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Parco Tor Marancia: continua il ‘processo partecipativo’

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ambiti funzionali di attuazione1

Molti i cittadini alla riunione, ma la partecipazione traballa

 

GLI INCONTRI – Come annunciato in una prima presentazione del progetto il 31 luglio scorso, con la riunione di ieri 9 ottobre è iniziato il ciclo di incontri partecipativi sul Parco di Tor Marancia. I prossimi appuntamenti sono per mercoledì 23 ottobre, dove si parlerà delle aree naturalistiche e per mercoledì 6 novembre, momento riservato ai casali presenti nell’area. Entrambi i prossimi incontri saranno tenuti all’interno dell’Urban Center di via Passino nel Municipio VIII alle ore 18.00. “Non è stato facile organizzare questi incontri – ha spiegato l’Assessore all’Ambiente del Municipio VIII, Emiliano Antonetti – La prima difficoltà è stata trovare un modo per spiegare ai cittadini il significato delle tavole del progetto, spesso molto difficili da interpretare. Inoltre – seguita l’Assessore – abbiamo messo appunto lo strumento del questionario per permettere ai cittadini una maggiore partecipazione. I dati così ottenuti saranno utili ai progettisti e agli amministratori per migliorare l’offerta dl Parco ed evitarne l’abbandono”.

LE ISTITUZIONI – Presente all’incontro anche il Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci, che ha voluto evidenziare l’importanza di questi incontri e le maggiori problematiche che andranno risolte per assicurare la gestione del Parco: “Questo è stato un lavoro lungo, la messa in opera dei cantieri finalmente fa sperare in una definitiva realizzazione in qualche anno. Le questioni ancora in ballo sono molte e per questo abbiamo voluto presentare questi incontri ai cittadini. La problematica più grande però, sarà la futura gestione del Parco. Sarà importante che nella progettazione delle aree di prossimità e intorno ai casali si impianti un modello che ne garantisca la gestione”. Anche l’Assessore all’Ambiente di Roma Capitale, Estella Marino, nel suo intervento ha sottolineato le difficoltà che si potrebbero presentare per un Parco di quelle dimensioni: “In questo procedimento voglio entrare in punta di piedi, perchè tanto lavoro è stato già fatto prima del mio insediamento. Questa partecipazione è sicuramente un modello da replicare e da prendere in prestito – nonostante questo anche l’Assessore rileva le criticità che sorgeranno con la futura gestione del grande Parco – Quello che intendo proporre è l’attivazione di una Conferenza di Servizi e di un processo di partecipazione sul tema della gestione futura”. Iniziativa lodevole quella proposta dall’Assessore Marino, soprattutto per evitare opacità o problemi che possano rallentarne ulteriormente l’apertura. “Il tema è quello dei costi e della gestione – seguita Estella Marino – Con porzioni del Parco così differenti tra loro, bisogna iniziare al più presto a pensare alla gestione, soprattutto per evitare che successivamente si sprechino ulteriori fondi”.

IL PARCO – Il primo di questi incontri è stato incentrato sulle aree attrezzate che saranno realizzate all’interno del perimetro del Parco: gli Ambiti Funzionali d’Attuazione (AFA) 1, 2 e 3. È l’Arch. Marco Stricker, responsabile del progetto, a spiegare le maggiori caratteristiche di queste tre zone del Parco: “Utili a soprattutto a garantire la fruizione massiccia delle zone limitrofe alle abitazioni e, allo stesso tempo, fornire protezione alla parte naturalistica più interna”. Le tre aree corrispondono ai tre accessi del Parco (viale Sartorio, via Grotta Perfetta e viale Londra), nelle quali verranno apportati i maggiori lavori di sistemazione: “mantenendo le caratteristiche e le peculiarità dell’ambiente circostante, con il recupero della rete dei sentieri esistenti e la sistemazione dei percorsi”. In particolare nell’AFA 2, corrispondente all’ingresso di viale Londra, sarà da analizzare la sistemazione e l’allocazione dei due casali esistenti. “Queste aree di margine non vogliono essere uno scoglio alla fruizione – spiega Stricker – ma rappresentano un cuscinetto tra le aree naturalistiche e la città e seguiranno le regole e gli orari di un normale giardino pubblico”. Diamo quindi conto di una caratteristica dell’intervento che solamente in questa occasione siamo riusciti a chiarire: il Parco sarà interamente recitato e le tre aree attrezzate saranno a loro volta delimitate. L’apertura del Parco dovrebbe quindi essere gestita come ogni altra area verde, con la chiusura dei cancelli al tramonto e l’apertura alle prime luci dell’alba. Non è ancora chiara la struttura delle aree centrali del Parco, quelle definite naturalistiche, per le quali è stato indetto il prossimo incontro del 23 ottobre. In particolare per queste porzioni la fruizione da parte dei cittadini dovrà essere regolata dall’ente che prenderà in consegna il Parco, proprio a fronte dell’indicazione di aree protette.

I PARCHEGGI – Molte le perplessità avanzate dal Municipio VIII, in relazione alle progettualità sul Parco che prevedono la costruzione di aree per il parcheggio all’interno del perimetro. “Le indicazioni al progetto inizialmente sottolineavano la necessità che gli ingressi al Parco venissero attrezzati con un numero sufficiente di parcheggi – ha spiegato l’Architetto Stricker – inizialmente si era parlato anche di parcheggi lungo via di Grotta Perfetta, poi le osservazioni in contrasto hanno fatto optare per l’atrezzamento di circa 40 posti auto lungo via Francesco Belloni”. Questi parcheggi, in prossimità di Piazza Lante, l’ingresso dell’AFA 1, dovrebbero sostituire anche i previsti posti auto in via Sartorio: “Vorremmo riuscire a stralciare dal progetto l’utilizzo di quella porzione di parcheggi ubicati all’interno del Parco – spiega Catarci – con un semplice square centrale su via Sartorio si risolverebbe il problema restituendo una importante porzione del Parco”.

LA CENTRALE ELETTRICA – Più volte abbiamo ipotizzato che i ritardi nel progetto dell’interramento della centrale elettrica di Piazza Lante avrebbero potuto rallentare anche la sistemazione di quell’area del Parco. Questa eventualità alla fine si tramutata in realtà, con i lavori per l’AFA 1 ancora da iniziare in attesa di una risoluzione della vicenda. All’incontro sul Parco erano presenti anche dei rappresentanti del Comitato di Quartiere L’Ardeatino: “La questione della Centrale è stata anche discussa in una Conferenza di Servizi in cui l’Acea ha presentato un progetto di interramento limitrofo all’attuale perimetro dell’impianto – seguitano i portavoce – Quella centrale rappresenta un degrado ambientale e urbanistico, oltre a nuocere alla salute dei cittadini. Pensiamo che il primo interesse sia quello di sollecitare l’Acea all’attuazione del progetto di interramento”. È il Presidente Catarci a rispondere ai rappresentanti del CdQ: “Sulla centrale elettrica di Piazza Lante la passata amministrazione ha esplorato l’ipotesi dell’interramento all’interno del perimetro dell’AFA 1 del Parco. Sia l’Ente Parco che la Soprintendenza si sono espresse contrariamente a questa ipotesi che andrebbe ad intaccare il Parco.Su questa vicenda bisogna trovare una soluzione in tutta fretta, anche per permettere la partenza dei lavori, che sarebbero già dovuti iniziare. Bisogna capire se è percorribile la possibilità dell’incapsulamento, magari con delle soluzioni per diminuire il rumore prodotto dall’impianto”. Anche l’Assessore Antonetti risponde ai cittadini, spiegando che “La volontà c’è, ma il problema è giuridico a causa dei vincoli paesaggistici presenti sul Parco”.

LA PARTECIPAZIONE – Come nella prima riunione di fine luglio, la sala dell’Urban Center si è riempita di residenti e rappresentanti di associazioni. Nonostante questo la Partecipazione, quella con la ‘P’ maiuscola, che aveva fatto ben sperare tanti comitati e cittadini, non si è realizzata completamente. Si è cercato di recepire le idee e le suggestioni dei cittadini con un questionario distribuito a tutti i presenti. Purtroppo la forma dei quesiti proposti non ha convinto, facendo risultare il questionario molto più simile ad una indagine statistica che ad una raccolta di idee e e proposte. Una situazione molto diversa da quella aspettata dai cittadini che, intervenendo in pochi minuti al termine dell’incontro, si sono visti correggere continuamente dalle istituzioni e dai tecnici presenti,su proposte e riflessioni che avrebbero avuto tutt’altro tiro se fossero stati in grado di conoscere più nel dettaglio i termini del progetto. Proprio questo sembra essere il problema: nonostante le precise presentazioni sui vari AFA, non è stato possibile portare avanti una partecipazione informata e propositiva. Poche le raccomandazioni da parte dei cittadini: “Facciamo in modo che una volta ultimato il Parco, non cada nel degrado come tante altre aree verdi” e ancora “si faccia in modo che il Parco sia attrattivo e non rimanga isolato e poco frequentato”. Le uniche richieste di chiarimento specifiche sono arrivate da alcuni cittadini che lavorano nelle istituzioni e negli enti preposti alla tutela dell’ambiente. Questi hanno prontamente chiesto conto delle potature e delle nuove piantumazioni fatte, a loro dire, al di fuori del periodo consentito. Insomma, una partecipazione traballante quella vista in questo primo incontro. La speranza è che i risultati dei questionari possano essere utili agli amministratori e ai tecnici per migliorare la qualità del Parco, sostenendo anche qualche suggestione che arriverà dai cittadini nei prossimi incontri. Sottolineiamo che, oltre alle slide prontamente pubblicate dal Municipio e qualche altro documento reperibile online, sono pochi gli strumenti e le informazioni disponibili per i cittadini interessati realmente a ‘partecipare’. Nessuna proposta potrà mai essere fatta, oppure accolta, se non sarà basata su fatti e dati reali.

Leonardo Mancini