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Nuova occupazione dell’Ex Deposito Atac

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Un centinaio di attivisti occupano la struttura contro la precarietà, speculazione e privatizzazioni

L’OCCUPAZIONE – Nel prime ore del pomeriggio gli attivisti di NeetBloc hanno occupato l’ex Deposito Atac di San Paolo in via Alessandro Severo. Dopo essere stati sgomberati il 7 aprile scorso dallo stabile di via del Commercio, gli attivisti in una nota dichiarano. “Lo avevamo annunciato a gran voce: non sarebbe stato uno sgombero a fermarci . Più di un anno fa – seguita la nota – abbiamo occupato l’ex Acea di via Ostiense dando vita al progetto di Alexis e recuperando, mattone su mattone, giorno dopo giorno, uno stabile abbandonato, come nessun costruttore mafioso potrebbe mai fare”. Presto spiegato il profilo degli occupanti: “Siamo gli invisibili, quelli che non rientrano nelle statistiche ufficiali- si legge nella nota – e che non possono accedere ad alcun ammortizzatore sociale; ci chiamano neet e secondo l’informazione ufficiale siamo quelli che non studiano, non lavorano, non partecipano a percorsi formativi e sono mantenuti dai loro genitori. Ma sulla figura del fannullone spaparanzato sul divano e dell’inetto felice, media e politici costruiscono una favola che non ci appartiene perché sappiamo bene che dietro questa parola si nasconde il mondo del lavoro in nero, della disoccupazione, degli affitti esorbitanti e della conseguente impossibilità di studiare e vivere nel pieno delle nostre esigenze”.

 

IL DEPOSITO – Immerso nel tessuto del quartiere, fino ad essere praticamente ricoperto, l’ex deposito Atac di San Paolo è una delle strutture che ricorda il passato della città, quando una zona come la nostra poteva essere considerata tanto periferica da ospitare un deposito di bus. Successivamente, con l’avanzare dell’urbanizzazione e con il cambiamento delle necessità dell’azienda di trasporti romana, il deposito è rimasto inutilizzato. Lasciato per anni al degrado è stato poi occupato per un breve periodo da un gruppo di attivisti dei Movimenti di lotta per la casa. L’occupazione, durata dal 21 giugno al 31 ottobre del 2011, è stata un’azione per protestare contro la delibera 35 in discussione in quel periodo in Assemblea Capitolina, un documento che prevede l’inserimento della struttura all’interno del piano di valorizzazione per far fronte ai problemi di bilancio di Atac. Successivamente nell’estate del 2012 venne affittato da Atac Patrimonio all’Ama, per adibirlo a zona smistamento dei cassonetti stradali. Molte le criticità rilevate in questo frangente dagli abitanti della limitrofa Collina Volpi, che hanno anche presentato le loro rimostranze all’ex Sindaco Alemanno, alla Direzione generale di Ama e al Presidente Catarci. Successivamente anche questo utilizzo è cessato, lasciando lo spazio vuoto e inutilizzato.

L’APPUNTAMENTO – lanciato dagli attivisti è per le 18 di questa sera: “invitiamo tutta la città, le realtà autorganizzate, i collettivi, le reti, i precari e le precarie a partecipare all’assemblea che si terrà nel nuovo spazio occupato, per continuare a far vivere uno spazio pubblico capace di parlare di precarietà abitativa, di precarietà lavorativa e, soprattutto, in grado di preparare il terreno adatto ad arrivare al vertice di luglio sulla disoccupazione giovanile”.

Leonardo Mancini