Home Municipi Municipio IX

Luneur: sarà pure la volta buona, ma c’è davvero da festeggiare?

SHARE
Luneur 139

Il 27 ottobre apre il Family Park sulle ceneri del vecchio parco dei divertimenti

Tratto da Urlo n.139 ottobre 2016

EUR – I grandi annunci sono arrivati e la data sembra certa: il 27 ottobre riapre il Luneur, dopo più di otto anni dal suo ultimo giro di giostra e così tante vicende da averne perso quasi il conto. Tra queste: 200 persone hanno perso la loro attività, è stato tolto ai romani un pezzo della loro storia per 8 anni (che non tornerà più) e, in generale, sono stati sprecati sia tempo che soldi per arrivare a questa conclusione. Su questi presupposti sorge quindi il nuovo Family Park targato con lo stesso nome del vecchio, proprio in quell’area dove ormai del parco dei divertimenti più antico d’Italia è rimasto ben poco.

Il Luneur è stato per più di cinquant’anni un luogo aggregativo della Capitale, punto di riferimento di migliaia di famiglie e ragazzi che vi trascorrevano i loro fine settimana, tra lo zucchero filato e la giostra con i cavalli. La sua realizzazione risale al 1953, inizialmente fulcro dei primi giostrai che lì avevano le loro piccole attività, fino a diventare lo splendido luna park che negli anni Ottanta e Novanta raggiunse l’apice del suo splendore. Poi il decadimento, dapprima per un’offerta di attrazioni rinnovata in modo stanco e discontinuo, poi per i numerosi problemi di sicurezza all’interno, legati alla scarsità di uomini adibiti a mantenere lontani individui non desiderati e a gestire situazioni di microcriminalità che, negli anni Duemila, diventarono sempre più frequenti. Da lì la Luppro, società costituita da alcuni subconcessionari che gestiva il Luneur, lasciò il passo alla Santa Eleonora, soggetto con una lunga esperienza in fatto di intrattenimento di questo tipo. Esperimento del tutto fallimentare che portò, in pochi mesi, alla chiusura del Parco nel 2008. Seguì un bando di gara da cui uscì vincitrice Cinecittà Entertainment, con una conseguente lunga serie di denunce di irregolarità e affari poco limpidi di cui, in questi anni, non abbiamo mai mancato di parlare.

Oggi sembra tutto dimenticato, acqua passata. Si esaltano le attrazioni che ospiterà il nuovo Luneur, parlando di giardini delle meraviglie, di civette dispettose, di portali magici e di streghette con tanto di zucche. Ma le girandole che verranno piantate a breve negli spazi del luna park dai tanti bambini che le hanno create per l’occasione, gireranno grazie a un vento che di certo non può essere definito limpido.

È indubbio che aver annunciato una data di apertura supportata da una comunicazione efficace, da eventi di vario tipo e manifestazioni programmate sia più veritiero dei mille altri proclami fatti in questi anni. E sono stati tanti, troppi direi, tanto che ad un certo punto abbiamo smesso tutti di crederci. Solo per citarne alcuni si parte con l’annunciata riapertura per l’ottobre 2010, a distanza di due anni dalla chiusura del Parco. Poi sono divenuti inarrestabili: aprile 2013, 2014, 2015, maggio 2016 fino ad arrivare al prossimo 27 ottobre.

Questa potrebbe essere la volta buona, anche se facendo un giro intorno al Parco non si può di certo dire che si stanno sistemando le ultime rifiniture, anzi. Ma gli operai lavorano con grande zelo e vigore, quindi tutto fa presupporre che tra qualche giorno l’inaugurazione effettivamente avverrà.

Il nuovo Family Park però, non bisogna dimenticarlo, per quanto dia lustro a un’area abbandonata e degradata da troppo tempo, sorge su un’infinità di fatti poco chiari a cui non è stata data ancora risposta.

Una delle nostre domande è sempre stata sulle scelte imprenditoriali che verranno operate, di nostro interesse perché furono proprio degli errori di questo tipo a far naufragare il vecchio Luneur. Il biglietto d’ingresso è sicuramente necessario per evitare ospiti non desiderati all’interno dell’area, tanto più che oggi la stessa è completamente dedicata ai bambini. Sul sito si legge che si pagherà una quota di 2,5 euro, una cifra ragionevole, e che le attrazioni dovrebbero essere a pagamento, ma non si sa ancora quanto costeranno. Bene, speriamo si scelgano i prezzi oculatamente.

Sul tema del lavoro, inoltre, bisogna spendere qualche parola sugli ex giostrai che per anni si sono battuti con i sindacati per trovare una soluzione. Battaglie che, a quanto pare, non hanno portato a grandi frutti e di cui nessuno parla più. La proprietà ha forse intenzione di riassorbire qualcuno dei vecchi operatori? O sta ideando degli accordi per integrarli nel nuovo progetto? Ci piacerebbe davvero saperlo ma temiamo che, visto che questa era una delle vicende più accese di tutta la faccenda, se fosse stato così ci si sarebbe fregiati di tale operazione, gettandola alla mercé della stampa.

E poi tutte le vicende legali che si sono susseguite: le penali non pagate da Cinecittà a Eur Spa per non aver consegnato il Parco a distanza di 120 giorni dalla vittoria del bando, il canone d’affitto che Eur ha fatto pagare al privato dimezzato, fermo restando che quest’ultima è una società pubblica che gestisce denaro, appunto, pubblico. Per non parlare delle stranezze del bando di gara sui cui portò avanti un’indagine l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, che riscontrò delle anomalie da chiarire. E l’ipotesi di danno erariale per cui venne interpellata la Corte dei Conti. E, in ultimo, l’indagine della Procura che vide iscritte nel registro degli indagati, non troppo tempo fa, 9 persone coinvolte ai piani alti della vicenda (tra vecchi esponenti di Eur Spa e di Cinecittà), a cui venne contestato il reato di truffa.

Certamente, c’è sempre la presunzione d’innocenza fino a quanto le indagini non porteranno a un risultato, ma tutte queste vicende sono indicative di una gestione poco chiara e di basi davvero poco solide, o quantomeno poco limpide, su cui costruire il nuovo luna park di Roma.

Il Luneur, dunque, con molta probabilità aprirà tra pochi giorni. Ma quale prezzo è stato pagato dai cittadini di Roma? Quando le famiglie passeggeranno nuovamente tra le nuove attrazioni e le giostre riverniciate di fresco, è importante non dimenticare mai tutto ciò che è successo in questi anni, tutti gli interrogativi che abbiamo posto e a cui non è stata mai data risposta. Come diceva qualcuno “l’importante non è la meta ma il cammino”, e di questo, per qualsiasi cosa riguardi la nostra città, bisogna sempre tenere conto.

Serena Savelli