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Ponte Portuense: terminate le indagini archeologiche

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Ponte Portuense U126

Il Municipio attende il nullaosta della Soprintendenza per terminare i lavori 

Tratto da Urlo n.130 dicembre 2015

PORTUENSE – Sono finalmente terminate le indagini archeologiche della Soprintendenza nell’area cantieristica del Ponte Portuense. I lavori, iniziati qualche mese fa, avevano portato ad una nuova fase di stallo del cantiere per la realizzazione dell’opera di ampliamento della carreggiata di via Portuense, con grande delusione dei cittadini che da tempo immemore attendono la sua conclusione. Nell’area ci sono stati, tuttavia, dei ritrovamenti importanti di cui ancora non si conosce la destinazione: una necropoli e degli ambienti termali di epoca romana. Secondo Emanuela Mino, Presidente del Consiglio del Municipio XI, tutto ciò è “davvero prezioso e in parte ripaga anche la lunga attesa dei cittadini. I risultati dell’indagine saranno, nelle prossime settimane, illustrati e diffusi alla cittadinanza”. Con la conclusione delle indagini “siamo un po’ più vicini – dichiara la Mino – alla soluzione del problema e all’apertura di un’infrastruttura davvero importante per un intero quadrante”. 

Correva l’anno 2008 quando i lavori, che avrebbero dovuto portare in tempi brevi a raddoppiare la carreggiata sotto il ponte ferroviario, iniziarono. Un percorso lento e tortuoso, fatto di numerosi stop, di problematiche, di intoppi burocratici, di sblocchi di fondi per la loro continuazione e ultimazione. Il tutto condito da un malcontento generale dei cittadini, che da anni vedono un’opera infinita, essenziale per la viabilità e per la vivibilità di questo popoloso e trafficato quadrante. L’ultimo stop era stato dovuto proprio all’inizio delle indagini archeologiche della Soprintendenza che anche in quell’area, come in molte in tutta la città di Roma, doveva dar luce a degli importanti ritrovamenti che, inevitabilmente, hanno rallentato le operazioni.

Oggi l’area, come ha spiegato il Presidente del Municipio XI, Maurizio Veloccia, è finalmente tornata nelle mani del Municipio, che “ha già predisposto il progetto di sistemazione dei sottoservizi e di chiusura del cantiere. Questo lavoro di progettazione, che è stato molto complesso, è stato consegnato alla Soprintendenza per avere il nullaosta delle archeologhe. Ricevuto questo – ha concluso Veloccia – potremo iniziare l’iter di chiusura che, come più volte ribadito, avrà una durata di 90 giorni e porterà alla definitiva apertura del sottopasso in entrambe le direzioni di marcia, oltre che alla predisposizione di piazzole per il passaggio del trasporto pubblico su via Portuense. Quest’ultimo intervento consentirà, inoltre, di collegare direttamente il quadrante a quello di Marconi, senza passare per la Gianicolense, cosa che purtroppo avviene da 40 anni”.

Ora l’attenzione dei cittadini è indubbiamente più alta che in passato, come ci spiega Marco Campitelli, esponente di DifendiAmo Roma: “La Soprintendenza, ovviamente, ha i suoi tempi e le istituzioni spesso hanno le mani legate, ma l’errore è stato proprio quello di dare delle false speranze. La delusione, infatti, è stata poi espressa da atti vandalici e da danneggiamenti persino ai macchinari che servivano per gli scavi”. Oggi fortunatamente c’è un nuovo step superato, ovvero “la conclusione delle indagini archeologiche. Ora bisognerà capire in quanto tempo verrà dato il nullaosta e decisa la destinazione degli importanti ritrovamenti archeologici, sperando che sia il Municipio che i cittadini possano giovarne. E proprio il Municipio deve, quindi, avere le idee chiare, per non disattendere ancora le promesse fatte incautamente in passato”.

Valentina Ronco, da Portuense Attiva, esprime comunque soddisfazione per la nuova svolta avvenuta: “I cittadini sono molto contenti, userei il termine ‘increduli’, di questo procedere dei lavori. Seppur con qualche ritardo, si procede. La paura che qualcosa ancora possa accadere e rallentare il tutto c’è, ma abbiamo capito che da parte del Municipio c’è la ferma volontà di ultimare i lavori”.
In attesa di conoscere la destinazione dei beni archeologici ritrovati, che si auspica troveranno una giusta collocazione che possa portare ad arricchire il patrimonio culturale del quadrante, si spinge affinchè si proceda celermente con l’iter di chiusura definitiva del cantiere.

Serena Savelli