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Ex Fiera di Roma: si punta al Piano Casa

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Nuova procedura competitiva pubblicata da Investimenti Spa

 

NEI PRIMI GIORNI D’AGOSTO – è stata pubblicata da Investimenti Spa una “Procedura competitiva per l’individuazione dell’affidatario delle prestazioni di progettazione ed assistenza tecnico amministrativa ad Investimenti s.p.a. nella riqualificazione dell’area ex Fiera di Roma e lo sviluppo dell’area adiacente al nuovo polo fieristico di Roma”. La zona in questione, per la quale la procedura prevede un’importo di 1.200.000 euro, è quella dell’ex Fiera di Roma, più volte salita alle cronache per i tentativi di speculazione edilizia sempre osteggiati dalla cittadinanza. All’interno del perimetro sono oggi presenti 16 padiglioni espositivi, un centro congressuale, edifici per servizi e magazzini e un edificio adibito ad uffici della superficie di circa 700 mq. Un totale, secondo le stime riportate nel testo della gara d’appalto, di circa 216.450 mc di edificato autorizzato. In questo momento l’area è di proprietà della Investimenti Spa, alla quale è stata ceduta dal Comune di Roma all’atto della costituzione della società Fiera di Roma S.p.A. nel 1999. Dal 2007, quando termina la realizzazione della Nuova Fiera di Roma, la struttura non viene più utilizzata per attività fieristiche.

IL PIANO CASA – Lo strumento individuato da Investimenti Spa per aumentare la cubatura edificabile è il Piano Casa della Regione Lazio. Di questa possibilità si era già parlato nei mesi scorsi, ma è diventata molto più realistica con la pubblicazione della procedura competitiva. “Sull’area in oggetto – si legge sulla gara – è consentito il cambio di destinazione d’uso a residenziale attraverso interventi di sostituzione edilizia con demolizione e ricostruzione con completamento e ampliamento entro il limite del 30% dell’esistente per quanto riguarda gli edifici avente destinazione non residenziale. Nell’ambito di questi interventi si prevede di destinare da un minimo del 30% a un massimo del 35% a edilizia sociale a canone calmierato in funzione della dimensione di ciascun edificio. Conseguentemente sull’area sarà possibile insediare una SUL residenziale di 87.000 Mq (circa) di cui 26.400 (circa) a canone calmierato”.
I relazione a questo intervento anche gli standard urbanistici dovranno essere adeguati al maggiore carico previsto sul territorio: “In via preliminare, si stima che gli standard possano richiedere circa 15.000 Mq di Verde Pubblico (da reperire sulla fascia demaniale prospiciente la Via Cristoforo Colombo), circa 10.000 Mq di servizi pubblici e circa 5.000 Mq di parcheggi pubblici” si legge nella procedura della Investimenti Spa.

LA REAZIONE DEL MUNICIPIO –  “Ci risiamo! Malgrado i cambi di maggioranza a tutti i livelli, Investimenti Spa ci riprova e nel periodo agostano avvia il processo della trasformazione dell’ex Fiera di Viale Cristoforo Colombo, attraverso un bando per raccogliere le manifestazioni di interesse – dichiara in una nota del 12 agosto il Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci – Nelle sue incrollabili certezze, la società che ha come principali azionisti la Camera di Commercio, la Regione Lazio e Roma Capitale, chiede di avanzare proposte per a demolizione e la ricostruzione dei capannoni dell’ex Fiera e per la realizzazione di nuove costruzioni nella zona della nuova Fiera, indicando come prioritario lo sviluppo edilizio incentrato sul residenziale. Anche gli aspetti dimensionali sono già definiti in questa frase della procedura: 275.000 m3 per Viale Colombo e 45.000 m3 per la nuova Fiera – seguita il Presidente – Primo, procedere ad una cementificazione di tali proporzioni rischia di far saltare definitivamente l’equilibrio della zona, già ampiamente compromesso da altre devastanti scelte come l’Accordo di Programma nella vicina Piazza dei Navigatori, e la funzionalità di un’arteria indispensabile come Viale Cristoforo Colombo. Secondo, costruire ancora case in una città che ha tantissimi edifici invenduti ed inutilizzati non serve e prevederle ‘di pregio’, con gli attuali venti di crisi, suona anche deridente e beffardo. Terzo, sacrificare il complesso per coprire una parte del buco accumulato dalla nuova Fiera è una scelta inefficace e di corto respiro, che non risolve i problemi strutturali del Polo fieristico e priva definitivamente la città di un luogo di grande valore strategico – continua Catarci in relazione all’ipotesi espressa dai cittadini e dal Municipio durante il processo partecipativo – L’idea progettuale elaborata dal Municipio VIII insieme ad Associazioni e Comitati locali propone per l’ex Fiera un tetto massimo di 120.000 metri cubi e un cambiamento delle funzioni previste, privilegiando il direzionale pubblico – conclude il minisindaco – Si può discutere davvero o si è già avviato l’ennesimo tentativo di mortificare la democrazia per garantire gli enormi interessi che girano intorno ad un’area di 7 ettari e mezzo a ridosso del centro cittadino? Si sappia, ad Investimenti Spa ed a tutti i livelli istituzionali, che non ci stiamo a subire deflagranti scelte riguardo a dimensioni e funzioni. E che da subito cominceremo ad attrezzarci per lo scontro duro”.

POLEMICA – la reazione dell’opposizione municipale. Simone Foglio, Consigliere PdL al Municipio VIII, attacca il Presidente, Andrea Catarci, dichiarando che : “La propaganda fine a se stessa ha le gambe corte, le strumentalizzazioni fatte dal Presidente Catarci negli ultimi cinque anni sono tutti piccoli nodi che, pian piano, stanno venendo al pettine. Anche sulla ex Fiera di Roma – seguita Foglio – nonostante il tanto sbandierato cambio di rotta dell’amministrazione capitolina, stiamo assistendo al mantenimento della linea imprenditoriale di Investimenti Spa volta al residenziale. Sono due i punti su cui si sta in questo momento facendo chiarezza. Il primo riguarda tutte le bugie propinate alla cittadinanza dalla Giunta Municipale di centro sinistra che, nonostante il nuovo Sindaco non ha potuto in alcun modo intervenire sulla società compartecipata. Il secondo riguarda l’assoluta necessità di cessare la gestione emergenziale dei padiglioni della ex Fiera di Roma, accelerando la riqualificazione di questi spazi lasciati, da troppo tempo, in un totale stato di abbandono”.

Leonardo Mancini