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Discarica Falcognana: in arrivo 191 nuovi tipi di rifiuti

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Cresce la preoccupazione dei cittadini dopo l’ok della Regione. Lepidini “58 tipi di rifiuti classificati come pericolosi”

LA DISCARICA DI FALCOGNANA – Era il periodo del ‘toto discarica’, delle procedure di europee e dello scontro a tutti i livelli politici sul ‘post-Malagrotta’ quando, in una caldissima estate, l’attenzione si è rivolta verso un angolo di agro romano: la discarica di fluff a Falcognana, a due passi dal Santuario del Divino Amore. La protesta dei cittadini è montata rapidamente, culminando in un grande corteo nel centro di Roma che ha richiamato migliaia di persone. Malagrotta è stata chiusa, il problema rifiuti virtualmente archiviato, o meglio rimandato, e l’attenzione su Falcognana si abbassata. Ma non del tutto. I cittadini raccolti in Presidio non hanno smesso di monitorare l’impianto e le autorizzazioni richieste

I NUOVI RIFIUTI – Infatti nell’agosto del 2015 si è arrivati addirittura alla votazione in Consiglio Municipale di un atto per chiedere alla Regione Lazio di sospendere la richiesta di VIA (Valutazione Impatto Ambientale) per l’ampliamento di 191 codici CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti, che definisce le tipologie di rifiuti) da accogliere nella discarica della Falcognana. Un documento questo che sembra non aver provocato alcun ripensamento, infatti il procedimento di VIA si è concluso il 9 dicembre scorso, con un parere positivo della Regione.

58 TIPOLOGIE DI RIFIUTI PERICOLOSI – A dare la notizia di questo parere è il Presidente della Commissione Ambiente, mobilità e periferie del IX Municipio, il Consigliere PD Alessandro Lepidini. In una nota stilata dopo una riunione del Presidio No Discarica Divino Amore, il Consigliere ha spiegato che tra i nuovi codici CER richiesti “ci sono ben 58 rifiuti classificati come pericolosi. Il provvedimento, la cui efficacia è esplicitamente subordinata ad una rigorosa verifica di ottemperanza – prosegue Lepidini – rappresenta però un allarmante e ulteriore avanzamento verso l’autorizzazione al conferimento alla Falcognana di quasi 200 nuovi codici, dei quali come detto 58 pericolosi, con ben 8 della classe 17”, rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione (compreso il terreno proveniente dai siti contaminati).

GLI ACCERTAMENTI NECESSARI – Una situazione questa che preoccupa non poco i residenti della zona. Soprattutto a fronte di un verbale di accertamento dell’Arpa Lazio del 2015, nel quale si riscontrava la presenza di percolato tra i teli di impermeabilizzazione dell’invaso. Tant’è che sarebbe la stessa VIA rilasciata dalla Regione a richiedere accertamenti in merito: “valutare il livello naturale di fondo sito specifico delle acque di falda e del suolo che dovrà svolgere IRSA-CNR a spese dell’operatore – cita il Consigliere Lepidini – proprio al fine di escludere univocamente la correlazione dell’attività della discarica e i riscontati superamenti delle CSC (concentrazioni soglia di contaminazione Ndr)”. Sicuramente la vicenda potrebbe vedere nuovamente la mobilitazione dei cittadini e delle Istituzioni locali: “È necessario attivare da subito la verifica della tenuta del sistema di impermeabilizzazione di fondo e delle sponde degli invasi – seguita il Presidente della Commissione – come richiesto unanimemente e con il contributo determinate di tutte le forze politiche dal Consiglio del IX Municipio ad Agosto 2015. D’ora in avanti, Costituzione alla mano – conclude Alessandro Lepidini – intraprenderemo ogni necessaria iniziativa perché mai e poi mai la salute e il futuro delle nostre comunità saranno sacrificate a beneficio del profitto, contrastando con ogni mezzo questa brutale violenza al nostro territorio”.

Leonardo Mancini