Home Municipi Municipio IX

Eur: tra Mafia Capitale e opere incompiute

SHARE
nuvoladic2013

La ripresa del quadrante si gioca sulle opere non terminate

Tratto da Urlo n.121 gennaio 2015

EUR – La notizia dell’inchiesta su Mafia Capitale ha scosso violentemente i territori di Roma, scoperchiando un vaso di pandora che sta ancora rivelando retroscena che erano rimasti sepolti sotto una coltre scura. Una “cappa”, come quella evocata dal Presidente del Municipio IX, Andrea Santoro: “In campagna elettorale parlavo sempre di una sensazione di ‘cappa’ che soffocava il nostro Municipio, Roma, tutti noi. Oggi leggo nero su bianco la descrizione precisa di qualcosa che sentivo come appiccicoso, nascosto, attaccato, dentro le nostre istituzioni”. In un municipio, quello oggi amministrato da Santoro, in cui è nata l’inchiesta sulle tangenti dei filobus per il “corridoio della mobilità”, che già portò all’arresto dell’ex Ad di Eur Spa Riccardo Mancini, non si può evitare di sentire la scossa che sta facendo tremare il Campidoglio. Soprattutto con questa nuova indagine dove si parla ancora di Mancini (“er ciccione” nelle intercettazioni, ndr) e di un dirigente della stessa Eur Spa ed ex Consigliere municipale, Carlo Pucci (detto “il tabaccaio di viale Europa”, da Repubblica.it). La descrizione della “cappa che soffocava il Municipio” non è però piaciuta al Capogruppo di Fi Massimiliano De Juliis, che invece rispedisce al mittente le critiche: “Come se questa cappa non appartenesse al Pd di cui lui è espressione. In un momento così delicato ognuno dovrebbe pensare a come migliorare la cosa pubblica, dai livelli municipali al Parlamento, e non continuare a dire che ‘sarà tutta un’altra cosa’”. In Municipio IX intanto una delle azioni volte a riqualificare l’immagine dell’Amministrazione riguarda la collaborazione con il Giudice Ferdinando Imposimato: “Per troppi anni questo nostro territorio ha coagulato iniziative che non hanno garantito i diritti dei cittadini – dichiara Santoro – Mi riferisco ai cantieri interminabili della Nuvola, dell’Acquario e delle Torri delle Finanze; alla Parentopoli che ha trasformato le partecipate nel personalissimo bancomat per amici e parenti della politica; per non parlare delle opere finite nel dimenticatoio come parcheggi e sottopassi mai realizzati e degli scandali legati alle tangenti per i filobus, fino alla vergogna del Rugby Tre Fontane e dei Punti Verdi Qualità – ha ricordato il Presidente del Municipio – Tutto questo è accaduto nel nostro territorio per le connivenze di alcuni personaggi che agivano a titolo personale e ricoprivano incarichi dirigenziali in Eur Spa. È arrivato il momento di chiarire il ruolo di Roma Capitale in quella partecipata che, nonostante lo sforzo di riordino degli ultimi mesi, ha 143 milioni di debito e 8 milioni di scoperto bancario”.
Per l’Eur Spa la volontà sembra essere quella di procedere ad una ristrutturazione societaria attraverso lo strumento del concordato in bianco al Tribunale di Roma. “La richiesta ci consente di prendere tempo. In questo modo, per quattro mesi, non saremo aggrediti dai fornitori – ha spiegato il Presidente di Eur Spa Pierluigi Borghini – Tra le soluzioni che Eur Spa sta valutando per risolvere la situazione societaria ci sono la ricapitalizzazione e la vendita degli asset”. Tra questi c’è sicuramente l’albergo Lama, già in vendita, ma che, incastrato com’è tra l’incompiuta Nuvola e le ex Torri delle Finanze, fatica a trovare acquirenti. Delle Torri nel marzo scorso si era tornati a parlare in Consiglio municipale, con la possibilità di sistemare dei teloni sulle facciate per coprirne lo scheletro. Una soluzione che non piacque al M5S: “Saremmo stati d’accordo, per ripristinare il decoro, a coprirle con telonature – spiegava il Capogruppo Giuseppe Mannarà – ma volevamo evitare ulteriori vantaggi economici con accordi pubblicitari, ai soliti ‘palazzinari’ che invece l’atto autorizza”. Su questa vicenda dalla Presidenza del Municipio IX ci fanno sapere che si stanno cercando delle soluzioni con il Campidoglio e con la proprietà, nella speranza di avviare un progetto per il recupero e il decoro già nei prossimi mesi. Intanto però il Consigliere Fi De Juliis non manca di ricordare come, attraverso gli oneri concessori delle ex Torri, si sarebbe dovuto portare avanti il progetto di interramento della Colombo dal laghetto fino all’obelisco, l’area pedonale davanti alla Nuvola e i parcheggi interrati: “Nessuno ne parla più. La maggioranza del Municipio, non sapendo cosa fare, ha votato il documento sui teli. Vuol dire che non esiste un’idea e che si farà guadagnare con la pubblicità chi ha lasciato le torri in questo stato”.
Sono tutte queste difficoltà e i tanti cantieri incompiuti ad aver fatto conoscere l’area come la Beirut dell’Eur. Con le Torri in evidente stato di degrado, l’albergo Lama ancora senza acquirenti e che con la sua vendita avrebbe dovuto assicurare la sostenibilità del progetto della Nuvola, e le evidenti difficoltà in cui versa Eur Spa, non è facile immaginare una soluzione: “Inoltre la Nuvola può essere aperta solo se vengono realizzati i parcheggi previsti – aggiunge De Juliis – Proviamo ad immaginare cosa accadrebbe se migliaia di congressisti arrivassero senza adeguati parcheggi. Ma ci preoccupa l’assenza di tempi certi, visto che il Sindaco Marino parla del termine dei lavori entro il 2015 e, un minuto dopo, viene smentito dall’architetto Fuksas che dice che per quella data non sarà mai completata”. Una situazione così difficile che nel mese di ottobre aveva spinto il Presidente Santoro a prendere carta e penna per scrivere direttamente al Premier Renzi, dopo che la Commissione Ambiente della Camera aveva bloccato il provvedimento che avrebbe dovuto permettere la ricapitalizzazione di Eur Spa: “Ulteriori ritardi comprometterebbero fatalmente un territorio già segnato da grandi opere incompiute e, allo stesso tempo, rischierebbero di non far decollare un’opera che può dare un impulso straordinario al turismo congressuale. Non a caso – scrive Santoro – le opere finanziate dallo Sblocca Italia sono, tra le altre, la realizzazione del ‘Ponte dei Congressi’ dell’Eur e il potenziamento dell’Aeroporto di Fiumicino. Strumenti fondamentali per realizzare un polo congressuale all’altezza di una Capitale”. Unica nota positiva per un’opera ad oggi incompiuta, riguarda la conclusione di un accordo con le banche per 8 milioni di euro, per terminare i lavori dell’Acquario dell’Eur. “Sono otto milioni che aggiunti ai precedenti portano il costo complessivo dell’opera a 90 milioni – spiega una nota di Acquario di Roma-EXPO – Cifra interamente finanziata da privati. L’Acquario sarà una infrastruttura di proprietà pubblica (Comune di Roma e Ministero del Tesoro) considerata un’opera di alto interesse pubblico”. L’Acquario dovrebbe aprire il prossimo giugno. Si svilupperà interamente sotto il laghetto dell’Eur, con una superficie di circa 16mila mq e, oltre all’Acquario tradizionale che ospiterà pesci viventi nati in cattività, avrà una parte dedicata alla ricerca marina e all’innovazione tecnologica. Un primo tassello, speriamo non l’ultimo, utile a rimarginare le tante ferite aperte nel quartiere Eur.

Leonardo Mancini