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Ponte della Magliana: interventi straordinari per 5 mesi. Intanto sul Viadotto continua la vergogna

Partito il bando: corsie ridotte e solo 4 giorni di chiusura totale per limitare i disagi. Ma l’esperienza paradossale sul Viadotto non fa ben sperare

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Tratto da Urlo n.164 Gennaio 2019

PONTE MAGLIANA – La notizia di questi interventi l’avevamo data già nel mese di settembre, quando in Municipio XI una Commissione lavori pubblici chiese e ottenne una stima dello stato di salute di tutti i ponti del territorio municipale. Ora il bando annunciato è arrivato (le buste verranno aperte il 14 febbraio prossimo) e con esso lo stanziamento di circa 1 milione e mezzo di euro per gli interventi. Elemento centrale del Viadotto della Magliana, questo ponte ogni giorno vede il passaggio di migliaia di automobilisti che negli ultimi mesi sono già stati vessati da ritardi e da cantieri interminabili (e ancora non completamente rimossi). Le analisi sul Ponte si sono svolte a cavallo tra il 2017 e il 2018, queste hanno riscontrato un ammaloramento dei dispositivi di appoggio a causa dell’infiltrazione di acqua. Oltre a ciò sarebbe presente una deformazione dei giunti di dilatazione della struttura e una condizione di ammaloramento del calcestruzzo, dovuto all’incendio che ha coinvolto la parte sottostante del ponte nel 2017. Sarà anche necessario progettare e realizzare un nuovo sistema di raccolta delle acque meteoriche per evitare nuove infiltrazioni.

TRAFFICO E MOBILITÀ – Le tempistiche per realizzare questi interventi sono state stimate in 150 giorni. “Le operazioni da eseguire per i lavori – si evince dalla relazione del progetto esecutivo – sono state pensate in modo tale da avere la minima interruzione del traffico”. Una misura certamente gradita, viste le recenti difficoltà con il cantiere per la sostituzione di poche decine di metri di guard rail lungo il Viadotto. Da ciò che si apprende, gli interventi, per quanto possibile, saranno effettuati lasciando sempre una corsia disponibile per il transito dei mezzi privati. “Le uniche lavorazioni che prevedono la chiusura della sede stradale sono quelle di sollevamento e abbassamento degli impalcati per la sostituzione dei dispositivi di appoggio – si legge ancora nella relazione – Il rifacimento della sovrastruttura stradale è stato previsto separatamente sulle due carreggiate e sarà eseguito in due notti successive durante le quali sarà chiuso il traffico sulla carreggiata di interesse. Oltre a questi 4 giorni non consecutivi non sono previste altre chiusure totali”. Inoltre, “nelle fasi che prevedono la demolizione delle zone nelle vicinanze dei giunti è stata prevista una rampa in acciaio per consentire comunque il passaggio delle vetture durante l’esecuzione dei lavori”.

IL CANTIERE INFINITO – In attesa di avere nuove informazioni in merito a questi lavori sul Ponte della Magliana, l’attenzione non può non ricadere su quanto sta avvenendo sul vicino Viadotto, dove per la sostituzione di circa 200 metri di guard rail i cittadini stanno subendo disagi da quest’estate, quando sono partiti gli interventi di messa in sicurezza in direzione Fiumicino. La prima data di conclusione prevista (addirittura 15 settembre) è stata disattesa, come anche le successive 4 (30 ottobre, 6 novembre, 29 novembre, 1 dicembre), con l’Assessora capitolina ai Lavori Pubblici, Margherita Gatta, che solo il 3 dicembre ha ammesso i ritardi e parlato di penali nei confronti della ditta. Finalmente il 17 dicembre qualcosa si è mosso, con l’ingombro del cantiere che è stato ridotto, aumentando lo spazio a disposizione per il passaggio dei veicoli, ma restano ancora i new jersey a restringere la carreggiata. Al momento le ultime informazioni relative a questi ritardi arrivano dal Simu, ascoltato durante la Commissione capitolina Controllo e Garanzia del 7 gennaio scorso. In quell’occasione si è venuti a conoscenza che la ditta starebbe pagando circa 700 euro al giorno di penali (circa 22 mila euro al 7 gennaio, quindi a partire dal 6 dicembre presumibilmente) per i ritardi dovuti all’inadempienza del fornitore dei corrimano da installare. Inoltre, sempre dalla Commissione, è stata annunciata la data del 30 gennaio per la definitiva rimozione del cantiere. Seppure questi fondi ci sembrano pochi per rimborsare il disagio sostenuto in questi mesi dai cittadini, abbiamo voluto chiedere (e al momento attendiamo risposta) al Comune e alle varie commissioni competenti, se questi fondi verranno o meno impiegati su progettualità relative alla mobilità del quadrante. Intanto rimane il mistero, a cui nessuno dell’amministrazione, né pubblicamente, né in risposta a nostre richieste, ha mai dato delucidazione, circa i veri motivi che hanno fatto ritardare la chiusura del cantiere di circa 4 mesi e mezzo (7 volte la previsione), a prescindere dalla questione della ritardata fornitura, dal momento che le penali sono calcolate dai primi di dicembre. Ricordiamo che i lavori dovevano terminare il 15 settembre, quindi la domanda è: cosa è successo negli oltre 2 mesi e mezzo tra il 15 settembre e il 6 dicembre? Chi ripagherà la cittadinanza e gli automobilisti per questi clamorosi ritardi? Aspettiamo con ansia e curiosità che chi ha responsabilità fornisca spiegazioni.

IN ATTESA DEL PONTE DEI CONGRESSI – In ogni caso la vicenda del “mini-intervento” infinito del Viadotto non può che far pensare a quante difficoltà si potrebbero creare con cinque mesi di lavori sul Ponte della Magliana. Non si può immaginare che interventi di questa portata non tengano conto della mobilità e del traffico che si riverserà (e la prova c’è stata in questi mesi) sull’intero quadrante e su arterie anche distanti dal cantiere (come via Ostiense o viale Marconi) che hanno subito un traffico insostenibile. L’auspicio è che perlomeno questi interventi vengano svolti durante la chiusura delle scuole, quindi nei mesi estivi, per limitare i disagi, ma soprattutto che queste vicende rendano ancora più palese la necessità di arrivare al più presto alla realizzazione del nuovo Ponte dei Congressi. Quest’opera, i cui fondi sono stati posticipati sia dalla Stato che dal Comune al 2020, è ritenuta indispensabile per la realizzazione dell’area del nuovo Stadio della Roma, ma in questi mesi, anche con una chiusura parziale di una sola carreggiata del Viadotto, ci siamo resi conto di quanto sia invece indispensabile per integrare il collegamento di 2 quadranti di Roma (sud e ovest) a prescindere dallo Stadio stesso.

Luca Migliorati


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