento di questi fondi, la ciclabile sottostante che corre lungo la riva destra del Tevere è rimasta ancora interdetta.

CICLABILE CHIUSA MA NON PER TUTTI

Nelle scorse settimane il consigliere di Fdi in Municipio XI, Marco Palma, aveva già denunciato i ritardi nella riapertura della ciclabile, sottolineando come, nonostante le indagini in corso, “Gli elementi tecnici dovrebbero essere stati tutti ampiamente acquisiti”. Ora il consigliere, dopo aver già presentato due interrogazioni in merito a questa vicenda e al degrado che imperversa lungo le sponde del Tevere in questo tratto, è tornato a sottolineare come l’area della ciclabile risulti chiusa, ma non per tutti, infatti “la rete a ridosso dei parcheggi è stata divelta ed i senza fissa dimora possono raggiungere serenamente i loro insediamenti, continuare a produrre rifiuti ed a sporcare oltre agli argini anche i vicini parcheggi di lungotevere Pietra Papa e Gassman nell’indifferenza delle Istituzioni“.

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LE INTERROGAZIONI

Il consigliere Palma, dopo aver raccolto le segnalazioni dei cittadini ha presentato una nuova interrogazione in Municipio XI, oltre ad aver chiesto ai presidenti dei gruppi consiliari in Assemblea Capitolina ed in Regione di farsi carico di questa istanza: “Recentemente ho presentato una interrogazione che è stata discussa in consiglio ed immaginavo che dal punto di vista della sicurezza ci fossero state delle iniziative – seguita Palma – Al contrario, oltre ad inibire l’ingresso con i bandoni per i cittadini romani, nulla è stato fatto per gli occupanti e dopo l’incendio a nulla sono servite le richieste per creare condizioni diverse lungo gli argini del fiume“.

LA CICLABILE INTERROTTA

Resta poi da sottolineare come l’interdizione del passaggio sul tratto di ciclabile interessato dall’incendio provochi non pochi problemi alla mobilità dolce in questo quadrante. Per ritornare a pedalare lungo la ciclabile infatti i ciclisti sono costretti ad un lungo giro per superare il ponte di Ferro e il successivo ponte ferroviario. Una deviazione che solo i più disciplinati sono disposti a fare, ma che molti evitano scavalcando le protezioni.

Leonardo Mancini

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