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Municipio VIII e IX: arriva la petizione contro le nuove edificazioni

In arrivo 26mila nuovi residenti: con la mobilità in ginocchio e il rischio di un’impennata di inquinamento, si punta a rivedere le convenzioni urbanistiche

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Tratto da Urlo n.177 Marzo 2020

CECCHIGNOLA – Non si abbassa l’attenzione dei cittadini nei confronti delle nuove edificazioni. Sotto i riflettori restano i problemi su traffico, mobilità, inquinamento e cementificazione dell’Agro Romano che queste nuove iniziative urbanistiche provocheranno. Parliamo di quanto previsto nel Piano Regolatore Generale (PRG) nel quadrante Vigna Murata, Cecchignola e Tor Pagnotta: incrementi delle costruzioni per ospitare circa 26mila residenti e 5mila addetti. Operazioni che, qualora venissero portate a termine (anche con i dovuti accorgimenti dal punto di vista della mobilità pubblica e privata), avrebbero ricadute negative sulla vivibilità dei quartieri compresi tra Castel di Leva e via del Tintoretto. Interventi che in alcuni casi (Prato Smeraldo, Cecchignola Ovest e Tor Pagnotta 2) sono già in corso di realizzazione con avanzamenti tra il 20% e il 50%. Senza contare i 720 alloggi che verranno realizzati all’interno della Città Militare dall’Esercito, in deroga al PRG. Tutto questo a fronte di una pianificazione urbanistica del 2008 (revisione del PRG) largamente sottodimensionata e con una quantità di case sfitte nel territorio capitolino che arriverebbe all’incirca alle 200mila unità.

 

LA PETIZIONE

È per ribadire la loro contrarietà a queste speculazioni edilizie che molti cittadini, Comitati e Associazioni di questo quadrante hanno deciso di presentare una petizione rivolta alla prima cittadina. Le associazioni del settore Sud di Roma si sono coordinate per chiedere una revisione del PRG, assieme a maggiori poteri per Roma Capitale in materia Urbanistica, che possano agevolare (e rendere di fatto possibile) la revisione di previsioni e convenzioni nell’interesse pubblico e cittadino. All’iniziativa hanno aderito numerose realtà del quadrante, tra cui: il CdQ Vigna Murata, il CdQ Prato Smeraldo Fonte Meravigliosa, il CdQ Millevoi, il CdQ Giuliano Dalmata, il CdQ Fonte Laurentina, il CdQ Insieme per Casal Fattoria, il CdQ Tor Pagnotta Casale Bicocca, il CdQ Insieme per Ottavo Colle, l’orto urbano Ortolino, l’Associazione La Vigna, l’Associazione Cecchignola Vivibile e l’Associazione Ottavo Colle.

RICHIESTA IN PUNTA DI DIRITTO

Le richieste avanzate dai cittadini non si basano sulla sola volontà di non vedere deturpato il territorio in cui vivono, anche se questo potrebbe bastare, ma si rifanno a precise disposizioni di legge. In particolare alle disposizioni del Governo (DL 32/2019) nelle quali sono contenute norme che indicano la rigenerazione urbana come strumento principe per il recupero del territorio. Allo stesso tempo nel documento citano la sentenza del Consiglio di Stato del 21 dicembre 2012, dove si indica la precisa “necessità di evitare l’ulteriore edificazione e di mantenere un equilibrato rapporto tra aree edificate e spazi liberi”. Così come la Mozione 55/2018 dell’Assemblea Capitolina che prevede di “intraprendere la revisione delle convenzioni urbanistiche in itinere e da sottoscrivere” sul quadrante, oltre ad impegnare la Sindaca Raggi a spingere il Governo nazionale ad introdurre nell’Ordinamento di Roma Capitale degli “strumenti di salvaguardia del territorio senza alcun pregiudizio per l’Amministrazione, con attenzione alla rigenerazione ed al contrasto del consumo di suolo”. La richiesta dei cittadini arriva dopo che lo stesso Consiglio del Municipio IX nel 2019 votò una Risoluzione per chiedere una moratoria totale delle edificazioni in essere nel Quadrante Sud.

LE OPERE MAI REALIZZATE

A pesare sulle difficoltà che le nuove edificazioni potrebbero portare su questi territori, ci sono le opere previste negli studi di mobilità allegati alle convenzioni urbanistiche e mai realizzate. Tra queste si guardava alla realizzazione della metro B2 a Tor Pagnotta (poi nei fatti ad oggi declassata a Filobus), al prolungamento verso sud-ovest da Magliana ad Ostia–Lido sulla linea ferroviaria concessa Roma–Lido con standard da metropolitana leggera, oltre alla Linea D che prevedeva 4 fermate tra piazza Fermi, Magliana ed Eur. Unica opera realizzata è il Corridoio della Mobilità di via Laurentina, di certo non sufficiente a supplire alla mancanza di infrastrutture. “La mancata realizzazione delle opere pubbliche – si legge nella petizione – dovrebbe imporre una nuova analisi della cubatura in corso di realizzazione e da realizzare e dell’interesse pubblico connesso”. Questo anche sul fronte dell’inquinamento e della salute dei cittadini: “Nel nostro quadrante, già nel 2018, uno studio di Legambiente, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e tutela del Territorio, aveva evidenziato percentuali di polveri sottili tra i 100 e i 180 mg/mc che incidono sulla nostra salute con un aumento esponenziale di malattie allergiche, respiratorie e cardiocircolatorie che arrivano ad essere letali per i soggetti più deboli o a rischio”.

LE RICHIESTE

Sono tutti questi (e non sono pochi) i motivi che hanno portato i cittadini a presentare questa petizione che chiede alla Sindaca il “riesame delle convenzioni urbanistiche firmate, ma in scadenza, e quelle in itinere nel quadrante, verificando la possibilità di una riduzione e/o cancellazione della cubatura prevista, verificando con gli operatori interessati le possibilità di reindirizzare la loro opera”, magari in ottica di rigenerazione urbana così come previsto dalle normative regionali. Inoltre si punta ad ottenere maggiori poteri per Roma Capitale in campo urbanistico, per provvedere alla salvaguardia del territorio e alla revisione o sospensione di interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia, senza alcuna pregiudiziale per l’Amministrazione.

Leonardo Mancini