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Dopo il rogo nella rimessa Atac scatta il blitz delle Forze dell’Ordine nel campo di via Candoni

L’incendio ha distrutto sette vetture. La Sindaca Raggi: “Un episodio che fa rabbia. Ma sia chiaro, chi voleva spaventarci non ci è riuscito”

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CANDONI – È partito questa mattina il blitz delle forze dell’Ordine all’interno della baraccopoli di via Candoni. Nelle immediate vicinanze del campo la scorsa notte sono andati a fuoco sette bus parcheggiati all’interno del deposito Atac. I controlli sono scattati alle prime luci del giorno. Una cinquantina gli agenti della Polizia Locale intervenuti al campo della Muratella dei gruppi Spe e Gssu. Sul posto anche il comandante del Corpo Antonio Di Maggio e quello del Gruppo Stefano Napoli. Durante queste verifiche sono state trovate anche diverse persone non in possesso di documenti. Per loro si sta procedendo con il foto-segnalamento anche per accertare se la loro permanenza all’interno del campo sia regolare.

LA VISITA DELLA SINDACA

Il carattere doloso dell’incendio era stata denunciato dalla Sindaca Raggi, in visita nella struttura dopo il rogo: “Un episodio che fa rabbia. Ma sia chiaro, chi voleva spaventarci non ci è riuscito. Noi proseguiamo #AtestaAlta con il lavoro di risanamento di Atac, l’azienda di trasporti pubblica più grande d’Europa. Ovviamente sono scattate le indagini per ricostruire quanto accaduto. Ci auguriamo che i responsabili siano presto individuati e puniti severamente”. E ancora: “Gli operatori della rimessa Atac – conclude la prima cittadina –  ci riferiscono di ripetuti furti ed episodi di vandalismo: molte testimonianze riferiscono di incursioni notturne da parte di alcuni abitanti del vicino campo rom di via Candoni: gli stessi che più volte si sono resi protagonisti di furto di gasolio nonché del lancio di sassi nei confronti degli autisti e dei bus dell’Atac”.

UNA SITUAZIONE BEN CONOSCIUTA

Situazioni non nuove e spesso denunciate anche dalla politica locale. Tra loro gli esponenti di Fdi Valerio Garipoli, Marco Palma e Federico Rocca: “Purtroppo atti del genere si ripetono oramai da tempo nonostante ci sia la vigilanza privata all’interno del deposito e la presenza di un’unità del Gruppo XI della Polizia locale di Roma Capitale all’esterno. La natura dell’incendio sembrerebbe essere dolosa, poiché un autobus fermo da tempo difficilmente può generare un’autocombustione ma sono in corso gli accertamenti e quindi attendiamo l’esito degli stessi – affermano gli esponenti di Fdi – Se così fosse la cosa non ci stupirebbe perché non sarebbe la prima volta ma una delle tante che da anni denunciamo, non ultimo un esposto alla Procura della Repubblica con il quale abbiamo chiesto la rimozione del campo rom per la manifesta impossibilità di convivenza con una delle rimesse più importanti di ATAC”.

IL SUPERAMENTO DEI CAMPI NOMADI

Intanto proprio in queste ore dal Campidoglio arrivano nuove notizie riguardo il crono-programma di chiusura dei campi nomadi sul territorio cittadino. Dal Comune fanno sapere che sono in pieno sviluppo le azioni che riguardano La Barbuta e La Monachina (chiusura circa fine 2020), mentre è stato avviato l’iter per Castel Romano (chiusura circa a fine 2021). Inoltre sarebbero stati appena pubblicati i bandi per individuare gli enti gestori cui affidare le operazioni di superamento e chiusura per i campi di via Salviati e di via Lombroso. Per i campi di Gordiani, Salone e Candoni il bando verrà prodotto entro fine anno circa.

Red