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Franco126 – Multisala

“È uscito il secondo lungometraggio di Franco126”, ha dichiarato Gigi riguardo al disco del cantante romano. Se è vero che si tratta di musica e non di cinema, va detto quanto tutte le dieci tracce dell’album sono un percorso sonoro intimo dal carattere cinematografico. L’universo di riferimento è quello dei ‘70 romani, dove funk, samba, Baglioni e parecchio Califano, si intrecciano. Dopo “Polaroid” e la rottura con Carlo, Franco ha dovuto superare tutta l’incertezza che caratterizzava i suoi progetti per il futuro. Mollare ed essere ricordati all’apice della carriera, oppure continuare senza convincere? Come un grande calciatore in crisi alla fine dei suoi giorni, Franco ha saputo tener duro reinventandosi da ciò che sapeva fare meglio. Restare sé stesso. Tornato sulle scene due anni dopo la svolta solista, godendosi i successi come autore per gli altri (da “Vento sulla luna” di Annalisa a “Stupida allegria” di Emma), Franco si conferma come una delle penne più valide della nuova scena. Multisala non è altro che la versione director’s cut della sua vita. Il suo lavoro ha portato risultati e consensi sia dal pubblico quanto dalla sua major Bomba Dischi. Se le produzioni e gli arrangiamenti portano la firma di Ceri, va ricordato il contributo da parte del team di Bomba (Giorgio Poi, Colombre e Ramiro Levy dei Selton) che ha fatto il resto. Raggiunta una certa maturità artistica, all’apice del successo la paura di cadere è sempre dietro l’angolo. Il peso del successo è enorme e consuma chi lo possiede, ma siamo tutti d’accordo adesso, che la stella di Franco non si spegnerà facilmente. Touchè.

Riccardo Davoli

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