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Ex Fiera di Roma: tra molte perplessità inizia il processo partecipativo

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Caudo: “Partecipazione è una parola consumata, ma stiamo cercando di darle un contenuto vero”. I comitati: “Noi cittadini non ci aspettiamo nulla”

L’INCONTRO – Ieri sera all’Urban Center di via Niccolò Odero sono stati avviati i laboratori della partecipazione, per raccogliere istanze e indicazioni dei cittadini in vista della definizione del bando di concorso progettuale per la riqualificazione dell’area dell’ex Fiera di Roma. In attesa che la Delibera sulla variante urbanistica sull’area di proprietà di Investimenti Spa venga votata in Assemblea Comunale, dall’Assessorato si cerca di coinvolgere i cittadini nella definizione di alcuni parametri che saranno alla base del concorso di progettazione.

GLI OBIETTIVI – Già nei giorni scorsi, attraverso l’avviso fatto circolare attraverso il sito di Roma Capitale, sono stati esplicitati gli obiettivi della variante urbanistica sulla ex Fiera di Roma: “La cessione gratuita a Roma Capitale di circa metà dell’area, da destinare a verde (ricostituendo l’unitarietà della fascia lungo via Cristoforo Colombo, attualmente ostruita da costruzioni) e a servizi di quartiere, organizzati in una porzione dell’area caratterizzata come luogo di incontro; la realizzazione di servizi legati alla dimensione internazionale di Roma; l’insediamento di una funzione di rango urbano, a servizio della produzione; la destinazione di una quota di spazi a uso terziario, con l’esclusione delle destinazioni a carico urbanistico alto (grandi attrattori di traffico); la realizzazione di una quota di alloggi sociali”.

LE CONDIZIONI DEL MUNICIPIO – Ad introdurre l’incontro è stato il Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci, che ha voluto ribadire le richieste dell’ente di prossimità già formalizzate nell’agosto scorso: “Dopo aver esaminato l’atto di variante che non contiene uno strumento urbanistico, il Municipio ha presentato dodici condizioni nel suo parere – spiega il minisindaco – Questa è un’area strategica per puntare a riequilibrare il quadrante. Vogliamo la sostenibilità dell’intervento senza superare le cubature esistenti. L’ex Fiera ci deve aiutare a riconquistare una visione di insieme di questo pezzo di città, anche con gli standard urbanistici reperiti all’interno dell’area e con il ripristino della fascia verde lungo la Colombo”. Altra condizione posta dal Municipio VIII riguarda il miglioramento della mobilità dell’area: “Vogliamo che si condizioni l’inizio dei lavori alla presenza di una nuova linea tramviaria, in connessione con la linea prevista su viale Marconi e che arrivi fino a Caracalla”.

ARRIVARE AD UN DOCUMENTO CONDIVISO – L’idea dell’Assessorato all’Urbanistica è quella di porre vincoli precisi, concertati con la cittadinanza, da cui partire con la progettazione, anzi, con il concorso europeo che si vuole mettere in cantiere: “Vogliamo trasformare quest’area e vogliamo che chi lo farà abbia degli elementi prescrittivi e che si basi su quanto faremo qui – ha spiegato durante l’incontro l’Assessore Caudo, elencando i tre punti fondamentali da ottenere con questa riqualificazione – Qualità urbana, rispondere alle esigenze del Municipio e a quelle della proprietà che porterà a casa un risultato”. L’Assessore ha poi spiegato i passaggi fondamentali pensati per questo processo: “In attesa che la Delibera arrivi in Assemblea capitolina, facciamo questo percorso. Arriviamo ad una proposta per il documento a base del concorso di progettazione. Un Dpp – Documento preliminare per la progettazione Ndr – che conterrà ciò che uscirà da questa partecipazione. Vorremmo stare in un tempo limitato e contenuto – aggiunge Caudo – cercando di ottenere un documento entro il 15 dicembre. Ci saranno sopralluoghi e incontri tematici, che produrranno documenti sui singoli aspetti della progettazione. Noi pretendiamo che chi venga individuato con il concorso faccia con i cittadini degli incontri tematici sugli argomenti segnalati. In modo che l’esito finale del progetto sia il più possibile noto, perché qui stiamo costruendo un pezzo di città. In questa città la partecipazione è una parola consumata, ma in questo caso possiamo usarla – conclude – perchè stiamo cercando di darle un contenuto vero”.

LE CRITICHE AL PROCESSO PARTECIPATIVO – Purtroppo, come ammesso anche dall’Assessore, durante l’incontro ci sono state non poche critiche alla Delibera sulla ex Fiera, principalmente legate alle cubature previste e alle percentuali delle stesse destinate a servizi e spazi pubblici. Tra le posizioni più dure, certamente quella espressa dal comitato Fieramente, che in passato aveva addirittura elaborato un proposta progettuale in collaborazione con l’allora Municipio XI: “Non siamo contro la ristrutturazione dell’area ma pensiamo che quelle cubature siano catastrofiche. Il piano proposto con il Municipio non è stato mai nemmeno preso in considerazione. Noi cittadini dell’area non ci aspettiamo nulla”. Anche Sergio Caldaretti, ex docente di urbanistica e blogger de ‘La Capitale dei Conflitti’, ha preso la parola chiedendo perché non si siano mai prese in considerazione delle soluzioni alternative alle cubature residenziali: “Il processo partecipativo arriva dopo che le decisioni di carattere strategico sono state già prese e inserite nella delibera. Su questo progetto c’è sempre stato un pensiero unico: quello delle cubature residenziali. Non si è mai pensato di utilizzare l’area in modo diverso come il suo inserimento nella Carta per la Qualità suggeriva”. L’intera area infatti è inserita in questo documento, volto a preservare gli elementi qualitativi del territorio: “La Delibera con la variante urbanistica la depenna dalla Carta – aggiunge Caldaretti – Non potevamo pensare ad una vera ristrutturazione? Ci sono capannoni, non si potevano conservare? Purtroppo l’operazione serve a fare cassa per Investimenti spa”.

I PROSSIMI INCONTRI Nelle prossime settimane si terranno gli incontri dei cittadini che vorranno partecipare a questo percorso. La speranza è che si prendano realmente in considerazione le critiche e i suggerimenti che verranno da questi gruppi di lavoro. Dimostrando che la partecipazione in questa città può veramente assumere un significato positivo.

Leonardo Mancini