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Nightclubbing di Grace Jones

Se esiste un’artista in particolare che ha tinto di nero i sogni di milioni di adolescenti quella è stata certamente Grace Jones. È difficile non sentirsi sopraffatti dalla gioia guardando le fotografie di Grace Jones. Nata in Giamaica, ha compiuto 73 anni lo scorso maggio, si è fatta subito conoscere negli anni ’70 come cantante, attrice e modella, ha frequentato tutti, da Helmut Newton a Guy Bourdin, passando per Yves Saint Laurent, e si faceva vedere spesso in discoteca Studio 54.

Iconoclasta per natura, Grace Jones nel 1981 esce con “Nightclubbing”, disco dal sorprendente gusto bollicine, frizzante, autobiografico e tremendamente rivoluzionario. Il disco è considerato il primo disco gender fluid della storia e questo è assolutamente vero. Grace appare come una figura statuaria androgena proponendo un sound contaminato ed il tutto impreziosito da un forte atteggiamento anticonformista. Se pensiamo a “Teatro d’ira: Vol. I” dei Måneskin, dove consideravo l’idea per cui il disco non è affatto ammiccante se lo si sente e basta, “Nightclubbing” è tutt’altro. Grace Jones se la sentivi o la vedevi faceva lo stesso. Nel disco nulla è sicuro, ogni cosa resta fatale ed attraente. Sensualità, seduzione e ammiccamenti, attraversano mareggiate ricche di champagne. Difficilmente vedremo in futuro un’altra figura del calibro di Grace. Attrice, modella e cantante di incredibile livello ed ascoltarla provoca sensazioni inebriante come quando si affronta un déjà-vu di petto.

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Riccardo Davoli

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