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Luneur: incredibilmente, slitta ancora l’apertura

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Luneur 137

Salta l’inaugurazione prevista per giugno. Ora si parla di avvio del Parco in autunno

Tratto da Urlo n.137 luglio 2016

EUR – Prima poteva considerarsi una storia assurda, adesso sta diventando una barzelletta, o meglio, una presa in giro. Ormai abbiamo perso il conto di quante volte sia stata annunciata l’inaugurazione del Luneur, puntualmente disattesa. Nove anni di proclami che non hanno mai avuto esito positivo e che hanno lasciato spazio solamente a ritardi su ritardi. Giugno è appena passato e, com’è visibile a occhio nudo, il cantiere del Parco è ancora, per l’appunto, un cantiere. Sulla pagina Facebook la Luneur Park assicura che i lavori verranno conclusi alla fine dell’estate e si prevede di aprire in autunno. Strana stagione, tra l’altro, per attivare un parco dei divertimenti all’aperto che prevede presumibilmente, come accade in tutto il mondo, il suo massimo afflusso di pubblico in primavera e in estate. Lo abbiamo chiesto proprio alla Luneur Park con cui finalmente siamo riusciti a parlare, che ci ha illustrato un po’ la situazione: “Il progetto del nuovo Luneur non si basa su una semplice ristrutturazione di uno spazio preesistente. L’intero Parco è stato riqualificato e adeguato alle vigenti normative di legge e ai più innovativi standard internazionali. A questo lavoro ingegneristico e architettonico – continuano – è corrisposto, ovviamente, anche un parallelo processo burocratico e amministrativo. Purtroppo proprio un imprevisto burocratico ci ha impedito di aprire il Parco nel mese di giugno. Adesso la questione è stata risolta e possiamo finalmente completare gli ultimi lavori”. E per quanto riguarda la scelta di aprire comunque in autunno spiegano: “Il cantiere sarà completato e chiuso entro l’estate, l’effettiva apertura sarà successiva ai collaudi e alle autorizzazioni di legge su cui non possiamo prevedere tempistiche precise. Il Luneur Park sarà un Parco da vivere 365 giorni l’anno, per questo motivo non vediamo la necessità di far slittare ulteriormente la data di apertura”. Dunque si è cauti sul dare una data precisa e si spera che questa volta altri “imprevisti burocratici” non ci si mettano di mezzo. Sono anni che ciò che era il parco dei divertimenti meccanico più antico d’Italia è lasciato all’incuria e all’abbandono, nonostante la sua gestione sia stata affidata a un colosso, Cinecittà Entertainment. Una società, del resto, che ha inaugurato nel 2014 Cinecittà World a Castel Romano e che quindi ha dimostrato di essere capace di raggiungere i suoi obiettivi nei tempi previsti.

Eppure il fatto che siano state rimontate le gondole alla Ruota Panoramica è stato annunciato come un evento storico. Bellissimi i 28 colori utilizzati, effettivamente “spezzano” il grigio profondo del degrado che sovrastano. Una vera e propria cattedrale nel deserto. Piccoli, piccolissimi passi avanti in una situazione che sembra più consolidata che in evoluzione. Tutti ci auguriamo che il Luneur possa tornare a vivere, ma nove anni sono tanti e non possono essere cancellati. Il Luneur fonda le sue radici su una storia difficile e indubbiamente poco limpida che nessuna giostra tirata a lucido potrà modificare, perché divenuta simbolo di ciò che in questa città non è andato bene fino ad oggi, dal lassismo diffuso delle amministrazioni e (purtroppo) dal disinteresse di gran parte dei cittadini. Perché il Parco dell’Eur non è fatto di sole attrazioni, luminarie e zucchero filato, ma è composto da complicati intrecci di soggetti e interessi. “C’è qualcuno che ha il coraggio di dire la verità?” si è chiesto Michele Baldi, Consigliere regionale della Lista civica Zingaretti, in seguito a un suo sopralluogo: “Non mi accanirei se non fosse per il fatto che si continuano a fare false promesse indicando date di riapertura che puntualmente non vengono rispettate”. Ma la situazione sembra, purtroppo, incancrenita, tanto da rappresentare “uno dei simboli dell’approssimazione di questa città con responsabilità amministrative, politiche e imprenditoriali – ha dichiarato Andrea Santoro, Capogruppo Pd al Municipio IX – Da Presidente mi sono recato alla Corte dei Conti per fare chiarezza su un’area che è stata per troppi anni sottratta ai cittadini. Ora che gli impedimenti burocratici, vero male di questa città, sembra siano stati risolti, dobbiamo correre per riaprire un parco che sarà importante per i cittadini ma anche per l’economia locale. E il Municipio dovrà mettersi a disposizione totale per chiudere questa pagina. Se non lo farà il nuovo Presidente lo faremo noi dall’opposizione”.
Ma in questi anni non è stata coinvolta solo la Corte dei Conti, ma anche l’AVCP, l’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici, che dal 2014 è stata soppressa e le cui competenze sono passate all’ANAC, che si era espressa sul bando di gara e su ciò che ne era derivato, inviando una nota a tutti i soggetti interessati in modo da trovare celermente una soluzione. Saverio Pedrazzini, portavoce degli ex operatori del Luneur, racconta di aver interpellato di recente l’Autorità Nazionale Anticorruzione, ma di non aver “ricevuto alcuna risposta dal suo Presidente, Raffaele Cantone, in merito a ciò che era stato dichiarato precedentemente dall’AVCP, ovvero la non titolarità del contratto della società Luneur Park (attuale gestore del Parco, società collegata di Cinecittà Entertainment, vincitore effettivo del bando di gara del 2007, ndr) a eseguire i lavori all’interno del Parco”. L’ANAC, si legge in un documento, ha dichiarato che è stata svolta ‘un’autonoma attività ispettiva e sottoposto a monitoraggio l’iter di conclusione del Parco” ma che non ha nessun obbligo a riferire su altri sviluppi dell’opera. Inoltre, “rispetto agli esposti e segnalazioni, non sussiste un interesse giuridicamente protetto acché ANAC intervenga obbligatoriamente”. “Ecco – ha continuato Pedrazzini – si potrebbe inorridire dinanzi a questa risposta e bisogna solo augurarsi che i cittadini oggi facciano fronte comune davanti a queste provocazioni. L’augurio è che l’attuale Sindaco di Roma, Virginia Raggi, prenda in carico questa vicenda che si protrae da oltre 8 anni senza una giustificata motivazione e tenga presente, parallelamente, il fatto che il Comune è ‘socio’ di Eur Spa, dunque di dare attenzione alla mancata richiesta di danni economici fino ad oggi maturati per inadempienza”.
In tutta la storia del Luneur si sente spesso parlare di “responsabilità” ma non è detto che queste, a distanza di anni, non possano ancora essere attribuite. Nulla cade in prescrizione, purtroppo solo il tempo che è passato e il denaro che è stato perso. In tutto questo c’è un attore privilegiato che è il Comune di Roma, appena rinnovatosi, che dovrà inserire nelle sue priorità questa vicenda, come molte simili nel territorio dell’Eur. Perché essa non diventi simbolo, oltre che di una malagestione dilagante, anche di una consolidata indifferenza.

Serena Savelli