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Il Mercato di Piazza dei Navigatori riapre i battenti

Finalmente il mercato su sede impropria torna a servire i cittadini della zona

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NAVIGATORI – Sono tornati finalmente in funzione i banchi del mercato di piazza dei Navigatori in Municipio VIII. Il mercato era stato chiuso a seguito delle ordinanze dell’11 marzo scorso per limitare la diffusione del coronavirus e finalmente quest’oggi ha riaperto i battenti. Come per altri mercati su sede impropria gli operatori hanno dovuto presentare un progetto e mettere in campo alcune migliorie per assicurare il contingentamento degli accessi e le giuste cautele igienico sanitarie.

LA RIAPERTURA DEL MERCATO

Come già confermato nei giorni scorsi dall’assessore al Commercio del Municipio VIII, Leslie Capone, gli operatori di questo mercato avevano avuto alcuni problemi nella riapertura, legati al progetto e ad alcune particolari necessità strutturali cui far fronte, come l’installazione dei bagni chimici e dei lavamano portatili. La riapertura infatti arriva solo a diversi giorni da quella dell’altro mercato su sede impropria (via Santa Galla alla Garbatella che ha riaperto il 25 marzo) chiuso nello stesso momento.

L’IMPEGNO DEGLI OPERATORI

In questo caso, come riferito dalla consigliere municipale del Pd, Eleonora Talli, il plauso va al “Presidente del mercato di Piazza dei Navigatori e gli operatori che insieme hanno messo in sicurezza l’area a spese proprie nel rispetto del decreto dopo aver presentato un progetto al Municipio VIII, all’ufficio tecnico, alla Polizia Locale e al Dipartimento attività produttive del Comune di Roma, senza incontrare non poche difficoltà”. La riapertura era molto attesa dai cittadini della zona rimasti senza un importante punto di riferimento: “In questi giorni mi è stato chiesto costantemente dai cittadini quando avrebbe riaperto il mercato specialmente per le persone anziane o senza auto della zona che hanno difficoltà a fare la spesa – aggiunge la consigliera Talli – Il quartiere ardeatino purtroppo sarebbe rimasto scoperto in questa situazione critica e gli operatori non avrebbero potuto permettersi di perdere altre giornate di lavoro”.

LeMa