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Sanità: approvati Atti Aziendali

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Dopo tanta attesa oggi la firma di 14 documenti

L’APPROVAZIONE DEGLI ATTI   Approvati oggi in Regione gli Atti Adziendali, documenti all’interno dei quali si disciplinano l’organizzazione e il funzionamento delle Aziende, sanitarie in questo caso.
Dopo anni di stallo e mesi di attesa rispetto alla data indicata per legge (15 gennaio 2015), gli atti presentati dalle aziende sanitarie del Lazio a metà novembre 2014 hanno superato l’iter di discussione e hanno trovato approvazione. Allo stato attuale delle cose il decreto già esiste per 14 dei 16 atti, ad essere stati definitivamente approvati dunque sono quelli delle Asl Rm B, C,D, E, F, G, H, Viterbo, Latina, Frosinone, Rieti, Ares 118, Aziende ospedaliere S. Camillo e S.Giovanni. Si dovrà ancora attendere qualche giorno per la firma per gli atti che interessano Ifo e Spallanzani in merito ai quali c’è già però il via libera della Commissione tecnica.
Alla conferenza, oltre al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, al coordinatore della Cabina di regia del Ssr, Alessio D’Amato, e alla direttrice della programmazione sanitaria Flori Degrassi, erano presenti anche il presidente della Commissione Sanità, Rodolfo Lena, e subcommissario alla sanità del Lazio, Giovanni Bissoni.

IL COMMENTO DI ZINGARETTI – Dopo l’approvazione degli atti, il Governatore ha definito questa come una tappa “fondamentale nel percorso di riforma della Sanità regionale”. L’Atto Aziendale mancava totalmente in alcune Aziende, altre invece vedevano regolato il proprio assetto da un documento, un ibrido tra quello approvato nel 2004 e quello successivo del 2008. L’approvazione degli Atti, seguita Zingaretti, è una “rivoluzione importante, perché la forza della programmazione riduce lo spazio all’arbitrio e alla confusione e dà alla Regione la forza della capacità di promuovere indirizzi”. Il Governatore ha poi continuato sottolineando l’importanza dell’approvazione dei documenti che segnano finalmente le linee di indirizzo e programmazione per le Aziende Sanitarie della Regione, ponendo l’accento sul significato dell’azione, contro gli sprechi di denaro e le incongruenze: “Ce l’abbiamo fatta. Dopo un decennio si approvano gli atti aziendali, cioè la programmazione di ogni Asl del Lazio. Si colpiscono i doppioni e gli sprechi, quello che abbiamo chiamato ‘il feudalesimo della sanità, ovvero le sovrapposizioni e le rendite di posizione”.

IL RISPARMIO – Il nuovo assetto, identificato all’interno dei documenti, porterebbe secondo quanto riportato da Omniroma ad un risparmio di circa 20 milioni di euro. Un fatto importante questo all’interno dello scenario della Sanità del Lazio, da anni alle prese con la lotta per il rientro dal deficit.

I DETTAGLI – I criteri seguiti per l’elaborazione degli atti sono quelli dettati dal decreto Balduzzi, si legge sempre su Omiroma, all’interno del quale viene indicato come parametro di riferimento il rapporto di 17,5 posti letto per ogni U.O.C. (Unità Operativa Complessa) degli ospedali, e il rapporto di una U.O.C. per ogni 13.515 residenti per le strutture non ospedaliere. In questo modo le Unità Operative Complesse sono state ridotte del 38% e con loro ad essere state tagliate sono state 684 unità dirigenziali. Gli atti producono così uno snellimento dell’organigramma delle Aziende; queste ultime dovranno individuare dei meccanismi di coordinamento tra di loro.
Con il riordino della rete ospedaliera di qualche mese fa e l’approvazione degli atti si assiste adesso quindi ad un nuovo panorama sanitario che potrà contare sul 6% di posti letto in più nelle Province, una rete specialistica oncologica di senologia, 48 case della Salute programmate, 17 ambulatori a Roma aperti il sabato e la domenica e 713 unità di cure primarie.

LE REAZIONI – All’indomani dell’approvazione degli Atti Aziendali e delle parole di soddisfazione espresse dal Governatore del Lazio, Zingaretti, non sono tardate ad arrivare le prime reazioni dell’opposizione.
“È fuori luogo che Zingaretti esulti per l’approvazione degli atti aziendali visto che sulla sanità il disastro del presidente commissario è conclamato”, ha dichiarato in una nota Antonello Aurigemma, capogruppo FI alla Regione Lazio, che seguita rivolgendosi a Zingaretti dicendo: “Pensi alla sentenza del Tar che boccia il riordino della rete ospedaliera, a quella che ha sospeso l’accentramento analitico dei laboratori di analisi; pensi ai pronto soccorso completamente collassati. Pensi alla chiusura  incontrollata degli ospedali, all’istituzione degli steward invece che a operare iniziative serie per tutelare la salute dei pazienti, alla figuraccia dei Rems, qualcuno dei quali da realizzare a scapito di reparti in strutture già depotenziate dalle sue scelte scriteriate. Pensi ai territori che hanno lamentato duramente la decisione di chiudere strutture ospedaliere di riferimento per ampie parti delle province. E Zingaretti ha anche la faccia di essere contento? La bocciatura è stata unanime: pazienti, operatori, associazioni di categoria, sindacati, Tar. Questo si chiama fallimento. Ne prenda atto e sia più realista”, conclude Aurigemma.
Critico in merito è anche Fabrizio Santori, consigliere regionale e membro della Commissione Salute, che a poche ore dalla notizia dell’approvazione dichiara: “Un passo avanti per il presidente Zingaretti, cento passi indietro per i cittadini costretti a fare i conti quotidianamente con una sanità inefficiente e che non dà segni di ripresa su alcun fronte. L’entusiasmo del Governatore Nicola Zingaretti per aver approvato gli atti aziendali, spacciandoli per la riforma del secolo, ha vita breve e non tiene conto del fatto che il risparmio di 20 milioni di euro di cui parla cadrà, come accaduto finora, sulla testa dei cittadini”. Santori incalza parlando di una spending review “fatta di tagli trasversali e alla cieca”, di un Piano di Riordino della Rete Ospedaliera “confusionario e assolutamente privo di strategia per il futuro di nosocomi, aziende ospedaliere ed ASL” e di “disinteresse totale per tutte le giuste segnalazioni che ho sollevato in rappresentanza delle associazioni, degli operatori sanitari, dei sindacati e dei comitati di quartiere che, come ormai da consueta prassi, non sono state minimamente recepite. Troppa, evidentemente, la fretta di apparire e fortunatamente, salvata dall’influenza, il ministro Lorenzin non ci ha messo la faccia. Non ci faremo abbindolare da questi specchietti per le allodole e con tutte le nostre energie porteremo avanti i nostri progetti contro la malasanità, lo sperpero e l’incompentenza” conclude Santori.

Anna Paola Tortora